I Dati dei Finanziamenti Statali all’Editoria nel 2016

Dopo che ad Agosto 2017 erano stati pubblicati gli importi relativi al anticipo versato dallo Stato alle diverse testate per il 2016, finalmente, in questi giorni, il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria ha reso disponibili i dati di consuntivo relativi ai finanziamenti all’editoria, alla carta stampata, nel 2016. L’infografica sottostante riepiloga le differenti tipologie di finanziamenti erogati.

Complessivamente i contributi diretti alle case editrici ammontano a circa 52.5 milioni di euro, pari al 84% di tutti i finanziamenti statali alla stampa nel 2016. Il primo quotidiano, Avvenire, da solo riceve l’11.4% del totale dei contributi. I primi tre quotidiani assieme ricevono il 27.8% e i primi 10 quotidiani assorbono 29.5 milioni di euro di contributi, pari al 56.1%.

Il caso più “torbido” riguarda “Libero”, che pur essendo di proprietà di Angelucci, che guarda caso, a Novembre 2017, è stato condannato ad un anno e quattro mesi per falso e tentata truffa nell’ambito di un processo legato ai contributi pubblici percepiti tra il 2006 e il 2007 per i quotidiani Libero e il Riformista. Nel 2003 Libero ha chiesto ai proprietari del bollettino “Opinioni nuove” di prendere in affitto la testata. Il quotidiano è diventato ufficialmente il supplemento dell’organo ufficiale del Movimento Monarchico Italiano. In questo modo ha potuto beneficiare del finanziamento pubblico agli organi di partito [18], secondo quanto previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62 [19]. Il d.P.R. 7 novembre 2001, n. 460 ha favorito la trasformazione in cooperative per tutte le imprese che intendono chiedere finanziamenti pubblici. Nel 2004 Libero ha acquistato la testata Opinioni nuove e si è poi trasformato in cooperativa di giornalisti, pur rimanendo a tutti gli effetti di proprietà del gruppo Angelucci ancora oggi.  Insomma, detta in parole povere un bel giro di carte pur di spillare soldi allo Stato e dunque in ultima analisi ai contribuenti, alle persone. Aspetto che sommato ad una linea editoriale che dal “caso betulla“, con Renato Farina che continua a scrivere cose ignobili per la testata in questione, ai continui titoli razzisti e xenofobi [cliccando sull’immagine sotto riportata avrete accesso all’intero archivio 2016 delle prime pagine di Libero] rende ancor più vergognosa, se possibile, l’erogazione di fondi a favore di questa testata.

Ma anche gli altri casi non sono da meno. Ad esempio “Cronaca Qui”, quotidiano locale torinese, ha percepito oltre due milioni di euro nel 2016. A vedere il sito della testata non meriterebbe nemmeno due euro, ma qui entriamo nelle opinioni personali. Quel che è certo però è che non esistono dati ADS che ne certifichino vendite e diffusioni. Su che base sono stati dunque erogati i finanziamenti? Identica la situazione per “il Cittadino”, quotidiano di Lodi, che percepisce poco meno di 1,7 milioni di euro di contributi, così come anche per altri giornali nella “top10” per di finanziamenti statali ricevuti.

A questi quotidiani si aggiungono altre testate per le quali l’erogazione dei contributi lascia perplessi, per usare un eufemismo.  È il caso, ad esempio, de “Il Secolo d’Italia”, che riceve oltre 639mila euro per il 2016, dopo aver ricevuto la bellezza, si fa per dire, di 69 milioni di euro dei contribuenti in 24 anni, pur essendo esclusivamente online da fine 2012, ma anche di molte altre testate delle 54 che hanno ricevuto contributi diretti.

Si ritorni ai criteri della legge del 16 luglio 2012, n. 103, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonche’ di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicita’ istituzionale, promossa dall’allora Sottosegretario Paolo Peluffo, l’unico che della materia aveva dominio e conoscenza, ma anche “polso” adeguato per resistere alle pressioni delle lobby, contrariamente ai suoi successori.

L’informatizzazione della filiera editoriale resta ancora oggi, al di là delle molte altre considerazioni possibili,  lo strumento di base per garantire trasparenza al sistema. Informatizzazione che attendiamo venga implementata ormai da ben sei anni e che invece resta affossata da pretestuosità inconcepibili da ogni punto di vista.

 

Social

Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
Social

Latest posts by Pier Luca Santoro (see all)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.