Utilizzo Corporate dei Social nella UE28

Dopo aver ana­liz­za­to qua­le sia l’utilizzo dei social da par­te del­le impre­se ita­lia­ne, amplia­mo l’orizzonte su l’uso cor­po­ra­te dei social nel­la UE28.

Euro­stat ha infat­ti pub­bli­ca­to qual­che gior­no pri­ma del­la fine dell’anno i dati aggior­na­ti al 2017 rela­ti­va­men­te alle impre­se, con più di die­ci addet­ti, che uti­liz­za­no i social. Se l’uso da par­te del­le azien­de del nostro Pae­se evi­den­zia­no come, in buo­na sostan­za, un buon uti­liz­zo dei social che ne sfrut­ti tut­te le pos­si­bi­li­tà e poten­zia­li­tà, a distan­za di un decen­nio dal­la loro intro­du­zio­ne, sia anco­ra affa­re per pochi in Ita­lia, qual è la real­tà nel vec­chio con­ti­nen­te?

La media UE28 vede il 47% del­le azien­de uti­liz­za­re alme­no un social come medium di comu­ni­ca­zio­ne d’impresa. Di que­ste il 26% ne uti­liz­za solo uno men­tre il 21% ne usa due o più. La nazio­ne che pre­sen­ta un uti­liz­zo cor­po­ra­te dei social miglio­re è la Gran Bre­ta­gna con il 42% del­le azien­de bri­tan­ni­che che usa­no due o più social, il dop­pio del­la media. Evi­den­za quan­ti­ta­ti­va di una stra­te­gia di pre­sen­za sui social. Per con­tro, fana­li­no di coda sono Roma­nia e Bul­ga­ria, a pari [de]merito, che vedo­no solo il 9% del­le azien­de di que­ste nazio­ni uti­liz­za­re alme­no due social. L’Italia si atte­sta, come cer­ti­fi­ca­va­no anche i dati Istat, al 17%, al di sot­to del­la media UE28 e di tut­ti gli altri Pae­si dell’Europa Occi­den­ta­le, Por­to­gal­lo esclu­so.  Ele­men­to che ren­de ancor più evi­den­te, se pos­si­bi­le, la com­ples­si­va non matu­ri­tà nell’uso dei social da par­te del­le impre­se nostra­ne.

Natu­ral­men­te in que­sto pano­ra­ma gene­ra­le è la dimen­sio­ne azien­da­le a fare la dif­fe­ren­za con il 42% del­le gran­di impre­se che usa­no, che han­no un blog [o micro­blog], con­tro una media UE28 del 14%, e il 35% del­le azien­de di gran­di dimen­sio­ni che usa­no un sito web di con­di­vi­sio­ne di con­te­nu­ti mul­ti­me­dia­li, qua­le You­Tu­be, uno per tut­ti, con­tro il 16% del­la media EU28.

In ter­mi­ni di evo­lu­zio­ne, raf­fron­tan­do il 2017 al 2013, un’era geo­lo­gi­ca fa nel­lo svi­lup­po del­la comu­ni­ca­zio­ne d’impresa e nell’utilizzo cor­po­ra­te dei social, si vede che nel com­ples­so non via sta­ta una cre­sci­ta di con­sa­pe­vo­lez­za nell’utilizzo di social media e social net­work con, ad esem­pio, addi­rit­tu­ra una dimi­nu­zio­ne nell’utilizzo di stru­men­ti di tipo Wiki basa­ti sul­la con­di­vi­sio­ne del­le cono­scen­ze. Un pri­mo chia­ro segna­le di quan­to i dati qua­li­ta­ti­vi che vedre­mo di segui­to, pur­trop­po, con­fer­ma­no.

 

Infat­ti, entran­do nel det­ta­glio qua­li­ta­ti­vo di con qua­li fina­li­tà le azien­de uti­liz­za­no i social si capi­sce anco­ra meglio qua­le e quan­ta sia la distan­za tra la gram­ma­ti­ca e la pra­ti­ca, per dir­la in una bat­tu­ta, nell’uso cor­po­ra­te dei social.

La fina­li­tà pre­va­len­te [40%%] resta quel­la di svi­lup­pa­re l’immagine dell’impresa o i suoi pro­dot­ti, ovve­ro i social sono uti­liz­za­ti per­lo­più per pro­mo­zio­na­re l’impresa ed i suoi brand come se fos­se­ro un qual­sia­si altro media. Infat­ti, poco più di un quar­to del­le impre­se [27%%] uti­liz­za i social per rac­co­glie­re opi­nio­ni, recen­sio­ni e rispon­de­re alle doman­de dei clien­ti. Anco­ra peg­gio­re la situa­zio­ne nell’uso dei social per coin­vol­ge­re i clien­ti nel­lo svi­lup­po o nell’innovazione di beni o ser­vi­zi che è appan­nag­gio sola­men­te del 12% del­le azien­de. Quin­di, la stra­gran­de mag­gio­ran­za li uti­liz­za in manie­ra mono-dire­zio­na­le.

Una situa­zio­ne che, nel 2017 ad un decen­nio dall’introduzione dei social, è tra­sver­sa­le anche alla dimen­sio­ne del­le impre­se ecce­zion fat­ta per l’utilizzo dei social come cana­le di ricer­ca del per­so­na­le dove il gap tra gran­di e pic­co­le impre­se è signi­fi­ca­ti­vo. In tut­ti gli altri casi: svi­lup­pa­re l’immagine dell’impresa o i suoi pro­dot­ti, coin­vol­ge­re i clien­ti nel­lo svi­lup­po o nell’innovazione di beni o ser­vi­zi, col­la­bo­ra­re con altre impre­se part­ner o altre orga­niz­za­zio­ni, o scam­bia­re pun­ti di vista, opi­nio­ni o cono­scen­ze all’interno dell’impresa, le dif­fe­ren­ze sono mini­me, o nul­le.

Appa­re insom­ma evi­den­te non solo che un buon uti­liz­zo dei social, che ne sfrut­ti tut­te le pos­si­bi­li­tà e poten­zia­li­tà, sia anco­ra affa­re per pochi, ma, soprat­tut­to [ed è que­sto il pro­ble­ma prin­ci­pa­le], che la cul­tu­ra azien­da­le anco­ra oggi pre­va­len­te sia imper­nia­ta su pro­ces­si di rela­zio­ne e comu­ni­ca­zio­ne mono-dire­zio­na­li, anti­qua­ti, non adat­ti al vis­su­to dei pro­su­mer nel con­te­sto attua­le. A poco meno di 20 anni dal Clue­train Mani­fe­sto la tan­to cele­bre, quan­to evi­den­te­men­te incom­pre­sa, tesi “mar­ke­ts are con­ver­sa­tions”, resta, pur­trop­po, anco­ra una chi­me­ra nel­la quo­ti­dia­ni­tà azien­da­le.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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