Quanto hanno venduto i quotidiani locali durante campagna elettorale? Analisi volumi vendita gennaio – marzo 2018

Concludiamo la nostra analisi sui volumi di vendita dei quotidiani italiani durante il primo trimestre del 2018, periodo che coincide con la campagna elettorale delle Politiche del 4 marzo scorso, con i dati dei quotidiani locali. Come per le altre puntate di questa analisi cerchiamo di capire se c’è stato un “effetto elezioni” sulle vendite delle testate (e conseguentemente quanto i lettori vedano ancora nei giornali un mezzo importante per formare le proprie opinioni).

Diciamo subito che dai numeri elaborati dai dati certificati da Ads (come al solito ci riferiamo al totale vendita carta + digitale) nemmeno i quotidiani locali hanno venduto più copie rispetto allo scorso anno durante questi primi tre mesi, nonostante che nel medesimo periodo del 2017 mancasse del tutto un evento altrettanto importante che, almeno in teoria, potesse trainare le vendite.

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Nel complesso le 46 testate locali italiane hanno venduto tra gennaio e marzo di quest’anno un volume complessivo di 100,12 milioni di copie, nel 2017 il volume di venduto era stato invece di 105,65 milioni di copie (-5,2%) e nel 2016 di 111,8 milioni di copie complessive (-10,5% del 2018 sul 2016). Una flessione tutto sommato contenuta, tenendo conto della tendenza complessiva: la perdita di copie vendute dell’intero comparto è stato infatti del 9%, mentre le grandi testate nazionali (Corsera, Repubblica, Sole 24 Ore e La Stampa) complessivamente hanno perso il 10,1%.

Lo abbiamo sottolineato più volte, il complesso delle testate locali flette ma regge decisamente meglio alla crisi delle vendite rispetto alle testate nazionali. Che l’industria dei quotidiani italiana si stia sempre più poggiando sulle testate locali lo dimostra anche il confronto tra il peso delle vendite che queste hanno sui volumi di venduto dell’intero comparto a confronto con quello delle “nazionali”. Nel 2016 il peso sul volume di vendita complessivo delle testate locali e quello delle prime dieci testate nazionali (esclusi i quotidiani sportivi) era identico (44%), nel 2016 le testate locali superano i quotidiani locali con un peso sulle vendite del 46% contro il 41% delle “nazionali”. Nei primi tre mesi del 2018 questa forbice si è allargata ancora con le “locali” al 47% e le “nazionali” al 40%.

La flessione di quest’anno delle testate locali nel loro complesso e quella del 2017 sul 2016 sono praticamente identiche (-5,2% e -5,5% rispettivamente), se un “effetto elezioni” c’è stato non si è visto, positivo o negativo che fosse. Se sulle testate nazionali – nel loro complesso e in diversi singoli quotidiani – si è effettivamente vista una “frenata” alla flessione di copie vendute, nelle “locali” invece tutto sembra procedere come sempre, senza variazioni in trend ormai costanti.

Se guardiamo le singole testate c’è da registrare il sorpasso al primo posto come volumi di vendita del Resto del Carlino (Gruppo Poligrafici-Riffser) sul Messaggero (Gruppo Caltagirone). Il giornale di Bologna ha infatti un volume di 8,53 milioni di copie (in flessione del 6,8%) per 95.908 copie medie vendute nel periodo. Il Messaggero si ferma a 8,49 milioni (95.385 copie medie) con una flessione del 10%. I due quotidiani sono comunque gli unici tra quelli locali a superare gli otto milioni di copie vendute nel periodo, La Nazione (Poligrafici-Riffser) supera di poco i 6 milioni di copie vendute, Il Gazzettino (Caltagirone) e Il Giorno (Poligrafici-Riffser) sono sopra i 4 milioni, mentre Messaggero Veneto, Il Tirreno, Secolo XIX (tutte e tre testate Gedi), Eco di Bergamo (Sesaab) e Unione Sarda sono compresi tra i 3 e i 3,5 milioni di copie vendute.

Se confrontiamo invece i dati del 2018 con quelli del 2017 si nota che sulle 43 teste locali, 19 hanno fatto registrare una flessione minore rispetto all’anno precedente o addirittura un miglioramento (solo sei testate). Tra le maggiori testate locali (le prime dieci) però non si registrano miglioramenti (tranne che per Messaggero Veneto e Secolo XIX) anzi la flessione del 2018 è uguale o superiore, anche in maniera netta, a quella del 2017.

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Le altre due analisi sui volumi di vendita dei quotidiani italiani nel primo trimestre del 2018:

Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

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