Google & Facebook ed i “Sogni” di Ricavi per gli Editori

Face­book ha annun­cia­to l’implementazione, per ora in via spe­ri­men­ta­le con die­ci edi­to­ri di quo­ti­dia­ni, tra i qua­li uno, non meglio pre­ci­sa­to, ita­lia­no, la spe­ri­men­ta­zio­ne del­le news a paga­men­to, di cui si voci­fe­ra­va già da tem­po.  Secon­do quan­to ripor­ta­to, allo sta­to attua­le sono due i model­li di paga­men­to che saran­no testa­ti da Face­book in part­ner­ship con gli edi­to­ri. Il pri­mo con­sen­ti­rà di leg­ge­re gra­tis fino ad un cer­to nume­ro di arti­co­li e poi scat­te­rà il pay­wall. Il secon­do è la moda­li­tà “free­mium”, in base alla qua­le saran­no gli edi­to­ri a deci­de­re qua­li con­te­nu­ti offri­re gra­tis sul social net­work e qua­li a paga­men­to.

Mos­sa alla qua­le, non più tar­di del­la set­ti­ma­na scor­sa, ha rispo­sto Goo­gle annun­cian­do che lan­ce­rà nuo­vi stru­men­ti che dovreb­be­ro aiu­ta­re gli edi­to­ri a otte­ne­re mag­gio­ri rica­vi onli­ne attra­ver­so la ven­di­ta dei con­te­nu­ti. Stru­men­ti che, in buo­na sostan­za, attra­ver­so le infor­ma­zio­ni sul­le per­so­ne e le loro pre­fe­ren­ze dovreb­be­ro aiu­ta­re a ven­de­re abbo­na­men­ti onli­ne più sem­pli­ce­men­te.

In entram­bi i casi i media del nostro Pae­se han­no ripor­ta­to le cose come se si trat­tas­se di un’occasione impor­tan­te per riu­sci­re, final­men­te, nell’impresa di mone­tiz­za­re i con­te­nu­ti online/digitali. Mi spia­ce di dover inter­rom­pe­re bru­sca­men­te il sogno idil­lia­co ma non sarà que­sta la stra­da che con­sen­ti­rà effet­ti­va­men­te di recu­pe­ra­re in manie­ra signi­fi­ca­ti­va reve­nues per i publi­sher, tan­to­me­no, pur­trop­po, per quel­li ita­lia­ni.

In pri­mis, a pre­scin­de­re da qua­lun­que altra con­si­de­ra­zio­ne, gli ita­lia­ni sono da sem­pre refrat­ta­ri a qual­sia­si pro­po­sta di abbo­na­men­to, tant’è che sia per il for­ma­to car­ta­ceo che per quel­lo digi­ta­le, nep­pu­re a fron­te di una for­tis­si­ma pro­mo­zio­na­li­tà gli abbo­na­men­ti di gior­na­li e perio­di­ci han­no mai avu­to suc­ces­so nel nostro Pae­se, con­tra­ria­men­te a quan­to avvie­ne altro­ve, come ad esem­pio in Ger­ma­nia.

Inol­tre, la Rete ha com­ple­ta­men­te stra­vol­to la moda­li­tà di frui­zio­ne dell’informazione. Oggi si cer­ca, o si tro­va sui social, un con­te­nu­to spe­ci­fi­co di pro­prio inte­res­se. L’ipotesi di con­ti­nua­re, o tan­to­me­no di inzia­re, a ven­de­re il gior­na­le com­ple­to è sem­pre più vel­lei­ta­ria, ana­cro­ni­sti­ca. I gior­na­li sono mor­ti, come si pro­cla­ma ormai da alme­no un decen­nio, ma la que­stio­ne non è se sia­no mor­ti quel­li di car­ta e quan­te spe­ran­ze, quan­te pos­si­bi­li­tà abbia­no quel­li digitali/online, è l’idea di gior­na­le come pac­chet­to mono­li­ti­co ad esse­re defun­ta e con essa i model­li di busi­ness che l’hanno carat­te­riz­za­to negli ulti­mi 100 anni.

Se a que­sto si aggiun­ge che, secon­do alcu­ne indi­scre­zio­ni cir­co­la­te, The New York Times, The Wall Street Jour­nal e the Finan­cial Times han­no deci­so di non ade­ri­re alla pro­po­sta di Face­book che, para­dos­sal­men­te, è sta­ta con­fe­zio­na­ta da Alex Har­di­man, neo respon­sa­bi­le News Pro­duc­ts di Face­book, con un pas­sa­to pro­prio al New York Times. Dopo il chia­ro fal­li­men­to del­le pro­mes­se di mone­tiz­za­zio­ne di Instant Arti­cles,  e più recen­te­men­te anche dei video, è evi­den­te che chi ade­ri­rà è “un pol­lo”, anche per­chè i dati, vera fon­te di red­di­to, resta­no comun­que sem­pre al social più popo­lo­so del pia­ne­ta.

Diver­so il discor­so per quan­to riguar­da Goo­gle, anche se, ahi­mè, il risul­ta­to non cam­bia. In que­sto caso infat­ti, oltre a quan­to pre­mes­so su atti­tu­di­ne degli ita­lia­ni ad abbo­nar­si e sul­la “mor­te” dei gior­na­li, se, come pro­mes­so gli stru­men­ti fun­zio­nas­se­ro si abbat­te­reb­be­ro una serie di bar­rie­re tec­no­lo­gi­che all’ingresso, che sin qui han­no pri­vi­le­gia­to, in par­ti­co­lar modo all’estero, i gran­di gior­na­li, che favo­ri­reb­be­ro l’ingresso anche dei publi­sher “mino­ri” e degli edi­to­ri loca­li inne­scan­do, nel­la miglio­re del­le ipo­te­si, una guer­ra al ribas­so dei prez­zi, come spie­ga bene un arti­co­lo del Finan­cial Times [arti­co­lo a paga­men­to se non leg­ge­te da link pro­va­te que­sto del FT su Medium].

Gli edi­to­ri di gior­na­li, spe­cie nel nostro Pae­se, devo­no usci­re dal­la palu­de di immo­bi­li­smo nel­la qua­le sono impan­ta­na­ti da anni, con i risul­ta­ti che sono sot­to gli occhi di tut­ti, spe­ri­men­ta­re con tan­ti pic­co­li pro­get­ti inve­ce che pri­vi­le­giar­ne uno uni­co che richie­de mag­gio­ri inve­sti­men­ti e spes­so, se non  sem­pre, fal­li­sce, come se fos­se­ro del­le star­tup, per usa­re una meta­fo­ra in voga.

A que­sto, natu­ral­men­te, devo­no affian­ca­re un visio­ne stra­te­gi­ca di medio perio­do, inve­ce che rin­cor­re­re il day-by-day come avvie­ne pre­ve­len­te­men­te oggi, in vesten­do su risor­se uma­ne ade­gua­te, [ri]organizzazione del lavo­ro e know how tec­no­lo­gi­co. Tut­to il resto è, anco­ra una vol­ta, tem­po per­so.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
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