La Metà degli Italiani Considera Irrilevanti i Contenuti dei Brand sui Social

La ricerca di Kantar TNS, “Connected Life”, ha ascoltato 70.000 individui in 56 Paesi nel mondo, Italia inclusa, ed è stata arricchita da 104 interviste qualitative in profondità. La ricerca copre diversi aspetti della digital transformation e quest’anno ha deciso di approfondire il tema della fiducia dei consumatori verso i brand in relazione a quattro temi: tecnologia, contenuto, dati ed e-commerce.

Per quanto riguarda la fiducia nella tecnologia, Il 33% degli italiani che usano la Rete, e il 39% a livello globale, è disposto ad interagire con una macchina [ad esempio un chatbot] se il loro quesito viene risolto più rapidamente. Ciò ha enormi implicazioni per il ritmo al quale le aziende automatizzano le funzioni di supporto ai clienti, così come per i “momenti” in cui lo fanno.

Quando si tratta di dati, le persone stanno diventando sempre più consapevoli del prezzo che stanno pagando per i loro stili di vita connessi e molti si sentono i perdenti di uno scambio sfavorevole. Il 40% degli intervistati a livello mondiale ha espresso preoccupazione per la quantità di loro dati personali nelle mani delle aziende, e quasi il 60 % delle persone negli Stati Uniti, in Italia e in Corea del Sud condividono questa opinione.

Le nuove tecnologie come i “pulsanti di acquisto” e i pagamenti mobile stanno rendendo l’e-commerce più semplice che mai, ma molti consumatori non riescono a sperimentarne i vantaggi. Ben il 47% delle persone in Italia non vogliono pagare nulla con il proprio cellulare.

Soprattutto, per quanto riguarda il contenuto, in Italia il 49% delle persone che usa Internet [e quasi un terzo – 32% – nel mondo] reputa irrilevanti i contenuti dei brand postati sui social media. Inoltre, c’è un livello di diffidenza elevato e crescente nelle piattaforme dei social media, con circa metà di nordamericani, italiani e francesi che esprimono preoccupazione per il controllo, nei social network, su ciò che gli utenti vedono nei loro feed, e che per quanto riguarda direttamente l’Italia vede il 50% delle persone ritenere inaffidabili la maggior parte delle informazioni che ci sono sui social.

Insomma, con un’audience potenziale sui social che offre numerosi touchpoint, e ad ormai quasi un ventennio dalla prima edizione del “mitico” Cluetrain Manifesto e del celeberrimo «markets are conversations», emerge ormai chiara,  in caso di dubbi al riguardo, la necessità di andare oltre al tradizionale modello A.I.D.A., TV-centrico e massificato, per abbracciare un modello più aperto, relazionale, che ragiona con un diverso mindset da quello burocratizzato delle gerarchie aziendali.

O così o, appunto, irrilevanti. A voi la scelta, ammesso che esista.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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