Confronto volumi vendita 2017: Il Giornale, Il Fatto Quotidiano, Libero, La Verità e Il Manifesto

Continuiamo la nostra analisi sui numeri delle vendite dei quotidiani italiani nel 2017 (e relativo confronto con il 2016). Questa volta, dopo il quadro generale e le prime cinque testate nazionali per volumi di vendita prendiamo in considerazione altre cinque quotidiani nazionali fortemente caratterizzati da linee editoriali particolarmente aggressive, certo con stili e filosofie molto diverse tra di loro: Il Giornale, Il Fatto Quotidiano, Libero, La Verità e Il Manifesto (un campione di testate che abbiamo monitorato, a cadenza trimestrale, durante tutto l’anno).

I dati, precisiamo anche questa volta, sono nostre elaborazioni che partono da quelli forniti e certificati da Ads e in particolare della voce “Totale vendita (carta+digitale)” i dati relativi al 2016 sono quelli che Ads ha certificato e ricalcolato con le nuove regole, ovvero considerando solo le copie digitali vendute a prezzo superiore al 30% di copertina (per questo differiscono leggermente, al massimo uno 0,3%, rispetto a quelle che avevamo dato lo scorso anno).

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Di questo campione di testate è Il Giornale che ha il volume di venduto maggiore: nel 2017 ha venduto complessivamente 21,56 copie con una flessione sul 2016 di 4,3 milioni di copie pari a un -16,6% anno su anno. Per ogni uscita del 2017 Il Giornale ha venduto mediamente 60.049 copie, 11.754 in meno rispetto al 2016.

Distanziato al secondo posto di questo lotto c’è Il Fatto Quotidiano con un volume di venduto pari a 13,84 milioni di copie in flessione rispetto al 2016 di circa 350 mila copie pari a un -2,5%. Non una flessione drammatica, viste le performance decisamente molto più negative di molte testate italiane, ma alla fine sorprende il calo del Fatto che ad inizio anno, nelle nostre prime rilevazioni, aveva addirittura registrato un aumento rispetto al 2016 (fino ai primi sei mesi i volumi erano superiori all’anno precedente di un 5% circa).

C’è da dire che gli ultimi mesi del 2016 sono stati caratterizzati dalla campagna per il Referendum Costituzionale, un clima particolarmente favorevole per tutti queste testate, anche se c’è da dire che nel confronto con l’anno precedente il dato del 2016 era comunque in saldo negativo. Il Fatto sembra infatti soffrire nel raffronto con lo scorso anno soprattutto nell’ultima parte dell’anno: il volume aggregato degli ultimi tre mesi del 2017 è in flessione rispetto al periodo ottobre-dicembre del 2016 di 318 mila copie pari a un -8,7%. Cifre che ovviamente pesano sul bilancio finale e determinano quel -2,5% annuo dopo molti mesi positivi.

Tra queste testate sicuramente quella più in sofferenza è Libero con una flessione secca del 33,2% sul 2016, il quotidiano diretto da Feltri infatti perde un venduto complessivo di 4,7 milioni di copie passando da 14,2 milioni di copie vendute del 2016 alle 9,5 milioni di del 2017.

È evidente che la scesa in campo di una testata concorrente come La Verità, diretta da Maurizio Belpietro (che ha un passato sia a Libero che al Giornale) , ha tolto copie al quotidiano diretto da Feltri e probabilmente anche a Il Giornale di Sallusti.

Proprio La Verità ha totalizzato nel 2017 un volume di venduto poco superiore ai 7 milioni di copie. Ovviamente un raffronto con il 2016 è impossibile visto che il giornale è stato lanciato il 20 settembre. Se si confrontano però le copie medie a uscita di tutto il 2017 con quelle dei tre mesi e spiccioli del 2016 si nota comunque una flessione del 17% (ma ovviamente confrontare un dato – anche se parliamo di una media a uscita – di pochi mesi con quello di tutto un anno ha valore solo indicativo).

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C’è però da dire che se mettiamo assieme i dati di tutte e tre le testate cioè Il Giornale, più Libero, più La Verità e raffrontiamo i volumi complessivi di questo aggregato del 2017 e del 2016 vediamo che, comunque, nel 2017 si regista una flessione netta del 14%. Ovvero le due testate Giornale e Libero più i tre mesi della Verità nel 2016 totalizzano un venduto di 14,2 milioni di copie mentre le stesse tre testate nel 2017 – e questa volta con La Verità a pieno regime per tutti i dodici mesi – mettono assieme un venduto di 12,2 milioni di copie con una perdita di circa 2 milioni di copie.

Una flessione – per questo aggregato – decisamente più marcata se guardiamo alle copie medie, naturalmente, essendo le uscite del 2017 decisamente superiori (solo La Verità ne ha fatte 310 mentre nel 2016 solo 89). Alla fine le copie medie vendute perse per questo aggregato sono pari al 29%. Segno evidente che più che contribuire ad allargare la platea di lettori a destra La Verità si è spartita un lettorato già esistente e, comunque , in netta flessione.

Per quanto riguarda infine Il Manifesto, quello con il volume di vendita decisamente minore di questo campione di testate c’è da registrare una flessione del 5,7% complessivo pari a una perdita di -19.6853 copie vendute nel raffronto anno su anno.

I dati Ads dei primi tre mesi del 2018 con l’imminente voto alle Politiche del 4 marzo ci dirà se per queste testate fortemente orientate la campagna elettorale avrà portato qualche beneficio a livello di copie vendute.

Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

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