Messaggistica Istantanea, Social & Search per gli Italiani in Rete

Nell’ambito di quello che è stato definito l’internet day, presentato ieri il nuovo rapporto Agi-Censis “L’insostenibile leggerezza dell’essere digitale nella società della conversazione”.

Una lettura trasversale dei dati raccolti attraverso l’indagine consente una “profilazione” degli utenti internet italiani basata essenzialmente sulla frequenza di utilizzo e sulla diversificazione delle attività svolte in rete. I profili che ne scaturiscono sono sei , con la seguente articolazione:

  1. Gli «iperconnessi» [10.7%] Usano massivamente la rete in tutte le forme possibili e per tutte le tipologie di servizi [social, video, e.commerce, ecc.]. Più del 50% usa lo smartphone a tavola, il 34% usa la rete anche mentre guida, il 65% usa i social anche al lavoro. L’81.5% si connette la sera prima di addormentarsi. Il 70.6% vorrebbe ridurre l’uso di internet, ma non ci riesce o lo trova complicato;
  2. Gli «internauti standard» [51,1%] Usano assiduamente tutti i servizi che supportano la dimensione relazionale in tutte le sue possibili declinazioni. Presentano valori di utilizzo medio alti per tutti i servizi internet;
  3. I «social network-addicted» [14.3%] Usano prevalentemente – e intensivamente – i social network e la messaggistica [il 57.2% anche per lavoro]. Sono gli utenti meno propensi a ridurre l’uso di internet in autolimitazione;
  4. I «global-no social» [6.3%] Usano intensamente tutti i servizi con l’eccezione di tutte le attività tipicamente social. Non si connettono mentre guidano, partecipano poco ai gruppi di messaggistica;
  5. Gli utenti di «vecchia scuola» [8.6%] Usano prevalentemente gli strumenti e le funzionalità più datati [email e ricerche con motori] Usano poco lo smartphone e il tablet a letto. Il 46% ha deciso di ridurre l’uso di Internet e ci è riuscito;
  6. Gli utenti deboli [9%] Internet come un’opportunità tra le altre. Usano la rete in modo occasionale o mono-pourpose. Si collocano in basso per intensità di utilizzo di tutte le tipologie di servizi. Tendono a non
    usare la messaggistica nei rapporti di lavoro.

Quindi, anche se il report tende ad enfatizzare un rapporto “morboso” con la Rete da parte degli italiani, quella porzione della popolazione che usa Internet, che vale la pena di ricordare abbia una penetrazione tra le più basse in Europa, la maggioranza delle persone hanno un utilizzo ed una gestione della rete ben distanti dall’essere compulsivi.

L’utilizzo della Rete vede al primo posto i servizi di messaggistica istantanea con il 73.4% degli utenti Internet che ne dichiara un uso continuativo durante il corso della giornata. Seguono lo scambio di e-mail [64.8%], la presenza sui social network [61%] e l’utilizzo dei motori di ricerca [53,8%].

Sono una minoranza, meno di un terzo di coloro che usano Internet nel nostro Paese [31%], coloro che accedono tutti i giorni, e/o più volte al giorno, a servizi di informazione e giornali online. Anche se la fruizione è meno intensa, assolutamente non trascurabili la percentuale di coloro che accedono a TV e/o radio online, così come chi guarda film e/o video online. Anche la frequentazione di blog, forum tematici e comunità di pratica è tutt’altro che risibile.

Dati complessivamente noti che visti assieme possono aprire lo spiraglio a interessanti opportunità, quale, ad esempio, l’apertura, e cura, di comunità di pratica all’interno dei siti web dei giornali. Un modo per coinvolgere e fidelizzare l’utenza sin qui neppure sperimentato, per quanto a me noto.

Le piattaforme social e le app di messaggistica più utilizzate sono quelle note. Vale la pena di evidenziare, da un lato la forte distanza ormai consolidata tra l’uso di Instagram e quello di Twitter, e, dall’altro lato, la conferma dell’inconsistenza di Snapchat.

Tutti on line su social e messaggistica, ma solo se è gratis. L’introduzione di un canone di pagamento o tariffa determinerebbe infatti l’abbandono di circa 2/3 degli utenti, mentre un utilizzo scorretto dei dati scoraggerebbe nella prosecuzione del rapporto il 53.5%.

Anche quest’ultimo un dato di interesse poichè conferma come complessivamente le persone preferiscano cedere informazioni personali invece che pagare. Ancora una volta un’opportunità da cogliere.

 

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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