Analisi della Campagna sui Social Contro le Molestie Sessuali

Il caso Wein­stein ha fatt­to esplo­de­re in tut­to il mon­do il j’accuse per quel­lo che è diven­ta­to il sim­bo­lo di una con­di­zio­ne tan­to dif­fu­sa quan­to trop­po spes­so taciu­ta, di abu­si, fat­ti anche di ricat­ti, psi­co­lo­gi­ci e/o eco­no­mi­ci, a sfon­do ses­sua­le, nei con­fron­ti del­le don­ne.

Sul­la que­stio­ne ave­va­mo pro­dot­to un paio di gior­ni fa una pri­ma ana­li­si rela­ti­va alla real­tà ita­lia­na, con la cam­pa­gna #quel­la­vol­ta­che lan­cia­ta da Giu­lia Bla­si, men­tre Asia Argen­to, una del­le prin­ci­pa­li soste­ni­tri, nel frat­tem­po ha que­re­la­to un cer­to gior­na­le di destra [si sem­pre quel­lo] e il suo diret­to­re, ma la dimen­sio­ne del feno­me­no è tale da aver­ci fat­to deci­de­re di appro­fon­di­re.

L’attrice Alys­sa Mila­no su Twit­ter ha lan­cia­to l’invito a non tace­re sugli abu­si subi­ti al gri­do di #MeToo [anche a me] e il gri­do di denun­cia è diven­ta­to glo­ba­le.

Sono, al momen­to del­la reda­zio­ne di que­sto arti­co­lo, 1.428.427 le cita­zio­ni di #MeToo sui social, sui blog, nei forum, ripre­se poi anche dai siti del­le testa­te d’informazione, che denun­cia­no quan­to le mole­stie, i “ricat­ti­ni”, sia­no pra­ti­ca quo­ti­dia­na con le qua­li le don­ne di tut­to il pia­ne­ta devo­no fare i con­ti quo­ti­dia­na­men­te. Rac­con­ti dell’universo fem­mi­ni­le nei qua­li c’è poca ideo­lo­gia e mol­to vis­su­to, ed è que­sto che li ren­de cre­di­bi­li, in caso di dub­bio, come ben sin­te­tiz­za Miche­le Ser­ra.

Denun­cia tra­sver­sa­le ad ogni età e con­di­zio­ne socia­le rilan­cia­ta da 59mila per­so­ne anche in Fran­cia, con Libe­ra­tion che gli dedi­ca la pri­ma pagi­na tito­lan­do «por­ci sul­la gri­glia», al gri­do di #Balan­ce­Ton­Porc, con alme­no 150mila men­tion e 16mila denun­ce di abu­si ses­sua­li sul luo­go di lavo­ro, e in Spa­gna ed Ame­ri­ca Lati­na con #YoTam­bien.

Anche in Ita­lia si leva la denun­cia in Rete e, rispet­to all’analisi suc­ci­ta­ta, #quel­la­vol­ta­che rag­giun­ge 14.959 cita­zio­ni con il post di Asia Argen­to su Insta­gram al top per enga­ge­ment con 7.096 mi pia­ce e 297 com­men­ti.

Gri­da di una dispe­ra­zio­ne trop­po a lun­go taciu­ta che sono solo la pun­ta dell’iceberg se con­si­de­ria­mo che non figu­ra­no, se non in mini­ma par­te, con l’India, ad esem­pio, a pro­dur­re il 3% del tota­le del­le men­tion di #Mee­Too, nazio­ni dove la con­di­zio­ne fem­mi­ni­le è anco­ra peg­gio­re.

Situa­zio­ne ben defi­ni­ta da quel­lo che è il post che ha gene­ra­to mag­gior enga­ge­ment — 54.044 ret­weet, 148.629 mi pia­ce e 760 rispo­ste — di Ale­xis Ben­ve­ni­ste, autri­ce per diver­se testa­te sta­tu­ni­ten­si, che scri­ve «Remin­der that if a woman didn’t post #MeToo, it doesn’t mean she wasn’t sexual­ly assaul­ted or haras­sed. Sur­vi­vors don’t owe you their sto­ry».

Ovvia­men­te vi è una net­ta pre­va­len­za fem­mi­ni­le, con il 69.1% del­le cita­zio­ni di #MeToo che sono da attri­bui­re alle don­ne, ma non man­ca, for­tu­na­ta­men­te, nep­pu­re la soli­da­rie­tà maschi­le, con, ad esem­pio, l’attore, regi­sta ed ex model­lo sta­tu­ni­ten­se Jen­sen Ackles che twit­ta «For my wife, for my daughters, for all women…I stand with all of you. This has got­ta chan­ge. #metoo #nomo­re», gene­ran­do 17.633 ret­weet, 74.038 mi pia­ce e 1.468 rispo­ste [posi­ti­ve].

Oltre ai tweet di Ale­xis Ben­ve­ni­ste e Jen­sen Ackles, i post che gene­ra­no mag­gior coin­vol­gi­men­to sono quel­lo del­la can­tan­te e com­po­si­tri­ce sve­de­se Zara Lars­son su Insta­gram con 155,898 mi pia­ce e oltre 2.400 com­men­ti, il tweet di Women’s March, account di un even­to che si ter­rà a Detroit tra pochi gior­ni al gri­do di #Reclai­min­gOur­Ti­me, che gene­ra 32.308 ret­weet, 88.892 mi pia­ce e 1.671 replies, e quel­lo di un altro uomo,  Nick Jack Pap­pas, con 21.098 ret­weet, 64.277 mi pia­ce e 572 com­men­ti.

L’invito a denun­cia­re di Alys­sa Mila­no gene­ra inve­ce 22.843 RT, 47.455 mi pia­ce e la straor­di­na­ria cifra di 63.341 rispo­ste, inclu­se quel­li di chi dice «I’m still not rea­dy to talk about it. But, me, too». Infi­ne, tra i tan­ti non pote­va man­ca­re Moni­ca Lewin­sky che rilan­cia pro­prio il tweet di Women’s March ampli­fi­can­do­ne ulte­rior­men­te la por­ta­ta con 10.712 ret­weet, 31.853 mi pia­ce e 1.064 com­men­ti.

Al di là dei fiu­mi di paro­le che sono sta­ti spe­si sul­la que­stio­ne, e dei tan­ti che anco­ra segui­ran­no, si trat­ta dell’evidenza del fat­to che, con­tra­ria­men­te a quan­to si vor­re­be far cre­de­re [pour cau­se?], i social non sono solo “fake news” e “hate speech”, e che la socie­tà con­tem­po­ra­nea non è poi così “moder­na” come la si dipin­ge se anche nel mon­do occi­den­ta­le le mole­stie e gli abu­si ses­sua­li sono, pare dav­ve­ro, un feno­me­no così dif­fu­so.

L’infografica sot­to­stan­te for­ni­sce il det­ta­glio dei dati ana­liz­za­ti rela­ti­va­men­te a #Mee­Too.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
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