L’Audience di Facebook in Italia

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Utilizzando gli "Audience Insight" di Facebook, strumento per la pianificazione degli annunci pubblicitari, abbiamo estrapolato l'audience della piattaforma social nel nostro Paese. Le stime si basano sui posizionamenti e sui criteri di targetizzazione che vengono selezionati e includono fattori come i comportamenti degli utenti Facebook, i dati demografici e i dati sulla posizione degli utenti. Sono pensate per stimare quante persone in una data zona possono vedere un'inserzione che un'azienda potrebbe pubblicare. Non sono progettate per essere in linea con le stime sulla popolazione o dei censimenti.

Questo significa che sono incluse le persone di passaggio, sia per turismo o per affari, presenti in Italia e dunque i dati sono sovrastimati rispetto agli italiani effettivamente attivi su Facebook. Nonostante questo, ovviamente la stragrande maggioranza delle persone sono effettivamente residenti in Italia, e dunque i dati restano di valore ed interesse.

Secondo Facebook, nel mese, ci sono attorno a trenta milioni di persone attive. Per quanto riguarda età e genere  le informazioni sono disponibili esclusivamente per i maggiorenni. Complessivamente vi è una leggera prevalenza di uomini [52%].

La maggior concentrazione è nella fascia di età 25-34 anni con il 23% di donne e il 24% di uomini. Secondo Istat nel nostro Paese ci sono circa 8.5 milioni di persone over 65, di questi oltre un quarto [26.5%] 2.25 milioni utilizzano Facebook. Si tratta di un dato interessante sia sotto il profilo della comunicazione d'impresa, assumendo che costoro siano più attivi e partecipi dei loro coetanei, e dunque più interessanti per i brand, che per quanto riguarda l'aspetto più prettamente sociale, con Facebook che svolge da compagnia, da sostegno alla solitudine che spesso caratterizza gli anziani. La piattaforma social dunque è sempre più antagonista anche della TV da questo punto di vista. Fate due più due e tirate le somme.

Dopo l'ultimo F8, l'evento annuale di Facebook tenutosi di recente, si è parlato molto dell'annuncio di lanciare una servizio di dating e di come questo possa impattare sui servizi già esistenti. Uno per tutti Tinder, che ha visto crollare il titolo in borsa in seguito a tale annuncio. Sicuramente in realtà gli sviluppi interessanti sono altri, ma non vi è dubbio che ci sia mercato per Facebook anche in tal senso.

Infatti, secondo i dati di "Audience Insight" poco meno di un terzo [29%] degli utenti attivi, pari a circa 8.7 milioni di maggiorenni, sono single, non impegnati sentimentalmente. Oltre agli interessi specifici di Facebook al riguardo, si tratta di un dato interessante non solamente per le imprese ma anche per la PA che, approfondendo, potrebbe stabilire relazioni e servizi mirati per questi, volendo naturalmente.

Il dato del livello di istruzione è falsato probabilmente da una cattiva traduzione, adattamento. Quello che in italiano viene raggruppato sotto università, se si usano gli insight in lingua inglese è college. È dunque certo che nel 59% ricada anche l'istruzione media superiore.

Oltre un quinto degli utenti attivi nel mese su Facebook si occupa di vendite, seguono nella "top10" cura della persona e servizi a domicilio, e servizi amministrativi [arte, intrattenimento, sport e media è una classificazione troppo ampia per essere d'interesse]. È interessante notare come il 12% delle persone, pari a 3.6 milioni, si occupi, a vario titolo evidentemente, di management. Se si considera che secondo gli ultimi dati in Italia vi sono 11 milioni di iscritti è probabile che vi sia una sovrapposizione relativamente scarsa tra Facebook e LinkedIn. Sovrapposizione quasi certamente inferiore a quella che vi è con altri social, a cominciare da Instagram naturalmente, che rende l'utilizzo incrociato di queste due piattaforme social particolarmente interessante in chiave corporate, secondo me.

In questi giorni molte testate stanno parlando dell'ipotesi che Facebook offra l'opzione di iscriversi a pagamento rendendo la piattaforma "ad free" per coloro che fossero disposti a pagare. Si tratta di un ipotesi partita da Bloomberg, ripresa da altre testate statunitensi, e dunque approdata anche sui quotidiani online nostrani, che fanno troppo spesso la content curation de noantri.

Ipotesi che in realtà lo stesso Bloomber smentiva pochi giorni prima e che troverebbe anche nei dati sul nostro Paese conferma di quanto sia poco fondata allo stato attuale. Infatti, insieme ai "like" sui post, cliccare sugli ads pare essere l'attività maggiormente svolta. Sempre in riferimento al numero di volte in cui il pubblico ha svolto alcune azioni su Facebook, è interessante notare come mediamente le persone commentino maggiormente rispetto a condividere un determinato contenuto. Risulta dunque evidente che le persone siano interessate ma non si riconoscano nei contenuti proposti e dunque non se ne approprino, non li facciano loro, condividendoli sul loro profilo. Aspetto che, sia in specifico riferimento alla reach, che più in generale, sul quale riflettere con attenzione.

Infine, vedendo i dati su come le persone hanno effettuato l'accesso a Facebook negli ultimi 30 giorni, si vede come il 92% degli utenti acceda esclusivamente da mobile contro l'8% che lo fa solamente da computer. Può essere che il dato sia parzialmente falsato dalla forte penetrazione delle "chiavette", dei modem per mobile, in Italia, ma rende comunque l'idea della situazione.

Dall'utilizzo degli "Audience Insight" di Facebook, oltre a queste informazioni di carattere generale, si possono estrapolare dati che sono d'interesse per aziende, enti, organizzazioni. Vi dedicherò un approfondimento ad hoc domani, o comunque neo prossimi giorni. Come si suol dire, stay tuned.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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