#SiamoTuttiAnnaFrank Vs #AnnaFrank – Qual è la Rilevanza dei Giornali?

La messa in scena, vergognosa, dei tifosi della Lazio ha riacceso prepotentemente il dibattito sul dilagare di razzismo ed antisemitismo.

Una vicenda la cui portata è andata ben oltre i confini nazionali, con i recenti risultati elettorali in Germania ed Austria, ma anche certe dichiarazioni di Trump, che hanno fatto si che molti quotidiani in Europa, come ad esempio The Guardian ed El Pais, si occupassero della questione, a conferma, se necessario, di quanto grave sia il quadro d’assieme.

A dar maggior rilevanza al vergognoso gesto è stato il quotidiano La Repubblica con una prima pagina che non lasciava dubbi e l’editoriale del suo Direttore, Mario Calabresi, che scrive «Ribaltiamo i piani, restituiamole il suo valore, trasformiamola in un omaggio, non lasciamola sola e in mano all’ignoranza. […] Soprattutto oggi che non solo una parte delle curve degli stadi ma una parte della società sta diventando ricettacolo di razzismo, antisemitismo e xenofobia».  Orientamento che mi sento di condividere appieno mentre più di qualcuno appare scettico sulla questione.

Editoriale intitolato “Siamo tutti Anna Frank” dal quale ha preso il via nel corso della giornata di ieri quella che il giornale in questione, con la solita tristissima foto-gallery di alcuni tweet, definisce la campagna contro l’antisemitismo su Twitter al grido, appunto, di #SiamoTuttiAnnaFrank.

Ebbene, se, come scrivo, concordo sul fatto di parlarne, di protestare ma soprattutto di tornare a fare educazione sul tema, la risposta che invece arriva dalle esternazioni delle persone in Rete racconta una cosa che non toglie valore alla decisa iniziativa del quotidiano ma induce a riflessione.

Infatti, al momento della redazione di questo articolo, sui social le mention per #SiamoTuttiAnnaFrank sono meno di un decimo [un sedicesimo per la precisione] di quelle per #AnnaFrank, rispettivamente 1.804 contro 29.269.

Anche per quanto riguarda l’engagement, se si esclude il post sul proprio canale Instagram di Repubblica, l’hashtag lanciato dal giornale “non sfonda”. Tranne Cécile Kyenge, che ottiene 54 retweet, 173 mi piace e 23 risposte, alcune delle quali confermano, ahimè, l’aria che tira, nessun altro personaggio di rilievo, nessun “influencer”, nel senso più ampio del termine, riprende #SiamoTuttiAnnaFrank.

Ben diverso invece il livello di coinvolgimento di #AnnaFrank con l’account ufficiale della Serie A su Instagram con il video della Fiorentina, squadra tutto sommato “minore”, che fa oltre 43mila visualizzazioni, 8.700 mi piace e 103 commenti. Tag che viene rilanciato, tra gli altri, dalla Presidentessa Boldrini e da Matteo Renzi.

Insomma, la questione dell’influenza dei giornali, indipendentemente dal loro formato, supporto, sembra riproporsi anche in questo caso e, secondo me, più che discutere sul fatto se sia giusto parlare di questi, ed altri, episodi, o meno, sul quale mi sono già espresso positivamente, il vero tema da approfondire è la crescente perdita di rilevanza che anche questi dati sembrano confermare.

Si tratta certamente di un tema che richiede tutti gli approfondimenti del caso [e come sempre come DataMediaHub ci dichiariamo sin d’ora disponibili a collaborare], ma il campanello d’allarme suona sempre più forte.

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