Come Facebook Raccoglie i Dati Quando non Siamo Loggati

Facebook ha pubblicato ieri una spiegazione su quali dati raccoglie quando siamo fuori dalla piattaforma social e del perché questo venga fatto.

Nella prima parte viene detto quando Facebook riceve dati su persone provenienti da altri siti Web e app. Si spiega che molti siti Web e app utilizzano i servizi di Facebook per rendere i propri contenuti e annunci più coinvolgenti e pertinenti. Questi servizi includono:

  • Social plugins , come i pulsanti Mi piace e Condividi, che rendono più social e altri siti più utili per condividere contenuti su Facebook;
  • Facebook Login, che consente di utilizzare il proprio account Facebook per accedere a un altro sito Web o app;
  • Facebook Analytics, che aiuta i siti web e applicazioni a comprendere meglio come le persone utilizzano i loro servizi;
  • Annunci di Facebook e strumenti di misurazione, che consentono a siti Web e app di mostrare annunci pubblicitari di Facebook, di pubblicare i propri annunci su Facebook o altrove e di comprendere l’efficacia dei propri annunci.

Si dice che quando visitiamo un sito o un’app che utilizza i servizi di Facebook, ricevono informazioni anche se si disconnessi, non loggati, o addirittura se non si ha un account Facebook. La giustificazione fornita è che questo avvenga perché altre app e siti non sanno chi sta usando Facebook.

Non si manca di sottolineare, come avevamo evidenziato in precedenza, che molte aziende offrono questi tipi di servizi e, come Facebook, ricevono anche informazioni dalle app e dai siti che li utilizzano. Twitter, Pinterest e LinkedIn hanno tutti i pulsanti Mi piace e Condividi simili per aiutare le persone a condividere le cose sui loro servizi. Google ha un servizio di analisi popolare. E Amazon, Google e Twitter offrono tutte le funzionalità di accesso. Queste aziende – e molte altre – offrono anche servizi pubblicitari. Infatti, la maggior parte dei siti Web e delle app invia le stesse informazioni a più società ogni volta che le visiti.

Si prosegue su che tipo di dati ottiene Facebook da questi siti Web e app, affermando che le app e i siti Web che utilizzano i servizi di Facebook, ad esempio il pulsante Mi piace o Facebook Analytics, inviano informazioni per migliorare i contenuti e gli annunci. Per capire di più su come ciò accade, aiuta a sapere come funzionano la maggior parte dei siti web e delle app.

Di seguito viene fornita una spiegazione più ampia, usando i siti web come esempio, ma specificando che questo vale anche per le app.

Secondo quanto riportato, quando visitiamo un sito Web, il nostro browser [ad esempio Chrome, Safari o Firefox] invia una richiesta al server del sito. Il browser condivide il tuo indirizzo IP in modo che il sito Web sappia dove su internet inviare il contenuto del sito. Il sito Web riceve anche informazioni sul browser e sul sistema operativo [ad esempio Android o Windows] che si sta utilizzando, poiché non tutti i browser e i dispositivi supportano le stesse funzionalità. Vengono ricevuti anche i cookie, che sono identificatori che i siti Web utilizzano per sapere se è stato visitato in precedenza. Questo può aiutare con cose come il salvataggio di articoli nel carrello.

Un sito Web in genere invia due cose al tuo browser: in primo luogo, i contenuti di quel sito, e in secondo luogo, le istruzioni per il browser per inviare la richiesta alle altre società che forniscono contenuti o servizi sul sito. Pertanto, quando un sito Web utilizza uno dei nostri servizi, il browser invia gli stessi tipi di informazioni a Facebook come quelle che il sito Web riceve. Facebook riceve anche informazioni su quale sito web o app si sta utilizzando, che, secondo Facebook, sono necessarie per sapere quando fornire i suoi strumenti.

Ancora una volta si rimarca che questo accade per qualsiasi altro servizio che il sito sta usando. Ad esempio, quando si vede un video di YouTube su un sito che non è YouTube.

Si entra dunque nel dettaglio di in che modo Facebook utilizza i dati ricevuti da altri siti Web e app rimandando per il dettaglio alla policy sulla privacy recentemente aggiornata. Sono tre modi principali in cui Facebook utilizza le informazioni che ottiene da altri siti Web e app: fornire i sui servizi a questi siti o app; migliorare la sicurezza in generale e  quella su Facebook; e migliorare i prodotti e servizi di Facebook. Entrando maggiormente in profondità al riguardo, si spiega che:

  • Social plugins & Facebook Login: Viene usiato l’indirizzo IP, il browser / le informazioni del sistema operativo e l’indirizzo del sito web o dell’app che si stai utilizzando per far funzionare queste funzioni. Ad esempio, conoscere l’indirizzo IP consente di inviare il pulsante Mi piace al browser e aiuta a mostrarlo nella propria lingua. I cookie e gli identificativi del dispositivo ci aiutano a determinare se si è loggati, il che rende più facile la condivisione di contenuti o l’utilizzo di Facebook per accedere a un’altra app;
  • Facebook Analytics: Facebook Analytics fornisce a siti Web e app dati su come vengono utilizzati. Gli indirizzi IP aiutano a elencare i Paesi in cui le persone utilizzano un’app. Le informazioni sul browser e sul sistema operativo consentono di fornire agli sviluppatori informazioni sulle piattaforme utilizzate dalle persone per accedere alla loro app. I cookie e altri identificatori aiutano a contare il numero di visitatori unici. I cookie aiutano anche a riconoscere quali visitatori sono utenti di Facebook in modo che possiamo fornire informazioni demografiche aggregate, come età e sesso, riguardo alle persone che utilizzano l’app;
  • Ads: Facebook Audience Network consente ad altri siti Web e app di mostrare annunci pubblicitari di Facebook. Quando viene ricevuta da Facebook una richiesta di mostrare un annuncio di Audience Network, Facebook deve sapere dove inviarlo e il browser e il sistema operativo utilizzati da una persona. I cookie e gli identificativi del dispositivo lo aiutano a determinare se la persona utilizza Facebook. Se non lo fanno, si può mostrare un annuncio incoraggiandoli a iscriversi a Facebook. Se lo fanno, invece verranno mostrati gli annunci degli stessi inserzionisti che li indirizzano su Facebook. Viene anche usato il fatto che se si è visitato un sito o un’app vengono mostrati ads di quella attività – o uno simile – su Facebook;
  • Misurazione degli ads: Un inserzionista può scegliere di aggiungere il Pixel di Facebook, un codice informatico, al proprio sito. Questo consente a Facebook di fornire statistiche agli inserzionisti su quante persone rispondono ai loro annunci, anche se hanno visto l’annuncio su un altro dispositivo, senza che vengano condivise le informazioni personali di nessuno;
  • Facebook inoltre, utilizza le informazioni che riceve da siti Web e app per proteggere la sicurezza di Facebook. Ad esempio, ricevere dati sui siti visitati da un particolare browser può aiutare a identificare i “cattivi attori”. Se qualcuno tenta di accedere al tuo account utilizzando un indirizzo IP da un altro paese, potrebbe fare alcune domande per verificare che sia davvero tu. Oppure se un browser ha visitato centinaia di siti negli ultimi cinque minuti, è un segno che il dispositivo potrebbe essere un bot. Facebook gli chiederà dunque di dimostrare di essere una persona reale completando ulteriori controlli di sicurezza;
  • Le informazioni che Facebook riceve lo aiutano anche a migliorare i contenuti e gli annunci che vengono mostrati su Facebook. Pertanto, se si visitano molti siti sportivi che utilizzano i nostri servizi, potremmo  vedere storie relative agli sport più in alto nel proprio News Feed. Se si è guardato i siti di viaggi, potremmo  vedere annunci per hotel e auto a noleggio, e così via.

Le spiegazioni di Facebook si concludono con i controlli che ciascun utente ha al riguardo, ricordando le preferenze del proprio News Feed e le preferenze per gli annunci. Speriamo di aver fornito un minimo contributo alla questione che purtroppo in queste ultime settimane è stata dibattuta molto spesso, troppo spesso, senza la necessaria chiarezza e le opportune competenze, “sparando a zero” pour cause.

L’immagine sottostante mostra, a titolo esemplificativo, chi traccia coloro che accedono a DataMediaHub. Come si vede ci sono, come rimarca per smarcarsi [sorry per il gioco di parole] Facebook, tutti i principali social proprio perché sul nostro sito ci sono i pulsanti di condivisione di questi. In seguito a tale verifica stiamo ragionando come gruppo di lavoro se eliminarli o meno visto che non mettiamo annunci pubblicitari sul nostro sito. Se volete potete dire la vostra sul tema nell’apposito spazio dei commenti.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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