Personalmente sono da sempre scettico, diciamo, sulla filter bubble, secondo la quale gli utenti vengono esposti di meno a punti di vista conflittuali e sono isolati intellettualmente nella propria bolla di informazioni.
Intendiamoci, non che non sia vero. Sicuramente gli algoritimi ci tengono nella nostra “confort zone”, privilegiando quanto ritengono essere più affine a noi, ma non mi pare che sia un processo molto diverso da quello che avviene offline dove molto difficilmente, se non mai, un lettore de Il Manifesto comprerà Libero, o, sempre a titolo esemplificativo, un elettore di sinistra si confronterà [“pacificamente”] con uno di destra.
Insomma, a mio modo di vedere, “la bolla” siamo noi, le nostre idee e i nostri [pre]giudizi, a prescindere dal fatto che questo avvenga online o offline, a conferma di come la realtà sia sempre più onlife, con una separazione tra analogico e digitale sempre minore.
Arrivano ora i dati comScore sugli utenti unici delle due “corazziere” del web italiano: Repubblica e Corriere. Emerge come per entrambe le testate vi sia circa un terzo di lettori esclusivi [Repubblica 35% e Corriere 30%], mentre vi è una forte sovrapposizione di readership con la stragrande maggioranza delle persone che legge tutti e due i quotidiani online.
Sovrapposizione che non mi risulta avvenga per la versione cartacea dei giornali in questione, o almeno certamente non avviene con queste dimensioni.
Insomma, parrebbe davvero che al contrario la Rete favorisca il pluralismo e che la questione della bolla sia, come si suol dire comunemente, una balla. Vedremo di trovare i dati delle altre testate per approfondire ulteriormente.
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