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Una sele­zione ragio­nata del­le noti­zie su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere, com­men­ta­te.

  • La ven­di­ta di abbo­na­men­ti da Face­book è riman­da­ta — La ven­di­ta di abbo­na­men­ti ai gior­na­li attra­ver­so Face­book, pre­sen­ta­ta, a spro­po­si­to, come la gran­de occa­sio­ne è riman­da­ta, alme­no per quan­to riguar­da iOS. Infat­ti, non più tar­di di ieri, il social net­work più popo­lo­so del pia­ne­ta ha comu­ni­ca­to che il test, che coin­vol­ge die­ci testa­te tra USA ed Euro­pa, inclu­sa Repub­bli­ca, par­ti­rà nel­le pros­si­me set­ti­ma­ne sola­men­te per i devi­ce che uti­liz­za­no Android. Il moti­vo pare sia la pre­te­sa da par­te di Apple di ave­re il 30% di com­mis­sio­ne sul­la ven­di­ta di abbo­na­men­ti men­tre Face­book vor­reb­be gira­re inte­gral­men­te gli incas­si del­la ven­di­ta agli edi­to­ri. Sin­ce­ra­men­te non me ne pre­oc­cu­pe­rei più di tan­to, spe­cie per quan­to riguar­da il nostro Pae­se, con­si­de­ran­do qual è il rap­por­to tra fan­ba­se e visi­te ai con­te­nu­ti gra­tui­ti del­le testa­te nostra­ne sti­ma­re una con­ver­sio­ne del­lo 0,01% è già otti­mi­sti­co. Con­si­de­ran­do inol­tre che la soglia di quan­ti arti­co­li ren­de­re dispo­ni­bi­li gra­tui­ta­men­te è deter­mi­na­ta da Face­book e non  dagli edi­to­ri com­ple­ta il qua­dro del­la que­stio­ne e spie­ga per­chè testa­te come il NYTI­mes abbia­no deci­so di non ade­ri­re al test. Se già la mone­tiz­za­zio­ne di Instant Arti­cles [e dei video] si è rive­la­ta poca cosa, o nul­la, la ven­di­ta di abbo­na­men­ti via Face­book direi che è riman­da­ta a mai.
  • Mil­len­nials e Cen­ten­nials: cifre uti­li per fare mar­ke­ting? — Si par­la mol­to [trop­po?] dei mil­le­nials, i gio­va­ni nati tra la metà degli anni 80 e la secon­da metà degli anni 90, e, da qual­che tem­po a que­sta par­te, anche dei cen­ten­nials, chi ha tra i 10 e i 19 anni, i nati tra il 1998 e il 2007. Ma quan­ti sono vera­men­te? A for­ni­re la rispo­sta al que­si­to arri­va­no alcu­ni dati gra­zie al CEO Ita­ly di Kan­tar, net­work di ricer­che di mer­ca­to che fa par­te del grup­po di comu­ni­ca­zio­ne WPP. Ebbe­ne, tra i Pae­si che com­pon­go­no la clas­si­fi­ca top 10 per PIL, solo nei pae­si euro­pei [Ger­ma­nia, Fran­cia, UK e Ita­lia], oltre che in Giap­po­ne, la pene­tra­zio­ne dei Cen­ten­nials e Mil­len­nials è mino­re del 33%, men­tre per gli altri que­ste gene­ra­zio­ni rap­pre­sen­ta­no più di 1/3 del­la popo­la­zio­ne viven­te. Com­ples­si­va­men­te, tra mil­len­nials e cen­ten­nials, i gio­va­ni rap­pre­sen­ta­no il 38% del­le popo­la­zio­ni a più alto Pil [top 10], essen­do qua­si un miliar­do e mez­zo di per­so­ne. Sta­ti­sti­che dav­ve­ro inte­res­san­ti che han­no due for­ti limi­ti: uno di for­ma ed uno di sostan­za. Per quan­to riguar­da la for­ma non c’è un link alla fon­te e dun­que non si rispet­ta, al di là di ogni altra pos­si­bi­le con­si­de­ra­zio­ne, quel­la che è la strut­tu­ra di base del Web. Soprat­tut­to, per quan­to riguar­da la sostan­za, non vi sono dati sul pote­re acqui­si­ti­vo, sul­la capa­ci­tà e l”orientamento di spe­sa di mil­len­nials e cen­ten­nials che ren­de­reb­be­ro l’analisi dav­ve­ro uti­le per fare mar­ke­ting.
  • Qua­le futu­ro per i gior­na­li? — Pub­bli­ca­to ieri “lo spe­cia­le” di Bep­pe Sever­gi­ni sul futu­ro dei gior­na­li sul 7, il maga­zi­ne, di cui è Diret­to­re, alle­ga­to al Cor­se­ra ogni Gio­ve­dì. Ovvia­men­te il taglio è di un con­te­nu­to non per addet­ti ai lavo­ri e dun­que era chia­ro sin dal prin­ci­pio che per tale anda­va pre­so. Si va dal para­go­ne con tra  caval­li e auto­mo­bi­li pro­po­sto da Jeff Bezos qual­che mese fa, come meta­fo­ra sul desti­no dei gior­na­li, al sot­to­li­nea­re, giu­sta­men­te, la gran­de dif­fe­ren­za che cor­re tra la real­tà oltreo­cea­no, alla quel trop­po spes­so si guar­da come quel­lo che pri­ma o poi suc­ce­de­rà anche alle nostre lati­tu­di­ni, e quel­la del nostro Pae­se, pas­san­do per magni­fi­ca­re la stra­te­gia edi­to­ria­le di Cai­ro e la rile­van­za del­la repu­ta­zio­ne per i new­sbrand. La con­clu­sio­ne sul per­ché, nel 2027, qual­cu­no dovreb­be con­ti­nua­re a leg­ge­re i gior­na­li, è pro­ba­bil­men­te la par­te più con­di­vi­si­bi­le, a mio avvi­so, quan­do vie­ne det­to che «resi­ste­ran­no se tro­ve­ran­no il modo di ren­der­si uti­li». Anche se non man­ca­no i tan­ti rife­ri­men­ti al digi­ta­le basta vede­re la dif­fe­ren­za tra la ver­sio­ne onli­ne e quel­la car­ta­cea del­lo spe­cia­le per capi­re a qua­le sta­dio sia­mo. Tira­te voi le con­clu­sio­ni.
  • Il suc­ces­so azien­da­le? Meno nume­ri, più cul­tu­ra — Che cosa deter­mi­na il suc­ces­so azien­da­le oggi? Le rego­le sono cam­bia­te al pun­to che non ci sono più rego­le, e ognu­no deve tro­va­re la pro­pria via ma è cer­to che le azien­de deb­ba­no gio­ca­re un ruo­lo più atti­vo e pro­fon­de­re un mag­gio­re impe­gno che vada ben oltre i pro­pri bilan­ci. Neces­sa­rio spo­star­si da un’economia di nume­ri ad una di cul­tu­ra solo così si potrà ave­re suc­ces­so anche nel lun­go perio­do, come ha affer­ma­to Tre­vor Har­dy, ceo di The Futu­re Labo­ra­to­ry, sot­to­li­nean­do come una del­le sfi­de più impor­tan­ti sia il «vuo­to di fidu­cia nel mon­do di oggi». Cin­que gli aspet­ti chia­ve, le leve, per rin­no­va­re la fidu­cia: tra­spa­ren­za radi­ca­le, dife­sa civi­le e istru­zio­ne, ser­vi­zio, hyper-loca­li­smo e “expe­rien­ce” al det­ta­glio. Non vi è dub­bio che un “nuo­vo uma­ne­si­mo” sia l’unica stra­da pos­si­bi­le, resta da vede­re se saran­no dav­ve­ro scar­di­na­te le logi­che e le pra­ti­che che tutt’oggi imper­ver­sa­no.
  • Feli­ci e con­tan­ti —  La sen­ten­za del­la Cor­te di Cas­sa­zio­ne, che ha sta­bi­li­to il prin­ci­pio secon­do cui i ver­sa­men­ti in con­tan­ti dei com­pen­si agli aspi­ran­ti gior­na­li­sti pub­bli­ci­sti non dimo­stra­no «la “rego­la­ri­tà” del­la retri­bu­zio­ne» ed è «quin­di plau­si­bi­le la simu­la­zio­ne, in tut­to o in par­te, del paga­men­to» la dice lun­ga sul­lo sta­to dell’arte. Infat­ti, con la sen­ten­za 24345/17, la secon­da sezio­ne civi­le del Supre­mo Col­le­gio ha con­fer­ma­to una deli­be­ra  del Con­si­glio dell’Ordine dei Gior­na­li­sti sici­lia­no, respin­gen­do la richie­sta di iscri­zio­ne all’albo di un’impiegata di ban­ca, col­la­bo­ra­tri­ce di un perio­di­co: a fare ricor­so con­tro le deci­sio­ni del Tri­bu­na­le e del­la Cor­te d’appello di Paler­mo, che ave­va­no con­fer­ma­to la deli­be­ra dell’Ordine regio­na­le, era sta­to il Con­si­glio nazio­na­le dell’Ordine, le cui cen­su­re sono sta­te rite­nu­te ades­so del tut­to infon­da­te e che è sta­to con­dan­na­to alle spe­se e a ver­sa­re il dop­pio del con­tri­bu­to di ricor­so. Se l’esultanza dell’Ordine del­la Sici­lia è per la vit­to­ria con­tro le iscri­zio­ni “fab­bri­ca­te a tavo­li­no”, resta­no non pochi dub­bi, dicia­mo, su qua­le sia più in gene­ra­le la rego­la­ri­tà del rap­por­to tra gior­na­li­sti e testa­te.
  • Face­book è uffi­cial­men­te una media com­pa­ny anche in Ita­lia - Face­book ha già lan­cia­to lo scor­so anno il suo ser­vi­zio Live Audio che ha visto par­te­ci­pi BBC World Ser­vi­ce, LBC e Har­per Col­lins, ma que­sti sono sta­ti finan­zia­ti diret­ta­men­te da Face­book. Da qui s’intuisce fra le altre cose che i part­ner sono media che si occu­pa­no di noti­zie e di libri. Solo che per lan­ciar­lo in Ita­lia han­no invi­ta­to la per­so­na che più di tut­te pote­va cata­liz­za­re l’attenzione: Fio­rel­lo, che ha pro­dot­to ieri un’anteprima, e oggi si repli­ca. Live Audio sarà il mez­zo con il qua­le le radio aumen­te­ran­no la loro pre­sen­za su Face­book? Non sem­bra esse­re que­sto lo stru­men­to adat­to, a meno di non crea­re con­te­nu­ti dedi­ca­ti e inte­res­san­ti per il pro­prio pub­bli­co diver­si da quel­li che sono frui­bi­li altro­ve, esclu­si­vi per que­sto stru­men­to, ade­si e coe­ren­ti con il lin­guag­gio del­lo stru­men­to. È chia­ro che, anco­ra una vol­ta, l’obiettivo del­la piat­ta­for­ma social è man­te­ne­re il mag­gior tem­po pos­si­bi­le le per­so­ne al suo inter­no, e rac­co­glie­re dati far­gli vede­re annun­ci pub­bli­ci­ta­ri. Dicia­mo­lo in modo defi­ni­ti­vo: Face­book è un social net­work, dove si crea­no e man­ten­go­no rela­zio­ni. Non è una piat­ta­for­ma distri­bu­ti­va di con­te­nu­ti già pre­sen­ti altro­ve, come abbia­mo det­to da tem­po. Cre­do dav­ve­ro che ora ogni pos­si­bi­le dub­bio al riguar­do sia fuga­to, rimos­so defi­ni­ti­va­men­te.
  • AgID cer­ca 72 col­la­bo­ra­to­ri per l’attuazione del pia­no trien­na­le e di cre­sci­ta digi­ta­le — L’Agenzia per l’Italia Digi­ta­le cer­ca 72 pro­fi­li pro­fes­sio­na­li per sup­por­ta­re le atti­vi­tà pro­get­tua­li desti­na­te alla tra­sfor­ma­zio­ne digi­ta­le del­la Pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne ita­lia­na. Nel­lo spe­ci­fi­co, AgID ha l’esigenza di acqui­si­re: 51 pro­fi­li spe­cia­li­sti­ci  per l’implementazione del pro­get­to “Ita­lia Login – la casa del Cit­ta­di­no” e del­la stra­te­gia nazio­na­le di Cre­sci­ta digi­ta­le, attra­ver­so atti­vi­tà desti­na­te ad acce­le­ra­re la digi­ta­liz­za­zio­ne dei ser­vi­zi pub­bli­ci. Ita­lia Login è il pro­gram­ma stra­te­gi­co [finan­zia­to con fon­di Pon Gover­nan­ce e Capa­ci­tà Isti­tu­zio­na­le 2014–2020] fina­liz­za­to all’integrazione dei ser­vi­zi digi­ta­li del Pae­se e al rag­giun­gi­men­to dei più ele­va­ti stan­dard di effi­cien­za orga­niz­za­ti­va, gestio­na­le e ammi­ni­stra­ti­va del­la PA. 21 pro­fi­li spe­cia­li­sti­ci per sup­por­ta­re l’attuazione del Pia­no Trien­na­le­per l’informatica nel­la Pub­bli­ca Ammi­ni­stra­zio­ne 2017–2019, il docu­men­to di indi­riz­zo stra­te­gi­co ed eco­no­mi­co con cui si defi­ni­sce lo svi­lup­po dell’informatica pub­bli­ca ita­lia­na. Un segna­le posi­ti­vo sul­lo svi­lup­po e finan­liz­za­zio­ne del pia­no trien­na­le ed anche una buo­na oppor­tu­ni­tà di lavo­ro, che di que­sti tem­pi non gua­sta mai.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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