Quanto Vendono i Quotidiani Italiani? Volumi Vendita Primi Nove Mesi 2017 dei “Top 5”

Con la pubblicazione dei dati da parte di Ads del mese di settembre su diffusione e vendita delle testate italiane possiamo tornare ad analizzare i numeri sui volumi di venduto da parte dei quotidiani italiani. In particolare possiamo fare il punto sui primi nove mesi di questo 2017 e raffrontarli con i numeri dello scorso anno: un aggiornamento importante per capire le reali tendenze di mercato dell’industria dei giornali italiana [qui le precedenti “puntate” quanto abbiamo analizzato i volumi dei primi quattro mesi  e dei primi sei mesi].

Iniziamo con qualche dato generale: il volume complessivo di vendita (sia carta che digitale, abbonamenti compresi ovviamente) dei primi nove mesi del 2017 ammonta a 688,6 milioni di copie per le 61 testate censite da Ads, mentre nel pari periodo gennaio-settembre del 2016 il volume complessivo di vendita era stato di 757,1 milioni (ma in questo caso le testate censite erano 59).

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Il tutto corrisponde a 68,6 milioni di copie vendute perse complessivamente dai quotidiani italiani in questi primi nove mesi rispetto al 2016 (-9%). Se però calcoliamo le copie vendute dalla testata media – ovvero il volume totale di vendite diviso il totale dei numeri usciti complessivamente– vediamo che questa percentuale negativa aumenta (più testate rispetto al 2016 più numeri usciti, ovviamente): la media della vendita per testata è nei primi nove mesi del 2017 di 46.131 copie mentre nel 2016 è stata di 52.551, -6.420 copie ovvero -12%. Non poco per una differenza anno su anno.

Analizziamo adesso l’andamento dei primi cinque quotidiani italiani per vendita , ovvero: Corsera, Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore e la Gazzetta dello Sport. Il Corriere resta la testata con il volume maggiore di copie vendute complessivamente, per la precisione in questi nove mesi ammontano a 71,5 milioni mentre le copie medie vendute di tutto il periodo gennaio-settembre sono 265.885, nel 2016 questi valori erano stati di 84,5 milioni di copie (-13 milioni ) e 314.167 copie medie, pari a una flessione delle vendite del 15,4%.

Repubblica fa peggio passando da un volume di vendita di 74,1 milioni di copie a 60,3 milioni (-18,7%) la peggiore performance tra i Top 5 (numeri che probabilmente hanno spinto a realizzare il total restyling e a ripensare il giornale anche su carta per rilanciarne le vendite), le copie medie del periodo sono 224.132 nel 2017 mentre lo scorso anno erano 275.561 (-51.429). La Stampa passa invece da un volume di venduto di 45,3 milioni di copie a uno di 40,9 (-4,5 milioni di copie pari a un -9,9%), percentuale negativa a due cifre per il Sole che segna un -18,6%. Negativo anche il saldo con i primi nove mesi del 2016 per la Gazzetta -6,3%, da mettere in conto però c’è che lo scorso anno il quotidiano sportivo aveva il traino di due eventi come Europei di calcio e Olimpiadi.

Può essere interessante, visto i nuovi assetti societari e le nuove aggregazioni, fare un confronto sommando i due quotidiani di Rcs (Corsera e GdS) con i due – Repubblica e La Stampa – da pochi mesi sotto un unico editore (la Gedi Editoriale): i quotidiani di Rcs sommano in questi primi nove mesi un venduto di 118,9 milioni di copie (perdendone 16,2 milioni, -12%, sul 2016) mentre le due testate di Gedi aggregano 101,1 milioni di copie (lasciandone per strada, nel confronto del 2016, 18,3 milioni, ovvero -15%: oltre tre punti percentuali meno rispetto alla flessione della sola Repubblica).

La differenza del venduto (lo ricordiamo parliamo sia di carta che digitale) delle due ammiraglie Rcs e quelle di Gedi è di 17,7 milioni di copie a favore delle testate di Rcs (una differenza in leggerissimo aumento rispetto al 2016 quando era stata di 15,6 milioni di copie).

Volendo leggere ancora questi dati in chiave di competizione tra testate c’è da rilevare il sorpasso della Stampa sul Sole: se nei primi nove mesi del 2016 il giornale economico stava ancora davanti al quotidiano torinese di 1,1 milioni di copie totali vendute a settembre 2016 è, invece, la Stampa ad avere un venduto complessivo superiore al Sole di 3 milioni di copie.

Un altro aspetto molto interessante da sottolineare è il peso che questi cinque giornali hanno sulla flessione delle vendite complessiva raffrontato con il peso, invece, sulle vendite totali di tutta l’industria dei quotidiani italiani. I top 5 hanno infatti un peso nettamente maggiore sulla flessione totale che non sulle vendite complessive. Nel dettaglio: la flessione delle vendite di queste cinque testate aggregate infatti pesa sul totale dei quotidiani per il 54,5% una percentuale nettamente superiore a quella del loro peso sul volume di vendite complessivo che è del 34%.

Una sperequazione che ci dice che il peso dei top 5 sulla crisi di copie vendute dell’industria dei quotidiani italiana è molto più alto rispetto al loro contributo sul totale della loro vendita. La sperequazione è ancora più evidente se aggreghiamo i numeri dei soli Corsera e Repubblica: la loro flessione di vendita di copie aggregata pesa su quella del totale di 61 testate per il 34% mentre il loro peso sulla vendita complessiva si ferma al 17%, ovvero esattamente la metà. E anche questo è un dato sul quale ha valore riflettere.
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Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".

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