L’esplosione dell’Influencer Marketing su Instagram

“Siamo alle soglie di una nuova epoca storica in cui alla parola scritta succederà l’immagine”, così scriveva Gombrich nel 1985 nel suo famoso libro “L’immagine e l’occhio”.

Pensando a come si è evoluto nel tempo il mondo della comunicazione, possiamo dire che lo storico dell’arte non aveva proprio tutti i torti.

Viviamo oggi in un mondo in cui tutto corre veloce, dove l’avvento del digitale ha aumentato il numero di informazioni facilmente reperibili ed i social consentono all’utente di condividere e visualizzare una vasta serie di contenuti, testuali e figurativi.

Basti pensare che di anno in anno cresce sulle piattaforme social il numero di utenti attivi, e che, ad esempio, settimanalmente un americano vi trascorre 215 minuti da smartphone, 61 minuti da PC e 47 da tablet, e che in Italia, secondo i dati Audiweb, a Luglio è l’attività sulla quale le persone maggior tempo investono passandoci mediamente oltre 16 ore al mese.

Tra i social più utilizzati, Instagram è oggi una delle piattafome social che maggiormente attira le persone con un totale di 800 milioni di utenti attivi mensilmente e 500 milioni nel giorno medio secondo quanto dichiarato durante un evento non più tardi di ieri.

È abbastanza facile dunque capire come e perchè la natura della piattaforma, ed il gran numero di iscritti abbiano attratto le aziende ad impegnarsi in sempre più pressanti azioni di promozione dei propri brand.

Infatti, secondo un’analisi condotta da InfluencerDB, nel mese di gennaio 2013 Instagram contava circa 3.500 tag di contenuti sponsorizzati, contro i 106.111 dell’agosto 2017Crescita enorme quindi, proprio a riprova della grande pressione che i brand, le aziende, stanno effettuando.

La sponsorizzazione di contenuti, che va ad inserirsi completamente nei modi e nelle misure che anche gli utenti devono rispettare per la pubblicazione di una foto, fa si che il contenuto non sia percepito invadente e fuori luogo, contrariamente a quanto avviene con gli altri formati pubblicitari. Argomento che dopo aver infiammato l’estate italiana pare essere ora rientrato.

Instagram poi, ha cambiato molto di sé negli ultimi anni; si pensi all’introduzione delle Stories che ha modificato totalmente il modo di comunicare e di riflesso di fare advertising, oltre a fermare quella che era stata la crescita vertiginosa di Snapchat sino a quel momento.

Continua a diminuire ad esempio, il numero delle semplici pubblicazioni di foto da parte dei brand sul proprio profilo Instagram: da agosto 2016 [mese di lancio della nuova funzione] ad oggi, la media di foto postate mensilmente dai brand è passata dal 30,2 al 23, a dimostrazione proprio di un cambio di strategia che punta sempre più su celebrities ed influencer e meno su una presenza diretta.

Oggi le aziende possono inserirsi nella vita – social – degli utenti anche attraverso questa nuova funzione [con le classiche foto che spariscono dopo 24 ore], con brevi video della durata massima di 15 secondi, e attraverso “silenziosi” contenuti sponsorizzati che appaiono nella feed degli utenti, e che sono riconoscibili tramite una piccola inserzione in alto e con la possibilità di contattare l’azienda, comprare il prodotto, saperne di più, sfruttando un semplice click ai piedi della foto.

È forse proprio questa silenziosa presenza, dal formato e dai tempi non invadenti, insieme alla natura visiva dell’applicazione, a creare “l’atmosfera giusta” tra fruitore ed azienda.

Mosse ben congeniate se pensiamo che proprio in queste ore Instagram afferma che 180 milioni di instagrammer nello scorso mese hanno visitato un sito o interagito con l’azienda con cui erano entrati in contatto sul social delle foto [ma sempre più anche dei video, naturalmente].

Infine, da ieri, celebra i 2 milioni di inserzionisti attivi sulla piattaforma. Numeri da capogiro se si pensa che solo nel marzo scorso ne aveva raggiunti “appena” 1 milione. Insomma, i social sono ufficialmente come gli altri mass media, ma sono riusciti a creare quella symbiosis che i legacy media non hanno neppure iniziato a ricercare, e i risultati si vedono.

Emilia Gaudio

Studentessa magistrale in "Corporate Communication e media" presso l'Università di Salerno, ha alle spalle una Laurea triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Appassionata al mondo del marketing, della comunicazione, e a tutto ciò che è veicolato dalla rete.
Emilia Gaudio

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