Il NYTimes Digitale Cresce Come una Startup della Silicon Valley

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In un mio intervento al Web Marketing Festival di Rimini dello scorso anno, in una slide sentenziavo: "I lettori non comprano più il contenitore ma i contenuti, da chiunque glieli possa offrire" parlando delle nuove dinamiche di reperimento delle informazioni, dalle ricerche di argomenti su Google allo stream di contenuti profilato sui social. Nell'arco di un anno, ho dovuto cambiare idea perchè esistono casi che invertono quell'ipotetico assoluto, o almeno lo ridimensionano in particolari circostanze.

Nell'intervento di allora indicavo a editori e giornalisti che se il modello di business è basato sul numero di pagine viste del proprio giornale online, è necessario fornire contenuti che gli utenti stessi vogliono leggere. Avevo addirittura sviluppato e pubblicato un sito web - tutt'ora online - che permette a chiunque di reperire le notizie trend del momento (app.trendsexplosion.com), il sistema ogni due ore estrapola i trends da Google, Twitter e Youtube e li rende disponibili sul sito. Contestualmente non avevo evidenze che soluzioni alternative e davvero remunerative per gli editori potessero esistere. Per soluzioni alternative, il primo pensiero era sempre quello di un contenuto pay, tramite processi di abbonamento e quindi acquisto di contenuti sotto paywall.

Questo assoluto era anche dipeso dal fatto che testate importanti, proprio come il New York Times da quando nel 2011 aveva introdotto il paywall, nei primi dati erano emerse serie difficoltà per questa strada. Ma le cose cambiano. Infatti il New York Times dal 2011 ha registrato oltre 2,2 milioni di lettori paganti. Senza considerare le vendite dai vari store per le App. La cosa però che colpisce maggiormente non è il volume complessivo di "abbonamenti" ma la rapidità con cui questo è avvenuto: nell'ultimo anno sono cresciuti del 46%. Il processo di crescita è superiore a quello di Google o di Facebook. Naturalmente, questi confronti sono un po forzati, i due colossi del web sovrastano il NYT per volumi di affari complessivi, ma significativo è il fatto che sono stati Facebook e Google a spazzare via le precedenti dinamiche di fruizione delle notizie, e che il Times nonostante abbia 166 anni, ora sta crescendo come una startup della Silicon Valley.

Quelli del Times hanno ben chiare le cose da fare, infatti puntano a raggiungere gli 800 milioni di dollari entro il 2020 proprio dal digitale. L'anno scorso, il fatturato online del Times è cresciuto del 30 percento, raggiungendo 578 milioni di dollari. Questa cifra è circa 2,5 volte quello che era il fatturato del 2011, il che significa che ci sono buone probabilità che raggiunga molto prima l'obiettivo fissato.

 

Nonostante il possibile raggiungimento dell'obiettivo di fatturato, il Times sarà in grado di sostenere il costo di produzione? Credo che sia utile ricordare che il Times ha ben 1.300 giornalisti e il numero di dipedenti non è cambiato negli ultimi anni. La versione cartacea è da sempre stata la forza trainante del giornale, ma da come si può vedere nel grafico, i rapporti stanno cambiando inesorabilmente. (-21% dal 2011)

Felix Salmon, osservatore dei media, sostiene che l'eliminazione del prodotto cartaceo (che ovviamente ha dei costi di produzione maggiori rispetto alla versione digitale) avrebbe l'effetto benefico di incrementare gli abbonati online: "La mia opinione è che la maggior parte dei sottotitoli di stampa sono in realtà sottotitoli digitali con una stampa in eccesso", e aggiunge "Se il cartaceo se ne andasse domani, almeno la metà di quelle entrate rimarrebbe.". Se avesse ragione lui, significa che aggiungerebbe oltre 300 milioni di dollari alle entrate delle sottoscrizioni online, portando subito il Times a 800 milioni di dollari con 2 anni di anticipo.

Passare unicamente al digitale non significa abbattere completamente i costi di "trasmissione" più che di produzione, in quanto il prodotto digitale (CMS, piattaforme, development, ecc.) richiede ovviamente competenze e costi da sostenere, si tratterebbe di diventare - o avere internamente - una vera Digital Agency.

I numeri però sembrano essere più che chiari: ma non conviene eliminare la stampa del tutto? Sembra proprio di si. Dal 2011, i ricavi delle sottoscrizioni digitali del Times sono aumentati del 656% e le entrate digitali sono aumentate del 168%, mentre il cartaceo ha continuato a perdere la raccolta.

Alessandro Giagnoli

Web Project Manager at MovingUp Srl
Web Project Manager per progetti editoriali in Moving Up. Mi occupo della pianificazione, sviluppo e innovazione, con un'attenzione particolare all'incremento delle peformance pubblicitarie.
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