Quanto Hanno Parlato di “Fake News” i Media Italiani nel 2017

Il Collins Dictionary ha scelto come espressione dell’anno il termine “fake news”, che ha battuto altre parole quali, tra le altre, echo chamber, gig economy e unicorn, non a caso, poiché certamente è stato il termine che maggiormente ha influenzato sia la scena politica internazionale che quella mediatica. Anche nel nostro Paese i lettori di Repubblica, seppure il sondaggio non abbia un valore statistico, hanno deciso che è proprio questa la parola dell’anno.

Ma quanto hanno parlato di fake news, o bufale che dir si voglia, i media italiani, molto spesso incappati anche loro nella diffusione delle stesse.

Per dare una risposta alla domanda abbiamo chiesto agli amici di Waypress [*], agenzia di media monitoring, di fornirci i dati sulla diffusione del termine all’interno delle testate italiane, sia nella versione cartacea che digitale/online.

Ebbene, complessivamente le citazioni sono state oltre 10mila sulla carta stampata e ben 166mila nell’omologa versione online delle testate monitorate.

Se online il picco massimo, con oltre 23mila citazioni, è stato raggiunto nel mese di Ottobre, per la carta stampata è stato a Dicembre [con dati sino al 19/12 che dunque sicuramente saranno cresciute notevolmente] che si è toccato il primato sull’argomento con oltre 4mila menzioni.

Quello che è interessante notare è che in corrispondenza con il crescere delle citazioni sulla stampa sono cresciute anche le ricerche al riguardo, secondo i dati di Google Trends relativi al nostro Paese, così come quelle relative a “significato fake news“.

Un  fenomeno che viene spesso usato dalle testate giornalistiche per concludere che la responsabilità sarebbe dei lettori, aspetto ricorrente nei media, unica realtà che si accanisce contro i propri “clienti”, per poi spiegare che l’unico antidoto sarebbe nel pagare i professionisti dell’informazione: giornalisti e giornali.

Fortunatamente sulla questione arriva Anna Masera che in maniera estremamente chiara e lineare spiega che «L’aspetto più inquietante della diffusione di questo modo di dire è che si rischia di dare per acquisito che possano esistere notizie vere, verosimili e false. Vale la pena invece distinguere tra notizie e informazioni: le notizie per essere tali devono essere vere, semmai è notizia che un’informazione sia falsa». Credo davvero che possa essere questo il punto da dove [ri]partire per discutere seriamente della questione.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio dei dati mensili delle citazioni online e sulla stampa del termine “f*** news”.

[*] Disclaimer: L’autore dell’articolo intrattiene rapporti di lavoro con l’agenzia stampa citata

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