Il Nuovo Algoritmo di Facebook e le Conseguenze per Organizzazioni e Utenti

Il nuo­vo algo­rit­mo di Face­book sostan­zial­men­te favo­ri­sce i con­te­nu­ti che ven­go­no da ami­ci e “vici­ni”, e quel­li che gene­ra­no più com­men­ti e discus­sio­ni.

Al di là del­le con­se­guen­ze che sono sta­te già mes­se in evi­den­za  (come il calo del­la visi­bi­li­tà dei con­te­nu­ti del­le pagi­ne di azien­de e testa­te onli­ne, soprat­tut­to le più pic­co­le) è inte­res­san­te con­si­de­ra­re que­sto cam­bia­men­to dal pun­to di vista del­le pra­ti­che di comu­ni­ca­zio­ne sia per le orga­niz­za­zio­ni, sia per i sin­go­li uten­ti.

Per azien­de, isti­tu­zio­ni, media e orga­niz­za­zio­ni:

- Le pagi­ne “pub­bli­che” dovran­no defi­ni­ti­va­men­te rinun­cia­re alla dif­fu­sio­ne a piog­gia di con­te­nu­ti e link secon­do il vec­chio sche­ma “da uno a mol­ti”, e dovran­no inve­ce ini­zia­re a usa­re i social per quel­lo che sono: spa­zi di discus­sio­ne e con­di­vi­sio­ne. Può non pia­ce­re, può far stor­ce­re il naso, ma da ora in poi la “doman­da mal posta” del­la signo­ra Maria o la cri­ti­ca pun­gen­te del signor Ros­si andran­no pre­se sul serio, per­ché rap­pre­sen­te­ran­no la pos­si­bi­li­tà di col­ti­va­re la discus­sio­ne sui pro­pri con­te­nu­ti, che da ades­so in poi sarà favo­ri­ta da FB.

- Diven­ta sem­pre più impor­tan­te la figu­ra pro­fes­sio­na­le del social media mana­ger che deve ave­re com­pe­ten­ze più di comu­ni­ca­zio­ne (saper coin­vol­ge­re, costrui­re rela­zio­ni con il pub­bli­co, gesti­re discus­sio­ni, pre­ve­ni­re even­tua­li cri­si) rispet­to a quel­le pura­men­te tec­ni­che di cono­scen­za del fun­zio­na­men­to del­le piat­ta­for­me.

Per gli uten­ti:

- L’aumento di visi­bi­li­tà di con­te­nu­ti che ven­go­no dai vici­ni può accen­tua­re l’effetto chiu­su­ra in bol­le di opi­nio­ni omo­ge­nee (deri­va già da tem­po pre­sen­te su FB). Que­sto signi­fi­ca che è neces­sa­rio da par­te di cia­scu­no uno sfor­zo ulte­rio­re per cura­re mol­to bene le ami­ci­zie in modo che non sia­no solo di cer­chie ristret­te di affi­ni. È impor­tan­te più che mai usa­re la fun­zio­ne “sce­gli chi vede­re per pri­mo” per posi­zio­na­re i con­te­nu­ti di pagi­ne e inter­lo­cu­to­ri di inte­res­se al di là del­le scel­te dell’algoritmo.

- Face­book non può rap­pre­sen­ta­re la nostra “die­ta infor­ma­ti­va” esclu­si­va pro­prio per­ché non ha le carat­te­ri­sti­che suf­fi­cien­ti a infor­ma­re in modo sod­di­sfa­cen­te sul­la real­tà (non le ha mai avu­te, ma ades­so a mag­gior ragio­ne). Ora più che mai occor­re lavo­ra­re su una “biblio­te­ca” di fon­ti onli­ne atten­di­bi­li da con­sul­ta­re rego­lar­men­te al di fuo­ri di Face­book (che ten­de inve­ce a mono­po­liz­za­re la nostra espe­rien­za onli­ne al suo inter­no).

- Il lavo­ro sul­la pro­pria biblio­te­ca di fon­ti dovreb­be esse­re col­ti­va­to da cia­scu­no, cer­can­do di adat­ta­re sem­pre meglio il “giro di con­sul­ta­zio­ni onli­ne” alle pro­prie esi­gen­ze pro­fes­sio­na­li, socia­li, cul­tu­ra­li. Il rischio è altri­men­ti quel­lo di affi­dar­si qua­si esclu­si­va­men­te alle discus­sio­ni tra pari e affi­ni. Tra l’altro su que­sto, mi dispia­ce, non basta­no i quo­ti­dia­ni clas­si­ci onli­ne che, se pos­so­no esse­re una pri­ma con­sul­ta­zio­ne per far­si un’idea di ciò che acca­de, spes­so sul­la atten­di­bi­li­tà del­le infor­ma­zio­ni si rive­la­no abba­stan­za impre­ci­si e inaf­fi­da­bi­li.

Insom­ma: dim­mi come è la tua bar­ra di pre­fe­ri­ti e ti dirò chi sei. Di fron­te al nuo­vo algo­rit­mo di FB è una del­le que­stio­ni cru­cia­li da por­si.

Una que­stio­ne che dovreb­be­ro por­si anche le orga­niz­za­zio­ni e le azien­de. Il vec­chio sche­ma di dif­fu­sio­ne a piog­gia di con­te­nu­ti non può fun­zio­na­re se non spen­den­do mol­ti sol­di per spon­so­riz­za­re i pro­pri con­te­nu­ti, ma è comun­que desti­na­to al fal­li­men­to, visto che FB cer­che­rà comun­que di favo­ri­re le discus­sio­ni sul­le noti­zie più che la dif­fu­sio­ne del­le noti­zie e del­le infor­ma­zio­ni in sé.

C’è chi sostie­ne che Face­book sen­za infor­ma­zio­ni diven­te­rà sem­pre meno impor­tan­te e inte­res­san­te e con­si­glia di adot­ta­re stra­te­gie di più diret­to con­tat­to con gli uten­ti, attra­ver­so stru­men­ti come le mai­ling list e i grup­pi, per aggi­ra­re il pro­ble­ma dell’algoritmo.

Vedre­mo cosa acca­drà real­men­te. In ogni caso quel­lo che è sicu­ro, e vale per tut­ti, è la neces­si­tà di un tipo di comu­ni­ca­zio­ne onli­ne che pun­ti sem­pre più sul­la cura del­le rela­zio­ni, sul por­ta­re valo­re, e sul­la costru­zio­ne di comu­ni­tà basa­te su fidu­cia e cre­di­bi­li­tà. Un cam­po in cui ci vuo­le gran­de capa­ci­tà uma­na e in cui le scor­cia­to­ie tec­ni­che sono ben poche.

“Entra­re nel­la bar­ra dei pre­fe­ri­ti degli uten­ti”. Potreb­be esse­re un’ottima descri­zio­ne sin­te­ti­ca di un pia­no di comu­ni­ca­zio­ne all’altezza del­lo sce­na­rio in cui vivia­mo.

Bruno Mastroianni

Laureato in filosofia, giornalista, autore e social media manager de @LaGrandeStoria @RaiTre e della Multipiattaforma di @RaiUno (in particolare @RaiPortaAPorta e @_Techetechete). Tutor di Comunicazione politica e globalizzazione alla Università Telematica Internazionale Uninettuno. Scrive di antropologia della comunicazione digitale (www.brunomastro.it). Ha pubblicato: "La disputa felice. Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico" (Franco Cesati Ed. 2017).
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Laureato in filosofia, giornalista, autore e social media manager de @LaGrandeStoria @RaiTre e della Multipiattaforma di @RaiUno (in particolare @RaiPortaAPorta e @_Techetechete). Tutor di Comunicazione politica e globalizzazione alla Università Telematica Internazionale Uninettuno. Scrive di antropologia della comunicazione digitale (www.brunomastro.it). Ha pubblicato: "La disputa felice. Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico" (Franco Cesati Ed. 2017).

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