Lo Spazio Mediatico dei Partiti Politici

La scorsa settimana abbiamo analizzato lo spazio mediatico dei leader politici. Questa settimana approfondiamo ulteriormente l’analisi verificando quale sia lo spazio mediatico, nei telegiornali e sui social, dei principali partiti politici.

I dati relativi alla televisione sono riferiti ai telegiornali delle tre reti RAI e di RaiNews24, delle tre reti Mediaset e di TGCom24, ai Sky Tg24, e TG La7. I dati si riferiscono al mese di Maggio 2018 e sono relativi allo spazio di antenna, ovvero: indicano il tempo complessivamente dedicato al soggetto politico/istituzionale ed è dato dalla somma del “tempo di notizia”[il tempo dedicato dal giornalista all’illustrazione di un argomento/evento in relazione ad un soggetto politico] e del “tempo di parola” [il tempo in cui il soggetto politico parla direttamente in voce] del soggetto.

Come mostra l’infografica sottostante, il partito che ha avuto maggior tempo di antenna, così come definito, su tutte le reti televisive prese in considerazione, è il Movimento 5 Stelle che oscilla tra un minimo del 27.1% di share of voice sui canali RAI ad un massimo del 36.3% su Sky TG24. Canale televisivo all news quest’ultimo che sino a prima delle elezioni era diretto da Emilio Carelli, eletto proprio nel M5S.

Anche sulle reti Mediaset si nota qualche anomalia, per così dire. Infatti, mentre in tutti gli altri telegiornali Forza Italia è il quarto partito per tempo di antenna, nei TG del biscione il partito di Berlusconi balza al terzo posto, scavalcando il PD, con una quota del 13.8%.

Pochissimo lo spazio dedicato sia a Fratelli di Italia che, soprattutto a Liberi e Uguali. Ovviamente stessa situazione per quanto riguarda gli altri partiti/movimenti politici non menzionati che hanno tutti una quota di voce inferiore al 1%.

Appare evidente come vi siano logiche direttamente collegate ad interessi personali, come nel caso di Carelli/M5S e di Forza Italia/Berlusconi-Mediaset, o comunque riconducibili a regole non scritte, ma assolutamente osservate diligentemente, su lo spazio da concedere a ciascun partito in funzione della propria quota di mercato, del proprio share politico.

Si ribalta la situazione in Rete e sui social [*] rispetto ai telegiornali, con la Lega che scavalca il M5S per numero di citazioni e per persone che hanno interagito con tali contenuti [like / commenti / condivisioni]. Un dato comunque da ricalibrare tenendo in considerazione l’ampio utilizzo di BOT da parte di Salvini/Lega, come avevamo già rilevato nell’analisi per “La Stampa”.

Sul tema, Gigio Rancilio, amico giornalista di Avvenire, nella sua ottima rubrica settimanale “Vite Digitali”, riprende e sintetizza l’articolo di Fabrizio Martire che ha deciso di raccontare  la sua esperienza, mettendo semplicemente in fila alcuni appunti presi durante la campagna delle comunali 2018 facendo emergere molti retroscena sconosciuti ai più.

Spiega Martire che non serve avere a disposizione Cambridge Analytica per ottenere dei risultati in grado di convincere un po’ di elettori indecisi. Spesso non serve nemmeno mentire. «Basta “condire” la verità per generare fiumi di condivisioni, commenti e disprezzo». Altri esempi vincenti usati dai più scorretti sono «distribuire sondaggi senza alcun supporto scientifico o criminalizzare la normalità, fotografando una qualunque persona di colore, spacciandola poi per un criminale». Altro «trucco», usato da molti anche in ambito nazionale: rubare contenuti video dalle TV pubbliche o private e rilanciarli dal proprio profilo. Ovviamente si tratta di un furto e di una palese violazione del copyright, ma in questo modo tra condivisioni e visualizzazioni si ottengono moltissime interazioni social che fanno crescere il potere di diffusione della pagina del politico. Altra strategia truffaldina ma molto usata: «se il contenuto social di un concorrente politico sta funzionando troppo bene, bloccalo usando l’odio». Come? Bastano poche decine di profili falsi che lascino commenti volgari e di totale odio politico tipo «muori tu e tutti quelli come te». Per far funzionare il profilo social di un politico c’è anche un trucco che non immaginereste mai: bisogna fare molti errori. Errori di battitura ma anche grammaticali e persino errori visuali.

Dopo il black hat SEO ora siamo al black hat social media marketing [politico]. L’ennesima affannosa ricerca di volume e non di valore che si [s]qualifica da sola. Il web non è una dimensione parallela in cui tutto è concesso, soprattutto se a farne le spese è l’onorabilità del movimento politico di cui si dovrebbe rafforzare l’immagine.

Ciò detto, circa pari le citazioni di M5S e PD, anche se si rileva che le mention relative al PD hanno una netta prevalenza di sentiment, le emozioni e le reazioni suscitate, negativo, che da questo punto di vista collocano il Partito Democratico al top, in negativo.

Nettamente inferiori le citazioni di tutti gli altri partiti politici che sui social hanno una share of voice molto più bassa che in televisione. Aspetto che da un lato conferma quanto in realtà, nonostante algoritmi ed altre pecche, la Rete resti il medium, se convenzionalmente lo si vuole considerare tale, più democratico, e, dall’altro lato, conferma la totale assenza delle opposizioni, che appaiono ancora stordite in questa fase.

Da rilevare infine che Liberi e Uguali, nonostante sia il partito con il minor numero di citazioni in assoluto, ha una prevalenza di sentiment positivo quando viene citato. Partito che, nelle parole di D’Alema, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7 pochi giorni fa, «non è un progetto fallito, vive una sospensione ma le cose sembrano rimettersi in movimento con l’avvio del tesseramento e della fase congressuale».

[*] Dati Talkwalker con cui DataMediaHub ha una partnership per l’ascolto della Rete.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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