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Una selezione ragionata delle notizie su media, giornalismi e comunicazione da non perdere, commentate.

  • Fulmicotone – Su Italia Oggi di ieri spunta un breve articolo dal titolo “La riscossa dei giornali”. Si legge: «Il 2017 è il primo anno in cui – nel mondo – la pubblicità sul web [209 miliardi di dollari] ha superato quella nella televisione [178 miliardi di dollari]. La forbice sembra destinata ad allargarsi, secondo il sito WebMarketingManager: nei prossimi cinque anni la pubblicità online/digitale arriverà a 348 miliardi di dollari mentre quella televisiva non raggiungerà i 200 miliardi di dollari. In parte è la riscossa dei giornali che dopo anni di sofferenza pubblicitaria per colpa della tv riescono per la prima volta a rosicchiare quote non marginali di mercato pubblicitario con le loro edizioni online proprio alla nemica televisione. Insomma, chi la fa l’aspetti».  Una visione che naturalmente è di gran lunga distante dalla realtà, come sappiamo, con i giornali che continuano a perdere e gli OTT che dominano la raccolta pubblicitaria online/digitale senza che i publisher riescano ad averne una parte consistente. Fulmicotone, a partire dall’articolo che ispira le riflessioni, se così possiamo definirle, del giornalista del quotidiano economico-finanziario giallo.
  • Quando il Giornalismo Sposa l’Impresa – DataMediaHub, in collaborazione con Associazione Stampa Romana e AGI come media partner, lancia il Master Giornalismi & Comunicazione Corporate “Dal Brand Journalism alle Digital PR, quando il Giornalismo Sposa l’Impresa”. Dal 13 Aprile al 13 Ottobre 2018 a Roma, presso l’Università degli studi Link Campus University, 11 weekend [venerdì pomeriggio e sabato intera giornata] non consecutivi . La formula weekend, con lezioni il venerdì pomeriggio e il sabato, rappresenta la soluzione ideale per coloro che devono conciliare l’esigenza di aggiornamento con lo svolgimento della propria attività professionale. Grazie alla formazione attiva ed al learning by doing i partecipanti saranno concretamente messi in grado di attivare da subito quanto appreso durante il master. La partecipazione è a numero chiuso [30 persone massimo]. Ai partecipanti saranno distribuite dispense strutturate ad hoc contenenti gli schemi utilizzati in aula dai docenti. Al termine del Master di Specializzazione sarà distribuito a ciascun partecipante, che abbia frequentato regolarmente almeno l’80% delle lezioni, l’attestato di partecipazione. Inoltre, ai giornalisti professionisti saranno riconosciuti i crediti formativi [12] dell’OdG Lazio. Infine, verrà fornito accesso al gruppo chiuso del master nel quale verranno forniti informazioni e documenti integrativi. Con un corpo docenti di elevato standing, con anni di esperienza alle spalle, e testimonianze di autorevoli esperti del mondo della comunicazione e del giornalismo il programma del master unisce visione strategica a operatività come percorso post-experience rivolto in particolare a manager, imprenditori, consulenti e giornalisti che vogliono progettare una brand experience grazie ai mezzi ed agli strumenti offerti dal digitale. Scarica la brochure con il dettaglio del Programma del Master e compila il form di pre-iscrizione per iscriverti a quello che sicuramente è un “filone” con ampie prospettive per giornalisti e comunicatori.
  • La macchina del fango dei social – Il Mattino, la Repubblica edizione locale e Corriere del Mezzogiorno, imbeccati da un anonimo accademico, hanno scritto che lo scrittore americano Bruce Sterling era stato vittima di una rapina a mano armata. Incerto il luogo del misfatto: piazza Garibaldi o addirittura la lontana Pompei. A quel punto la moglie dello scrittore è intervenuta su Facebook per smentire: è stato un borseggio, senza minaccia di pistole, avvenuto in piazza Municipio. La donna ha pubblicato anche la denuncia fatta alla polizia. Invece, secondo quanto riportato, l’ altro giorno persino il presidente dell’ Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha difeso pubblicamente la fake news diramata dai tre quotidiani dalla «macchina del fango dei social».  Huston abbiamo un problema. Anzi più di uno, pare davvero…
  • Nell’ editoria Cigs con decadenza semestrale – Dal 1° gennaio andranno in vigore le nuove regole in materia di trattamenti di integrazione salariale straordinaria [Cigs] per le imprese editrici. Il Dlgs 69/2017, attuativo della delega contenuta nella legge 198/2016, ha infatti ridefinito, tra l’ altro, la disciplina della Cigs per le aziende del settore, con il chiaro intento di adeguarla ai più stringenti principi in materia di ammortizzatori sociali dettati, per la generalità delle imprese, dal Dlgs 148/2015. Il nuovo impianto normativo è stato realizzato attraverso due fondamentali passaggi: l’ abrogazione, dal 1° gennaio 2018, dell’ articolo 35 della legge 416/1981 che attualmente regola la materia e l’ introduzione, nel Dlgs 148/2015, dell’ articolo 25 bis con la nuova regolamentazione. L’ operazione, i cui effetti si produrranno dal prossimo anno, tuttavia, non determinerà la totale attrazione della disciplina della Cigs per l’ editoria al regime generale, ma tra gli elementi che verranno armonizzati figura la decadenza semestrale, quale conseguenza dell’ esplicito richiamo operato dall’ ultimo periodo del comma 8, dell’ articolo 25 bis. Ricordiamo che l’ istituto della decadenza, introdotto dall’ articolo 7 del Dlgs 148/2015, opera laddove le aziende, nell’ arco temporale di 6 mesi a loro disposizione, non procedano a recuperare le somme anticipate ai lavoratori a titolo di cassa integrazione. La tecnica legislativa utilizzata per l’ articolazione della normativa sembra portare alla conclusione che, nello specifico settore dell’ editoria, la decadenza sfugga, quindi, sino al 31 dicembre 2017 al regime generale e produca i suoi effetti a partire dal 1° gennaio 2018. Se, infatti, la decadenza semestrale – in quanto principio di carattere generale – avesse trovato applicazione anche nel settore dell’ editoria dal 24 settembre 2015, non ci sarebbe stata necessità del suo espresso richiamo, contenuto nell’ articolo 25 bis, comma 8, del Dlgs 148/2015. Per conoscenza, visto che purtroppo anche nel 2018 saranno molti i gruppi editoriali che vi ricorreranno.
  • Il 2017 su Messenger – Facebook ha pubblicato i dati del 2017 su Messenger. Complessivamente, ci sono stati 17 miliardi di video chat in tempo reale su Messenger, segnando il doppio delle sessioni di video chat nel 2017 rispetto al 2016. Le persone hanno condiviso oltre 500 miliardi di emoji nel 2017 , o quasi 1.7 miliardi ogni giorno. Anche le GIF sono una scelta popolare, con 18 miliardi di GIF condivise nel 2017. In media, ci sono oltre 7 miliardi di conversazioni che si svolgono su Messenger ogni giorno nel 2017. Allo stesso tempo, in media, 260 milioni di nuovi thread di conversazione sono stati avviati ogni giorno nel 2017. Nel 2017, sono stati creati 2.5 milioni di nuovi gruppi su Messenger ogni giorno. La chat di gruppo media include 10 persone. Dal lancio a Marzo, le persone hanno condiviso più di 11 miliardi di reazioni, rispetto ai due miliardi condivisi a Giugno. La reazione più popolare in una conversazione di gruppo è “Haha”, la risata sarcastica. L’infografica riassume i principali dati. Riuscire a tracciare ed entrare in questa massa di conversazioni resta una delle principali sfide per il futuro da parte dei marketers.
  • Mediamorfosi – A dieci anni dal primo Mediamorfosi, Link torna a fare il punto sull’industria dell’audiovisivo nello scenario digitale. Il digitale ha pervaso i contenuti audiovisivi e le piattaforme distributive, ridisegnando radicalmente le forme di offerta e di consumo. Il volume racconta come il cinema, la televisione, il videogioco, le piattaforme online si sono evoluti; in che modo i mercati si sono intrecciati e ibridati; quali strategie e modelli di business sono più adatti al nuovo contesto, come le modalità tradizionali si sono ridefinite o ripensate e come si sono innestate novità, rivoluzioni, piccoli e grandi cambiamenti. Attraverso le analisi e i punti di vista di numerosi addetti ai lavori – tra i quali il sottoscritto con un contributo su “L’informazione, il video e le sfide del digitale” –  e dei principali studiosi italiani di televisione e media, il volume intende ragionare sul passato, anche recente, per lanciare uno sguardo al futuro e a quanto, in un settore così dinamico, succederà nei prossimi anni. Un bilancio e una scommessa. Un “assaggio” dei contenuti, a firma del Direttore Marketing strategico di Mediaset e direttore editoriale di Link Idee per la televisione, è disponibile qui. Must buy!
  • Reputazione, le regole del gioco per costruirne una solida – Che cos’è la reputazione? È un gioco a dadi, secondo il direttore dell’autorevole Oxford University Centre for Corporate Reputation, Rupert Younger, già tra i comunicatori inglesi più noti e fondatore di Finsbury Group. Younger, assieme al collega David Waller, ha da poco dato alle stampe un volume che si intitola The Reputation Game: un’analisi accurata su che cos’è la reputazione, su quali basi possiamo “crearne” una e su quali sono le modalità più efficaci per influenzarla. Nel bene e nel male, del capitale reputazionale accumulato dalla propria organizzazione di appartenenza: la reputazione non si costruisce dal nulla con sofisticati strumenti tecnici o semplicemente destinando risorse significative al suo eventuale miglioramento. Come tutto ciò che è immateriale e difficile da quantificare, se non con sondaggi rivolti a campioni rappresentativi della popolazione o dei propri stakeholder, dobbiamo innanzitutto partire dagli obiettivi che intendiamo raggiungere, oltre che dalla misurazione di ciò che esiste già. La nostra reputazione non sarà mai fine a sé stessa, ma sarà piuttosto volta a mettere a segno piccoli e grandi successi nei vari campi: soddisfare i nostri clienti, mantenere un clima di lavoro non conflittuale, essere ascoltati dai regolatori, assicurarsi una copertura mediatica favorevole che metta in giusto risalto i nostri motivi di orgoglio e i risultati raggiunti, promuovere un maggior livello di coesione nella forza lavoro, comunicare solidità e redditività ai propri azionisti e agli analisti finanziari. La reputazione, dunque, inizia con le nostre azioni e viene diffusa tramite le reti che riusciamo a costruire. La terza freccia nel nostro arco, inutile dirlo, è ciò che trasmettiamo all’esterno: che cosa diciamo su noi stessi? Che cosa vorremmo che gli altri percepissero di noi? Che cosa desideriamo che gli altri associno, quasi naturalmente, a noi? Usando un termine entrato ormai di diritto nel vocabolario comune: quale storytelling siamo in grado di mettere assieme? Da leggere assolutamente le considerazioni di Gianluca Comin, autorità riconosciuta in materia, su un tema sempre più rilevante per le sorti aziendali e non di meno per quelle personali.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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