Ascolti Radio in Italia: Giorno Medio (2013-2017)

La nuova società per le rilevazioni degli ascolti delle emittenti radiofoniche italiane – il Ter (Tavolo editori radio) lanciato nell’aprile dello scorso anno – ha pubblicato un paio lunedì scorso i dati di ascolto relativi al 2017. Quello delle rilevazioni delle audience è una storia che si trascina da anni con forti polemiche su dati e metodologie di rilevazione: Audiradio ha chiuso nel 2011 e le rilevazioni sono passate a Radiomonitor il servizio proposto da GfK Eurisko. E poi appunto il passaggio delle rilevazioni a Ter.

Anche l’esordio di Ter però non è stato dei più semplici: «le rilevazioni – come precisa Primaonline – vanno da maggio a dicembre ma sono da considerarsi annuali perché quelle del primo trimestre erano saltate a causa di una serie di problemi di messa a punto della nuova metodologia che vede coinvolti ben tre istituti Ipsos, Gfk e Doxa».

Seppure le rilevazioni di Ter e quelle di Radiomonitor non siano omogenee differenziandosi metodologie di raccolta e istituti di ricerca proviamo comunque a fare un primo quadro di questi ultimi cinque anni (chi ci segue sa che ci piace aprire finestre un po’ più ampie che non i confronti anno su anno) per quanto riguarda l’audience del giorno medio. Giusto per fare un primo panel,anche noi a DataMediaHub, di dati su audience radiofonica sul quale sviluppare analisi più approfondite e periodiche nel tempo.

Innanzitutto gli ascoltatori totali del giorno medio restano sostanzialmente immutati se per Ter nel 2017 sono stati 35.464, poco cambia rispetto al dato rilevato da Radiomonitor nel il 2016 ovvero 34.314 (un -0,1% che attesta un’audience sostanzialmente immutata). Guardando ancora i dati di Radiomonitor vediamo come gli utenti nel giorno medio siano ormai, da tre anni, sopra quota 35mila e registrino un aumento dell’1,8% rispetto al 2013. Ma insomma parliamo – sia per quanto riguarda l’una che l’altra società di rilevazione – di spostamenti minimi.

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Se guardiamo invece le singole emittenti vediamo che nettamente al primo posto per numero ascoltatori c’è Rtl 105 con 8,326 milioni di ascoltatori (il gruppo possiede altre due emittenti: Radio Freccia e Radio Zeta per un totale di 9,781 milioni di ascoltatori). Un primato, quello di Rtl che era sancito anche dai precedenti rilevazioni a cura di Radiomonitor che però la poneva in una forbice tra gli 6,9 e i 6,7 milioni di ascoltatori tra il 2016 e il 2013. Se confrontiamo il dato del 2017 di Ter con quello di Radiomonitor del 2013 vediamo un incremento deciso del 20%.

Più in basso in una fascia tra i 5 e i 6 milioni di ascoltatori troviamo tre emittenti: Rds 5,697 milioni, Radio Italia 5,191 milioni e Radio Deejay (Gruppo Gedi Editoriale) con 5,171 milioni. Tutte e tre queste emittenti rispetto alle rilevazioni precedenti di Radiomonitor superano quota 5 milioni per la prima volta negli ultimi cinque anni ottenendo la loro miglior prestazione.

Se guardiamo invece i segni meno nel confronto tra le rilevazioni delle due società male i due principali canali della radiotelevisione pubblica: Rai Radio 1 perde 189 mila ascoltatori nel 2017 rispetto al 2016 (-4,6%) e 265mila rispetto al 2013. Sostanzialmente il dato degli ascoltatori nel giorno medio di Ter del 2017 (3,938 milioni) è sovrapponibile a quello di Radiomonitor del 2014 (3,965 milioni) mentre le altre rilevazioni sono sempre sopra i 4 milioni. Male anche Rai Radio 2 con 2,693 milioni di ascoltatori perde, rispetto alle precedenti rilevazioni, 275mila utenti (-9,3%) sul 2016 e 255mila rispetto al 2013 (-8,6%) in assoluto una delle peggiori performance tra le maggiori emittenti di questo panel.

La Rai va detto che è la più penalizzata dal cambio di società di rilevamento visto che anche la terza rete, Rai Radio 3 appunto, perde ascoltatori in questo confronto tra 2017 e 2016 (- 40mila ascoltatori pari a un -2,8%). A parziale consolazione il confronto di Radio Tre tra 2017 e 2013 con un leggera crescita di audience con più 33mila ascoltatori pari a un +2,4%. Ma da questi dati è appunto una magra consolazione visto i dati in controtendenza registrati dai canali radio della Rai.
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Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

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