Aumenta la Concentrazione di Potere dei Media

Cre­sco­no a dismi­su­ra fusio­ni e acqu­si­zio­ni nel mon­do dei media. Secon­do i dati pub­bli­ca­ti da Bain & Com­pa­ny tra il 2012 ed il 2016 il set­to­re ha visto cre­sce­re il valo­re di M&A dai 59 miliar­di di dol­la­ri di quat­tro anni fa agli attua­li 200. Oltre il tri­plo, e pare che la ten­den­za sia di ulte­rio­re espan­sio­ne del feno­me­no.

Una ten­den­za che, come noto, è pre­sen­te anche in Ita­lia dap­pri­ma con l’acquisione da par­te di Cai­ro di RCS Media­group e la fusio­ne per incor­po­ra­zio­ne di Ite­di nel Grup­po Espres­so che ha dato vita, dopo la recen­te appro­va­zio­ne dell’Antitrust, a GEDI, pare sia ora la vol­ta, anche se si trat­ta di un’operazione “mino­re”, di Socie­ta’ Euro­pea di Edi­zio­ni [See], pro­prie­ta­ria del Il Gior­na­le, e Rober­to Amo­dei, a cui fan­no capo i quo­ti­dia­ni Cor­rie­re del­lo Sport e Tut­to­sport, oltre ad altre testa­te spor­ti­ve spe­cia­liz­za­te come il Gue­rin Spor­ti­vo e Auto­sprint, in trat­ta­ti­va avan­za­ta per acqui­si­re una quo­ta com­pre­sa tra l’8 ed il 10% che per­met­te­rà ad Amo­dei di diven­ta­re non solo il distri­bu­to­re de Il Gior­na­le su sca­la nazio­na­le ma anche, con ogni pro­ba­bi­li­tà, lo stam­pa­to­re e dal 2018  con­ces­sio­na­ria per il mer­ca­to nazio­na­le, attra­ver­so la con­ces­sio­na­ria Sport Net­work [che già attual­men­te rac­co­glie adver­ti­sing non solo per testa­te del grup­po Amo­dei ma anche per i quo­ti­dia­ni il Tem­po degli Ange­luc­ci e il Fat­to Quo­ti­dia­no diret­to da Mar­co Tra­va­glio, per alcu­ne radio e tv area­li e loca­li, oltre che per le rivi­ste di Ali­ta­lia e Ntv-Ita­lo].

In tem­pi di vac­che magre i bene­fi­ci sono evi­den­ti in ter­mi­ni di razio­na­liz­za­zio­ne dei costi indu­stria­li e dei costi fis­si ed i pri­mi risul­ta­ti si vedo­no anco­ra una vol­ta anche nel nostro Pae­se con GEDI che regi­stra, appun­to, una ridu­zio­ne sia dei costi fis­si del per­so­na­le [-4,4%] che degli altri costi [-6,5%] nel pri­mo seme­stre 2017, anche se gli effet­ti eco­no­mi­ci rela­ti­vi decor­ro­no dall’inizio di Luglio di quest’anno. Non tra­scu­ra­bi­le, nell’attuale sce­na­rio, è anche la mag­gior capa­ci­tà di nego­zia­zio­ne di gran­di grup­pi con gli OTT.

Tut­to bene dun­que? La rispo­sta è, ahi­mè, no. Infat­ti, le aggre­ga­zio­ni sen­za ombra di dub­bio crea­no effi­cien­ze su costi fis­si, a comin­cia­re banal­men­te dal­la razio­na­liz­za­zio­ne — non sen­za pro­te­ste — del­le sedi del­le reda­zio­ni, e varia­bi­li, ma mol­to dif­fiil­men­te, per dir­la alla De Cur­tis, la som­ma fa il tota­le spe­cie di que­sti tem­pi in cui la con­cor­ren­za è sem­pre più tra­sver­sa­le. Inol­tre, sen­za una rior­ga­niz­za­zio­ne e una visio­ne rin­no­va­ta del model­lo di busi­ness i bene­fi­ci dei saving otte­nu­ti non per­met­te­ran­no cer­to di guar­da­re al futu­ro con fidu­cia a lun­go.

Soprat­tut­to, i gior­na­li, che sono l’unica indu­stria com­ple­ta­men­te dedi­ca­ta all’informazione, rischia­no un appiat­ti­men­to sia dei con­te­nu­ti che del­la plu­ra­li­tà di espres­sio­ne. Un altro degli ele­men­ti che la recen­te rifor­ma dell’editoria, fat­ta più in una logi­ca di do ut des che di visio­ne stra­te­gi­ca del com­par­to, non ha tenu­to in con­si­de­ra­zio­ne.

Pro­ba­bil­men­te ave­va ragio­ne l’editore Rug­ge­ri secon­do il qua­le i gior­na­li faran­no la fine del­le bir­re, per le qua­li, dopo una sta­gio­ne di con­so­li­da­men­ti fra gran­di socie­tà, sono rima­sti solo i mar­chi a distin­guer­le, men­tre il liqui­do bevu­to è dive­nu­to lo stes­so, come iden­ti­che sono le reti distri­bu­ti­ve e le poli­ti­che di prez­zo. Ecce­zion fat­ta per le bir­re arti­gia­na­li la cui nic­chia è in net­ta espan­sio­ne. Spe­ria­mo, per con­ti­nua­re nel­la meta­fo­ra, di poter alme­no con­ti­nua­re a bere quel­le.

La liber­tà di espres­sio­ne dei cit­ta­di­ni e la liber­tà di stam­pa sono le fon­da­men­ta del­le moder­ne socie­tà demo­cra­ti­che. In uno sce­na­rio dove la visio­ne pre­va­len­te è sul bre­ve perio­do non vi è dub­bio che sia­no a for­te rischio entram­be.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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