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Una selezione ragionata delle notizie su media, giornalismi e comunicazione da non perdere, commentate.

  • L'inutile utile di Twitter - Presentati nel tardo pomeriggio di ieri i risultati dell'ultimo trimestre 2017, ed il totale anno, della piattaforma di microblogging. Per la prima volta da quando la società si è quotata in borsa, Twitter Inc. registra una trimestrale in utile con un  risultato positivo di 91 milioni di dollari contro una perdita di 167 dello scorso anno. Ben diversa la situazione per quanto riguarda gli utenti attivi mensili che complessivamente restano fermi a 330 milioni di account con crescita zero rispetto al trimestre precedente ed una crescita del 3.7% rispetto al pari periodo dell'anno precedente.  Un trend decisamente deludente che negli USA, che da soli pesano oltre la metà del totale dei ricavi pubblicitari di Twitter [53.1%], registra addirittura una flessione con la perdita di un milione di utenti attivi rispetto al trimestre precedente, ed i ricavi da advertising che oltreoceano sono in calo del 10.5%. «Sono orgoglioso dei progressi costanti fatti nel 2017 e fiducioso del cammino che abbiamo davanti», ha detto il ceo di Twitter, Jack Dorsey. Contento lui...
  • 2017 con "il botto" per il NYTimes - Anche New York Times Co. presenta i risultati dell'ultimo trimestre 2017, ed il totale anno. Complessivamente i ricavi del quarto trimestre crescono del 10% rispetto al pari periodo dell'anno precedente. I ricavi dalla vendita di contenuti superano il miliardo di dollari ed ora pesano il 60% del totale delle revenues della testata statunitense, mentre la raccolta pubblicitaria pesa circa un  terzo. Le "digital-only subscriptions" raggiungono la straordinaria cifra di 2.644.000 di abbonati. In calo l'advertising che regista una flessione del 5.5%  con un andamento fortemente negativo della carta stampata [-15% rispetto al totale del 2016] e il digital/online in crescita del 11.5%. A commento dei risultati, Mark Thompson, president & chief executive officer, The New York Times Company, ha detto che: «2017 was a year marked by growth and innovation both in our groundbreaking journalism and in our thriving business. We had our best revenue growth in many years, driven by strong digital subscription revenues, which increased by over $100 million year-over-year. Subscription revenues were over one billion dollars in 2017, or 60 percent of the year’s total revenues, and is a clear sign that our subscription-first business model is proving to be an effective way to support our broad journalistic ambitions». Pare che ci avessi "azzeccato".
  • Richiamo al rispetto della dignità umana e alla prevenzione dell'incitamento all'odio - Dopo le vicende di Macerata, ad inizio di questa settimana abbiamo pubblicato il diagramma di flusso per la gestione delle notizie in caso di massacro secondo quelle che evidentemente sono le logiche delle redazioni di alcune delle testate del nostro Paese. Testate che hanno assorto Pamela Mastropietro a simbolo della violenza di immigrati, e profughi, nel nostro Paese, mentre le cause della morte non sono per nulla chiare, il principale sospettato, al momento non è indagato per omicidio, e la vittima è da compatire per una vita disadattata e non certamente da idolatrare. In questo quadro, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha emesso una nota di richiamo al rispetto della dignità umana e alla prevenzione dell'incitamento all'odio. Si legge che: «dall’esame dei dati relativi ai notiziari e ai programmi di approfondimento diffusi da diverse testate giornalistiche la trattazione di casi di cronaca relativi a reati commessi da immigrati extra-comunitari, appare orientata, in maniera strumentale, ad evidenziare un nesso di causalità tra immigrazione, criminalità e situazioni di disagio sociale e ad alimentare forme di pregiudizio razziale nei confronti dei cittadini stranieri immigrati in Italia, contravvenendo ai principi di non discriminazione e di tutela delle diversità etniche e culturali che i fornitori di servizi media audiovisivi sono tenuti ad osservare nell’esercizio dell’attività di diffusione radiotelevisiva».  Richiamando «i fornitori di servizi media audiovisivi a garantire nei programmi di informazione e comunicazione il rispetto della dignità umana e a prevenire forme dirette o indirette di incitamento all’odio, basato su etnia, sesso, religione o nazionalità». Non credo che ci sia altro da aggiungere.
  • La più grande operazione di marketing a "budget zero" - Il 6 febbraio il razzo più grande e potente della Terra ha liberato tra le stelle un'automobile rossa, una Tesla, entusiasmando i media di tutto il mondo. Si tratta della più grande operazione di marketing a "budget zero" come spiegato bene da AdWeek. Elon Musk ha realizzato un doppio colpo di marketing Martedì scorso con il primo lancio di prova del suo razzo Falcon Heavy, il fiore all'occhiello della sua compagnia spaziale SpaceX, e il successivo debutto del sua campagna virale: una Tesla Roadster guidata da un manichino soprannominato Starman come la prima auto nello spazio. Operazione che ricorda la missione Stratos della Red Bull, in cui il paracadutista Felix Baumgartner è saltato da una capsula a palloncino 24 miglia ed è atterrato in sicurezza, il tutto mentre viene mostrato in diretta in tutto il mondo e circondato dal marchio Red Bull. Tesla, uno dei marchi che notoriamente non viene pubblicizzato, ha [di]mostrato come fare efficacemente comunicazione d'impresa, concetto ben distante dalla vetusta pubblicità sempre più marginale in termini di efficacia.
  • GDPR, poco più un'impresa italiana su due si sta adeguando - A pochi mesi dal kick-off della nuova regolamentazione, poco più della metà delle imprese del nostro Paese si sta adeguando. Infatti, secondo i dati della ricerca dell'Osservatorio Information Security & Privacy della School of Management del Politecnico di Milano, il 51% ha in corso un progetto strutturato di adeguamento alla nuova regolamentazione UE in materia di trattamento dei dati personali che diventerà pienamente applicabile a partire dal 25 maggio 2018 e un altro 34% sta analizzando nel dettaglio requisiti e piani di attuazione. Un’impresa su tre [il 34%] sta invece analizzando i requisiti richiesti e i piani di attuazione possibili. Alla maggiore conoscenza corrisponde anche un deciso incremento delle risorse: il 58% delle aziende ha un budget dedicato all’adeguamento al GDPR, di cui il 35% con orizzonte annuale e il 23% su base pluriennale. Resta ancora molto elevata, tuttavia, la percentuale di organizzazioni senza un budget dedicato: il 42%, divise fra il 23% che prevede di stanziarle nel corso dei prossimi sei mesi e il restante 19% che non lo ha ancora programmato. Tutto bene.
  • Con tanti saluti a Facebook - Se non più tardi di ieri sintetizzavamo i dolori [per gli editori] dei contenuti distribuiti su terze parti, dopo aver spiegato a chiare lettere che i social NON sono piattaforme di distribuzione ormai due anni fa, arriva ora "lo schiaffo" a Facebook da parte del più importante quotidiano brasiliano. Infatti, ieri il "Folha de S Paulo" ha annunciato che non pubblicherà più i propri contenuti sulla sua fanpage mantenendola aperta [la pagina ha 6 milioni di fan] ma senza aggiungere nuovi contenuti. La decisione è la conseguenza di una ricerca del Folha secondo la quale condivisioni, commenti e "reaction" per i 10 principali quotidiani del Brasile sono diminuiti del 32% nel Gennaio 2018 rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Contestualmente il giornale ha pubblicato un elenco di tutti gli altri digital touch point e invitato i propri lettori a condividere i contenuti del Folha sui propri profili personali.  Sino a questo momento, alla richiesta del Guardian di commentare la vicenda, Facebook non ha risposto. Considerando che, secondo gli ultimi dati disponibili, il Brasile è il terzo mercato mondiale per Facebook con 130 milioni di utenti attivi, la decisione del Folha potrebbe avere ripercussioni non prevedibili per il social più popoloso del pianeta. Una possibile "Facebook apocalypse" che abbiamo spiegato nei dettagli di recente.
  • Mi dia un pacchetto di notizie, senza filtro - Le notizie sono un po’ come le sigarette: meno sono filtrate e più danno l’illusione di essere reali, concrete, vere e affidabili. Il paradosso della comunicazione, se vogliamo, sta tutto qui: nel fatto che da un lato i lettori vogliono un’informazione il più possibile non rimaneggiata e dall’altro abbiamo un’industria giornalistica e della comunicazione che di mestiere fa proprio questo, cioè maneggia, rimaneggia e filtra ciò che accade nel mondo. Tra il Marzo e il Maggio 2017 The Press Match ha commissionato un’indagine su un campione di 500 tra giornalisti e comunicatori in tutta Italia per capire come si muovessero le informazioni prima di diventare notizie. Ciò che è uscito fuori è che ancora oggi nella maggior parte dei casi non sono i social a fare da fonte principale delle redazioni, ma la vecchia comunicazione, i comunicati stampa, le conferenze, il contatto diretto con le persone, le telefonate: Facebook e Twitter rappresentano strumenti importanti di supporto, ma per quel campione nazionale costituiscono soprattutto delle casse di risonanza, piattaforme che ripubblicano contenuti già filtrati dai media, persino dagli stessi comunicatori, a valle. Se certamente se non esistessero filtri, non esisterebbero le notizie, o quanto meno avremmo una maggior difficoltà di comprensione delle stesse non vi è dubbio che il ruolo dei giornalisti debba cambiare, evolversi. Sotto questo profilo, come emerge appunto, anche dalla ricerca, il percorso appare ancora lungo e accidentato, diciamo. Resta da vedere se i lettori, le persone avranno tempo e voglia di aspettare.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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