Utilizzo Corporate dei Social in Italia

L’ISTAT ha pubblicato il rapporto 2017 su cittadini, imprese e ICT. Resta limitata la diffusione di competenze digitali all’interno delle imprese: solo il 16.2% di quelle con almeno 10 addetti ha addetti specializzati in ICT e solo il 12.9% organizza attività formative in materia informatica. È ampio il divario tra grandi e piccole imprese nel livello di digitalizzazione misurato dall’indicatore composito “digital intensity indicator”: che, per livelli almeno alti di digitalizzazione, è pari all’11% per le piccole imprese e raggiunge il 47% tra le grandi. L’86.9% delle imprese con almeno 10 addetti si colloca ad un livello ‘basso’ o ‘molto basso’ di adozione dell’ICT [il dato è del 78.5% per l’Ue28], non essendo coinvolte in più di 6 attività tra quelle considerate.

All’interno di questo quadro sconsolante, per usare un eufemismo, abbiamo voluto approfondire l’utilizzo corporate dei social nel nostro Paese grazie ai dati I.Stat [tema: imprese; sotto tema: società dell’informazione]. La rilevazione riguarda l’universo delle imprese con 10 e più addetti attive, secondo la classificazione delle attività economiche adottata in Italia. Le imprese dell’universo sono state suddivise in strati omogenei per livello di attività economica, ripartizione territoriale e classe di addetti. Abbiamo preso in considerazione le tre principali categorie: attività manifatturiere, totale servizi non finanziari e il totale generale delle attività economiche.

Il 44% delle imprese con più di 10 addetti utilizza almeno un social. Il picco massimo si tocca con la categoria alloggio e agenzie di viaggio & tour operator che si assestano rispettivamente al 85.8% e 82%. Il minimo è invece appannaggio del settore delle costruzioni [26.7%] e dell’industria metallurgica [27.2%], ma anche delle attività immobiliari, al 33.7%.

Insomma, escludendo le micro-imprese, con le differenze succitate, complessivamente meno di un’impresa su due utilizza i social. Se già questo sorprende è entrando nel dettaglio che si resta allibiti. Di queste infatti, la quota maggiore [26.6%] usa un solo social mentre è solamente il 17.5% ad utilizzare due social o più. Dati che la dicono lunga sulla totale assenza di una strategia di presenza di canale sui social da parte delle aziende che nella maggior parte dei casi si limitano in buona sostanza ad aprire la pagina Facebook.

Assenza di visione strategica nell’utilizzo dei social che si conferma, se necessario, vedendo che poco più del 7% delle aziende ha un blog. Una follia, fosse anche solo in un’ottica SEO per il proprio sito web. Ai minimi termini [2.7%] l’utilizzo di strumenti di tipo Wiki basati sulla condivisione delle conoscenze.

In questo quadro desolante approfondendo le finalità di utilizzo dei social si capisce ancora meglio quale e quanta sia la distanza tra la grammatica e la pratica, per dirla in una battuta, nell’uso corporate dei social.

La finalità prevalente [37.4%] resta quella di sviluppare l’immagine dell’impresa o i suoi prodotti, ovvero i social sono utilizzati perlopiù per promozionare l’impresa ed i suoi brand come se fossero un qualsiasi altro media. Infatti, poco più di un quinto delle imprese [23.4%]utilizza i social per raccogliere opinioni, recensioni e rispondere alle domande dei clienti. Quindi la maggioranza li utilizza in maniera mono-direzionale.

Ed ancora, è solamente il 12.9% delle aziende che usa i social per coinvolgere i clienti nello sviluppo o nell’innovazione di beni o servizi. Mentre si farfuglia di Web 4.0 la realtà dei fatti ci dice che la bidirezionalità e le possibilità di co-creazione offerte dal Web 2.0 restano belle parole da citare con snobismo ai convegni per addetti ai lavori.

Anche gli altri possibili utilizzi dei social, quali collaborare con altre imprese partner o altre organizzazioni, ricercare personale e scambiare punti di vista, opinioni o conoscenze all’interno dell’impresa, sono appannaggio di una risicata minoranza di aziende non superando mai il 10% di queste.

In conclusione, i dati evidenziano come, in buona sostanza, un buon utilizzo dei social che ne sfrutti tutte le possibilità e potenzialità, a distanza di un decennio dalla loro introduzione, sia ancora affare per pochi in Italia.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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