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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere, commentate.

  • Che Fare – Di modelli di business, di come trovare sostenibilità economica all’informazione si parla ormai da un tempo talmente lungo che a qualcuno potrebbe venire in mente che in realtà non esista una soluzione. Se effettivamente una soluzione, intesa come vera e valida per tutte le testate, come è stato per oltre 100 anni sino alla “digital disruption”, molto probabilmente non esiste, questo non significa che ciascuna testata, ogni publisher non possa trovare una propria via. La strada scelta dai grandi gruppi si articola fondamentalmente su due assi: aggregazione, concentrazione come nel caso GEDI, e diversificazione, ma i più piccoli? Lo spiega tanto in sintesi quanto con efficacia il Social Media & Web Content Manager di Pagina99 che scrive: «In pochi anni l’ecosistema informativo, e il pluralismo dell’informazione, potrebbe vedersi ridimensionato. Se i più piccoli e le realtà emergenti del settore vogliono resistere, devono specializzarsi, puntare a nicchie d’interesse, connotarsi come brand oltre che come fornitori di notizie. Evitando di rimpiangere un ruolo che si è perso e impegnandosi anche a fare quel marketing che per anni hanno trascurato».  Un estratto concentrato di quanto scriviamo un giorno si e un giorno no in questi spazi. Un altro mondo è possibile.
  • Scritto Altrove – Ieri su Facebook ho pubblicato una nota in cui provo ad analizzare “il metodo” Libero. Infatti, solo ripercorrendo quanto avvenuto negli ultimi 15 giorni, in  cui mi sono trovato coinvolto mio malgrado, si nota una costante: E’ sempre lo stesso metodo. Si fanno affermazioni vergognose e poi si nasconde la mano incolpando gli altri, affidandosi all’insostenibile difesa secondo la quale sono gli altri a strumentalizzare, a non capire. Probabilmente sarà una metodologia che Farina – aka Betulla – ancora ai servigi della testata in questione deve aver portato come standard al giornale. Lo stesso metodo, lo stesso schifo, naturalmente. Sulla questione, in attesa che in CNOG passi dalle parole ai fatti sto sviluppando un’iniziativa popolare che vedrà la luce entro la fine della prossima settimana. Come si suol dite in questi casi, stay tuned!
  • Il CorSera Punta sulla Carta – Avere un prodotto, gratuito, allegato ogni giorno è sempre stato uno dei progetti possibili nella storia del Corriere della Sera. Ora il nuovo corso di Rcs targato Urbano Cairo potrebbe raggiungere questo obiettivo. Attualmente alla domenica c’ è il dorso culturale La Lettura, il lunedì c’ è L’ Economia, il giovedì 7 e il sabato IoDonna; ora la volontà del nuovo proprietario e guida operativa della casa editrice milanese è arrivare a occupare l’ intero palinsesto settimanale. In questo senso un primo progetto concreto è quello che debutterà in edicola martedì 19 settembre: il settimanale free Buone Notizie-L’ impresa del bene, allegato al Corriere della Sera. Sarà un dorso, fortemente voluto dal direttore Luciano Fontana, dedicato principalmente ai temi del volontario e del terzo settore.  Contemporaneamente Fontana sta lavorando alla nascita del nuovo supplemento Tempi Liberi: si tratterebbe di un’ evoluzione delle attuali 10 pagine, inserite all’ interno del Corriere il venerdì e il sabato, dedicate a viaggi, cucina, tecnologia, moda, design e costume. Questo dorso, se il progetto si concretizzerà nelle prossime settimane, dovrebbe essere allegato al quotidiano nella giornata di venerdì. A quel punto nel calendario delle uscite settimanali resterebbe scoperto solo il mercoledì. E al proposito in Rcs stanno valutando alcune opzioni. Al momento l’ ipotesi più accreditata riguarda un allegato, autonomo e gratuito, dedicato ai temi della salute e del benessere. Cairo, come era facilmente prevedibile, punta all’en plein sulla carta. Una strategia che potrebbe pagare per avvicinare nuovi pubblici con prodotti verticali dedicati ad hoc per i quali le persone siano disposte ad acquistare il giornale per avere l’allegato, un po’ come succedeva una decina di anni fa con Nova24 per il quotidiano di Confindustria prima che fosse travolto, anche, da “tentazioni” generaliste.
  • Risorse Preziose – Da qualche tempo l’amico Bernardo Mannelli ha aperto un sito, ed una pagina Facebook, dedicata ai tool, a tutto quello, free o freemium, che può servire nella cassetta degli attrezzi di chi utilizza per scopi professionali la Rete. Sul sito i tool sono suddivisi per categoria e ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le esigenze. Si va dal content marketing alla contabilità passando per project management e social media. La pagina Facebook ha il pregio di raccogliere anche contributi esterni che vanno ad arricchire la già ampissima offerta. Un ottimo lavoro di content curation che fornisce risorse preziose.
  • Il tuo Plagio è come un Rock – Dagospia, testata che vive di copia-incolla di contenuti altrui, che non si capisce come mai nessuno dichiari “sito pirata”, o forse si, ripronone un articolo pubblicato su La Verità dal giornalista e conduttore televisivo italiano Antonello Piroso dal quale emergerebbero inquietanti accuse di plagio a carico di alcune delle principali firme del giornalismo notrano.  Infatti, secondo quanto riportato, sia Travaglio che Gramellini trarrebbero abbondantemente spunto, per così dire, da altre fonti. Il Direttore de il Fatto Quotidiano attingerebbe a mani basse dalla rubrica di @nonleggerlo, che tiene da anni una rassegna stampa sul sito dell’ Espresso, lo Stupidario, 25 frasi tra le più stravaganti della settimana, messe in rete il venerdì. Rubrica che parrebbe essere stata fonte dalla quale prelevare contenuti anche da parte dell’attuale editorialista del CorSera ai tempi della sua rubrica “Buongiorno” per la Stampa. Ce n’è anche  per Mentana che sarebbe colpevole di non essere colui che ha coniato il termine “webete”. Già che un sito che vive, come detto, di copia-incolla pubblichi un articolo in cui si biasima quanto pratica quotidianamente sarebbe divertente. Lo è ancora di più leggendo nel dettaglio l’articolo che pare costruito ad hoc per scalfire l’immagine di giornalisti “rivali” del quotidiano di Belpietro. L’ossimoro dell’ossimoro che nasce dalla “madre di tutti gli ossimori”, quello di una testata il cui nome è un ossimoro editoriale.
  • Rapporto Coop 2017 – Presentata l’anteprima digitale dell’indagine annuale sui mutamenti delle famiglie, tra andamento dei consumi, scelte alimentari ed evoluzione del retail. Per quanto riguarda l’area tech, secondo quanto riassume la testata specializzata Mark Up, gli italiani attendono impazienti l’arrivo delle tecnologie di prossima generazione. Primi in Europa per la voglia di provare l’auto a guida autonoma [il 49% non avrebbe problemi a viaggiarci], il 68% sarebbe addirittura disposto a farsi curare da un robot piuttosto che da un medico, sembrano invece non temere i rischi che industria 4.0 e on demand economy potranno produrre sul loro lavoro: qui sono gli ultimi in Europa. Infatti si dichiara preoccupato solo il 70% a fronte di un ben più consapevole 90% di spagnoli, di un 74% di tedeschi e di un 73% di francesi. Ciò a cui aspirano è un lavoro più smart, con maggiore flessibilità oraria, che consenta di lavorare da casa e lasci spazio alla partecipazione e a nuove forme di welfare aziendale. Tra le forme di lavoro più innovative il Rapporto ha esaminato in via sperimentale alcune forme di economia dei “lavoretti”. La “gig economy” se opportunamente regolamentata può diventare un’utile integrazione al reddito per le famiglie. Adesso sapete cosa dovete assolutamente leggere questo weekend per capire come si evolve il notro Paese.
  • Piattaforme Social & News – Pubblicato l’aggiornamento al 2017 del Pew Research Center Journalism & Media su piattaforme social e fruizione dell’informazione. Anche se lo studio, condotto ad Agosto di quest’anno, si riferisce agli statunitensi emergono comunque elementi d’interesse anche per il nostro Paese. Continua a crescere la fruzione d’informazione attraverso i social che ora pesano complessivamente il 67% [erano 62% nel 2016]. Twitter diviene sempre più newswire e viene dunque utilizzato in maniera crescente in tal senso con un aumento di 15 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. È invece pressochè stabile l’uso di Facebook come fonte di notizie. Il social network più popoloso del pianeta è però la piattaforma social dalla quale le persone maggiormente cliccano per visitare i siti di news, mentre negli altri social [Twitter ma anche YouTube e LinkedIn] le persone tendono a restare al loro interno senza quasi cliccare sui link per leggere le notizie sui siti web dei publisher, delle testate online. Una tendenza che chiunque, banalmente, gestisca un sito web ben conosce e che contribuisce a spiegare il rapporto amore-odio tra gli editori e Facebook.

 

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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