Facebook ed i Publisher, Spiegati in Maniera Semplice

Alla fine del­la scor­sa set­ti­ma­na un arti­co­lo di un gior­na­li­sta slo­vac­co segna­la­va come Face­book stes­se con­du­cen­do un test nel suo Pae­se, e in altre cin­que nazio­ni, per dare spa­zio ai soli post degli ami­ci, dei con­tat­ti, ed a quel­li spon­so­riz­za­ti natu­ral­men­te, nel flus­so prin­ci­pa­le del news feed rele­gan­do così i post del­le fan­pa­ge, inclu­se quel­le dei new­sbrand, ad una feed secon­da­rio. Ope­ra­zio­ne che secon­do quan­to ripor­ta­to avreb­be già cau­sa­to un calo di cir­ca due ter­zi del­la reach orga­ni­ca dei post del­le testa­te slo­vac­che, ma anche del Gua­te­ma­la e del­la Cam­bo­gia, ed una fles­sio­ne tra il 60 e l’80% nell’engagement del­le 60 testa­te del­la Slo­vac­chia ana­liz­za­te.

La que­stio­ne è sta­ta suc­ces­si­va­men­te ripre­sa dal Guar­dian Lune­dì nel tar­do pome­rig­gio ed ha natu­ral­men­te susci­ta­to gran­de scal­po­re e pre­oc­cu­pa­zio­ne tra gli addet­ti ai lavo­ri di tut­to il mon­do, tan­to che il pre­ci­ta­to arti­co­lo è sta­to con­di­vi­so più di 30mila vol­te. Nume­ri impor­tan­ti per una que­stio­ne da spe­cia­li­sti, sen­za con­ta­re tut­te le testa­te che suc­ces­si­va­men­te lo han­no ripre­so, inclu­se quel­le ita­lia­ne, che, appun­to, la dico­no lun­ga sull’allarme, fon­da­men­tal­men­te lega­to al timo­re di per­de­re traf­fi­co, che si è sca­te­na­to tra i publi­sher ad ogni lati­tu­di­ne, anche se in real­tà, secon­do l’analisi di Key­wee, già attual­men­te i publi­sher stan­no pagan­do in manie­ra cre­scen­te per otte­ne­re visi­bi­li­tà.

Allar­me che il respon­sa­bi­le del news feed di Face­book, Adam Mos­se­ri, si è pron­ta­men­te pre­mu­ra­to di smen­ti­re, affer­man­do che allo sta­to attua­le non vi è alcu­na inten­zio­ne di espan­de­re a livel­lo glo­ba­le quan­to Face­book sta testan­do in Sri Lan­ka, Boli­via, Slo­vac­chia, Ser­bia, Gua­te­ma­la e Cam­bo­gia, e che inol­tre que­ste nazio­ni la ver­sio­ne di Explo­re, che Face­book sta pro­gres­si­va­men­te ren­den­do dispo­ni­bi­le in tut­to il mon­do anche da desk­top dopo che lo ave­va lan­cia­to per mobi­le ad Apri­le di quest’anno, ha carat­te­ri­sti­che diver­se dal resto del­le altre nazio­ni e che, e qui sta il pun­to, «l’obiettivo del test è capi­re se gli uten­ti pre­fe­ri­sca­no ave­re spa­zi dif­fe­ren­zia­ti per i con­te­nu­ti per­so­na­li e quel­li pub­bli­ci del­le pagi­ne»

Rispo­sta che evi­den­te­men­te non lascia dor­mi­re son­ni tran­quil­li ai publi­sher di tut­to il mon­do per i qua­li Face­book rap­pre­sen­ta una quo­ta di traf­fi­co rile­van­te, sep­pur ulti­ma­men­te calan­te.

Ecco che allo­ra, sem­pre Mos­se­ri, ha pub­bli­ca­to una nota [e rela­ti­vo video, sot­to ripor­ta­to] appo­si­ta­men­te dedi­ca­ta ai publi­sher degli aggior­na­men­ti del news feed. Aggior­na­men­ti che in real­tà sono di scar­so, o nul­lo, impat­to rispet­to agli stan­dard già pre­ce­den­te­men­te defi­ni­ti, ren­den­do quin­di evi­den­te che il biso­gno sia più quel­lo di ricor­da­re qua­li sia­no gli ele­men­ti essen­zia­li e le linee gui­da di que­sto per gli edi­to­ri con l’evidente obiet­ti­vo di tran­quil­liz­zar­li dopo che lo stes­so Mos­se­ri avreb­be ammes­so che il test «avreb­be potu­to esse­re comu­ni­ca­to meglio».

Al di là di tat­ti­ci­smi e scher­ma­glie cre­do che sia­no due i pun­ti salien­ti del­la que­stio­ne.

In pri­mis, Face­book non può per­met­ter­si il lus­so di estro­met­te­re i publi­sher, come avver­reb­be se il test fos­se amplia­to a tut­te le testa­te del mon­do, sia per­chè que­sti for­ni­sco­no con­te­nu­ti che sono rile­van­ti non solo dal pun­to di vista quan­ti­ta­ti­vo ma anche sot­to il pro­fi­lo qua­li­ta­ti­vo e com­ples­si­va­men­te gene­ra­no mag­gior enga­ge­ment che quel­li dei brand, che per­chè que­sto sca­te­ne­reb­be una guer­ra media­ti­ca al social più popo­lo­so del pia­ne­ta che avreb­be sicu­ra­men­te riper­cus­sio­ni sfa­vo­re­vo­li in un momen­to nel qua­le sono for­ti le azio­ni di lob­by­ing. Non a caso da tem­po sono nume­ro­si i ten­ta­ti­vi di blan­di­re gli edi­to­ri vuoi con il Face­book Jour­na­li­sm Pro­ject vuoi con la chi­me­ra di gene­ra­re rica­vi.

Dall’altro lato, si evi­den­zia con cre­scen­te con­cre­tez­za quan­to abbia­mo argo­men­ta­to da oltre due anni, rega­lan­do anche un’ana­li­si SWOT sul­la que­stio­ne. Face­book, più di altri, è un social net­work, dove si crea­no e man­ten­go­no rela­zio­ni. Non è una piat­ta­for­ma distri­bu­ti­va di con­te­nu­ti già pre­sen­ti altro­ve. Legar­si a dop­pio filo e crea­re una dipen­den­za dal traf­fi­co che può gene­ra­re è un erro­re stra­te­gi­co gra­ve. Face­book va usa­to per instau­ra­re rela­zio­ni da con­so­li­da­re altro­ve e sfrut­ta­to attra­ver­so l’implementazione di azio­ni di social media mining, tut­to il resto è con­tor­no, spes­so inu­ti­le.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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