Italiani & Social Media

Ave­va­mo segna­la­to vener­dì scor­so il Rap­por­to Coop 2017. Rap­por­to che, spia­ce dir­lo, con­tie­ne una serie di ine­sat­tez­ze, come quan­do, a pagi­na 46 del rap­por­to, si dice che «i siti di news più let­ti come repubblica.it o corriere.it, secon­do i dati Audi­web, rag­giun­go­no quo­ti­dia­na­men­te qua­si 6 milio­ni di visi­te il pri­mo e 4 milio­ni il secon­do», cifre ben lon­ta­ne dai dati Audi­web che inve­ce par­la­no di 1.5 milio­ni di uten­ti uni­ci nel gior­no medio per la coraz­za­ta di GEDI e di cir­ca 1 milio­ne per la ver­sio­ne onli­ne del quo­ti­dia­no di Via Sol­fe­ri­no. Così come avvie­ne per l’assenza del­la meto­do­lo­gia che altret­tan­to non testi­mo­nia a favo­re del docu­men­to pub­bli­ca­to alla fine del­la scor­sa set­ti­ma­na.

Fat­ta que­sta dove­ro­sa pre­mes­sa, abbia­mo comun­que rac­col­to alcu­ni spun­ti rela­ti­vi alla par­te del rap­por­to dedi­ca­ta alla die­ta media­ti­ca degli ita­lia­ni ed in par­ti­co­la­re al rap­por­to con i social, visto che essen­do un aggre­ga­to di altre fon­ti, affi­da­bi­li, con­sen­te a col­po d’occhio di fare una foto­gra­fia pun­tua­le del­la situa­zio­ne.

Emer­go­no diver­si segna­li che docu­men­ta­no un pro­gres­si­vo allon­ta­na­men­to dai social net­work, soprat­tut­to tra i più gio­va­ni, nono­stan­te “da sem­pre” gli ita­lia­ni sia­no  sta­ti e con­ti­nui­no ad esse­re for­ti uti­liz­za­to­ri dei social [nel con­fron­to con le gran­di eco­no­mie euro­pee, il nostro Pae­se si col­lo­ca in testa alla gra­dua­to­ria — cir­ca il 70% del­la popo­la­zio­ne acce­de quo­ti­dia­na­men­te alle piat­ta­for­ma prin­ci­pa­li, più degli omo­lo­ghi spa­gno­li, tede­schi e fran­ce­si].

Il feno­me­no nuo­vo che sem­bra emer­ge­re dal rap­por­to è l’avvio di un len­to, gra­dua­le allon­ta­na­men­to dai social , per­ce­pi­ti in manie­ra cre­scen­te come ele­men­ti che con­tri­bui­sco­no sen­si­bil­men­te a pri­va­re le per­so­ne soprat­tut­to di tem­po e pri­va­cy. Così come gli ita­lia­ni che usa­no Inter­net sono sta­ti tra i pri­mi ad uti­liz­za­re inten­sa­men­te le diver­se piat­ta­for­me social, sono anche tra colo­ro potreb­be­ro ave­re meno remo­re a rinun­ciar­vi, o quan­to meno ad uti­liz­zar­li con minor fre­quen­za, e, soprat­tut­to, a cari­car­vi un minor nume­ro di con­te­nu­ti rispet­to a pri­ma. Feno­me­no quest’ultimo già in atto dal mio per­so­na­lis­si­mo osser­va­to­rio.

Secon­do le infor­ma­zio­ni dispo­ni­bi­li, il social net­work più abban­do­na­to in asso­lu­to è Tin­der [3.5 ita­lia­ni su 10 dichia­ra­no di esser­si can­cel­la­ti], seguo­no Sna­p­chat [25%], che era chia­ro a chiun­que dota­to di un mini­mo di pro­fes­sio­na­li­tà che non avreb­be attec­chi­to in Ita­lia e che dun­que non ave­va sen­so inve­stir­vi tem­po e risor­se,  come abbia­mo avu­to modo di con­si­glia­re a più ripre­se, Pin­te­re­st e Twit­ter il cui tas­so di abban­do­no è pari al 10% per entram­bi.

Al di là di quel­lo che vie­ne scrit­to nel rap­por­to, che anco­ra una vol­ta pec­ca di appros­si­ma­zio­ne in quest’area men­tre è da leg­ge­re con atten­zio­ne nel­la par­te dedi­ca­ta a con­su­mi e gran­de distri­bu­zio­ne, a con­fer­ma che il det­to mene­ghi­no “Ofe­lè, fa el to mestè” [Pastic­cie­re, fa il tuo mestie­re] resta sem­pre vero e vali­do, quel­lo che sem­bra emer­ge­re è una ten­den­za a con­di­vi­sio­ni e discus­sio­ni di nic­chia in grup­pi, anche su Face­book stes­so, ma soprat­tut­to attra­ver­so le diver­se appli­ca­zio­ni di mes­sa­gi­sti­ca istan­ta­nea: dai fati­di­ci grup­pi Wha­tsApp di geni­to­ri a qual­co­sa di meno varie­ga­to ma coe­so sul nodo di con­nes­sio­ne, sull’interesse comu­ne, qua­lun­que que­sto sia.

Si trat­ta di un feno­me­no anco­ra “sot­to­trac­cia”, emer­gen­te, che se con­fer­ma­to avreb­be pro­fon­de impli­ca­zio­ni sia per quan­to riguar­da social media moni­to­ring e social media liste­ning, che per il diver­so modo di agi­re, di rela­zio­nar­si che neces­sa­ria­men­te com­por­te­reb­be per brand e new­sbrand. La con­fer­ma, se neces­sa­rio, che si trat­ta di un pro­ces­so dina­mi­co, cir­co­la­re fat­to di: pia­ni­fi­ca­zio­ne, azio­ne, veri­fi­ca dei risul­ta­ti, e nuo­va azio­ne.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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