Content Marketing: Opportunità per Brand & Publisher

Le logiche push non funzionano, o comunque funzionano sempre meno ed hanno un grado di efficienza, in termini di rapporto tra livello di investimento e resa, e di efficacia, sempre più ridotto. Da tempo dunque, come noto, gli sforzi sono sempre più concentrati su logiche di pull, di attrazione, che normalmente vengono raccolte sotto la denominazione di content marketing, di produzione dei contenuti che attirino il pubblico di riferimento ai brand che li producono, o che ovviamente se li fanno produrre da agenzie ad hoc. Ambito che, per inciso, rientra tra i servizi che forniamo come CommunicationFactor[Y].

La ricerca condotta a livello internazionale da PQMedia sugli investimenti in content marketing aiuta a capire meglio quanto sia effettivamente l’effort in termini di investimenti in quest’area e quali al suo interno le diverse tipologie che hanno maggior peso.

Negli ultimi 5 anni gli investimenti in content marketing sono cresciuti mediamente il triplo di quelli in advertising e marketing “tradizionale”, e le proiezioni da qui al 2012 vedono una conferma di questa tendenza.

Dai dati della terza edizione di Global Content Marketing Forecast 2017, pubblicati in questi giorni, emerge come nel 2016 gli investimenti, intesi come i ricavi generati dalle agenzie specializzate in quest’ambito, siano stati 28.1 miliardi di dollari [pari a circa 23.6 miliardi di euro]. Di questi la maggioranza, il 52.3% sono stati allocati da imprese operanti nel B2B. Tuttavia il B2C è cresciuto a tassi superiori del B2B, anche se per entrambi i segmenti il tasso di sviluppo è a doppia cifra.

Il segmento, l’area sulla quale le imprese investono maggiormente è “branded print & digital magazines” per i quali sono stati investiti nel 2016 14.8 miliardi di dollari, pari al 52.7% del totale degli investimenti in content marketing. Ambito al quale ci si riferisce solitamente come brand journalism al quale abbiamo dedicato un “mini-report“, ad inizio di Agosto, con focus sulla realtà italiana che non ne esce proprio bene, diciamo, ma l’impressione è che i progetti sviluppati nel nostro Paese in tale senso siano troppo “ingessati” da logiche aziendali che producono prodotti editoriali che attirano poco le persone.

Il digital-only content marketing, che include branded webinars & online presentations, social media & visual content, sponsored guest posts & articoli, è stato il segmento più dinamico con una crescita del 24.4% che ha portato il livello di investimenti in quest’ambito specifico a 8.8 miliardi di dollari [31.1% del totale 2016].

Insomma, il content marketing, se fatto bene, ça va sans dire, funziona, e le aziende, di qualunque settore/mercato, ci investono. Si tratta da un lato della conferma di come le logiche di relazione tra imprese, brand, organizzazioni siano profondamente cambiate nell’ultimo lustro, e siano ancora in rapida e forte evoluzione e, dall’altro lato, di un  evidente segnale che esiste una chiara opportunità in tal senso per i publisher che sapranno coglierla.

Social

Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
Social

Latest posts by Pier Luca Santoro (see all)

About Pier Luca Santoro 3059 Articoli
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

Commenta per primo

Lascia un commento