Valori capitalizzazione gruppi editoriali quotidiani Dicembre 2016 – Dicembre 2017

Con la fine del 2017 e la pubblicazione dei dati “storici” di dicembre da parte della Borsa Italiana possiamo fare il quadro completo dei valori di capitalizzazione dei principali gruppi editoriali legati ai quotidiani italiani durante tutto questo anno. Il periodo preso in considerazione è infatti da fine dicembre 2016 a fine dicembre 2017.

Come sono andati in borsa gli editori di quotidiani di casa nostra? La cosa può forse sorprendere – visti i molti numeri negativi che li accompagnano, dal calo cronico delle copie vendute alle flessioni dei ricavi – ma i numeri della borsa rispetto a fine 2016 sono seguiti dal segno più (anche se per alcuni bisogna fare delle precisazioni).

Il valore della aggregato delle capitalizzazioni dei cinque gruppi presi in considerazione (Rcs, Gruppo Espresso-Gedi, Gruppo 24 Ore, Caltagirone Editore, Poligrafici Editoriale) a dicembre 2016 era di 864,25 milioni di euro mentre a fine 2017 questo valore ha superato il miliardo di euro toccando i 1.246,64 milioni. Un saldo positivo nel confronto tra i due dati di 382 milioni per un +44% complessivo.

Certo bisogna sempre ricordare che i valori pre-crisi sono ben lontani dagli attuali – come abbiamo già precisato, a fine dicembre 2007 il valore di questi stessi cinque gruppi editoriali era di 4,5 miliardi di euro, quasi quattro volte superiore a quello attuale – ma il segno di crescita va comunque salutato positivamente in una pletora, per quanto riguarda i bilanci degli editori italiani, di numeri preceduti dal segno meno.

Il tutto, è forse superfluo ricordarlo, in un anno di grandi cambiamenti a livello di passaggi di proprietà, fusioni e tentativi di assestamento, lanci di nuove Opa. Evidentemente il mercato ha apprezzato lo sforzo (la promessa) di mettere a posto i conti che gli editori stanno facendo grazie soprattutto ai tagli ai costi (e si spera anche agli sprechi) e alla loro razionalizzazione e ai primi accenni di attuare politiche per incrementare i contenuti a pagamento online.

Guardiamo nel dettaglio: la nuova Rcs guidata da Cairo è quella ha fatto la performance migliore, passando dai 473 milioni di dicembre 2016 ai 653 milioni di euro di fine 2017. Ovvero +216 milioni pari a un significativo +49,5%, ma va detto che il valore a maggio aveva raggiunto il suo vertice massimo con una capitalizzazione di 704 milioni poi lentamente scesa ai valori attuali.

Altro dato interessante è quello relativo al Gruppo Espresso che a maggio ha completato la fusione con Itedi (La Stampa e il Secolo XIX) venendo quotato come Gedi Gruppo Editoriale. La sua capitalizzazione è oscillata dai 300 milioni del dicembre 2016 (quando ancora era gruppo Espresso) ai 356 milioni di euro di fine 2017, con un picco massimo di 412 milioni a giugno (il mese successivo la partenza della quotazione come Gedi) mai più raggiunto nei mesi successivi. Alla fine il confronto tra fine dicembre 2017 e pari periodo 2016 è +54 milioni (+18,8%).

Il Sole 24 Ore che a novembre a chiuso un aumento di capitale per 45,49 milioni è passato da un valore di capitalizzazione di 15,84 milioni di dicembre 2016 ai 49,84 milioni di euro di dicembre 2017. A novembre del 2017 il punto più basso per la sua capitalizzazione scesa a soli 4,07 milioni, segno di un anno davvero difficile (per usare eufemismo) per il giornale di Confindustria. Massima performance quella del mese di marzo con 25 milioni e poi la lenta discesa fino ai valori assolutamente marginali intorno ai 17 milioni (da giugno a settembre) poi ancora più giù a 8 milioni di ottobre fino al minimo storico già accennato di fine anno prima del nuovo aumento di capitale.

Buona prova per Caltagirone editore che passa da 90 ai 161 milioni nel medesimo confronto dicembre 2016-dicembre 2017. L’attività in Piazza Affari dell’editore di Messaggero, il Gazzettino e il Mattino è stata caratterizzata da un lancio di Opa finalizzata a un’operazione di delisting (operazione poi fallita) che lo ha portato ad essere considerato “il caso borsistico dell’estate” non privo di polemiche. Alla fine di questa complessa vicenda comunque i numeri dicono che il confronto tra le due fine anno 2016 vs 2017 vede il valore di capitalizzazione cresciuto di oltre 70%.

Decisamente più tranquillo l’andamento del valore di Poligrafici editoriale (gruppo Monrif) che ha mantenuto la sua capitalizzazione in una forbice tra i 18 e i 26 milioni.

La valutazione di Rcs influisce molto sull’aumento del valore aggregato di capitalizzazione dei cinque gruppi, nel periodo preso in considerazione: il suo balzo in avanti “pesa” da solo per il 57% su quello totale (poi a dire il vero c’è un “peso” del 20% su questo aumento complessivo dovuto al “caso” Caltagirone editore che però ha forti peculiarità conseguenti le complesse operazioni di Borsa). Per Rcs che nel dicembre 2015, solo due anni fa, aveva toccato un minimo storico con una capitalizzazione di soli 322 milioni, si tratta di una risalita ai livelli del 2014. Per la valutazione dell’editore del Corsera la gestione di un editore puro come Cairo che sta puntando molto su settori dei quali ha grande esperienza, assieme ai sostanziosi tagli ai costi, sembra aver convinto per il momento il mercato che i conti economici del gruppo possano tornare ad essere decisamente meno oppressi da pesanti passivi. Per il futuro però ci si aspetta una strategia di più ampio respiro che guardi con decisione oltre settori tradizionali come la carta e la pubblicità destinati comunque a portare sempre meno ricavi nelle casse dei giornali.

Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

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