Case Study Analisi dei Social per #BuondiMotta

Il “caso” Mot­ta, se così si può defi­ni­re, tie­ne ormai ban­co da diver­si gior­ni. Sono sta­ti diver­si gli esper­ti, e non, a espri­me­re opi­nio­ni e posi­zio­ni rispet­to a una cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria che ha fat­to sicu­ra­men­te discu­te­re.

Spes­so e volen­tie­ri, però, le stes­se posi­zio­ni sono umo­ra­li e dovu­te prin­ci­pal­men­te al sen­ti­re per­so­na­le — sacro­san­to — non suf­fi­cien­te ad ave­re una visio­ne d’insieme.

Appa­ren­te­men­te la pub­bli­ci­tà sem­bra divi­de­re il pub­bli­co su posi­zio­ni pro-con­tro che, lascia­te­ci dire, è una con­sue­tu­di­ne sem­pre più radi­ca­ta e che, per cer­ti ver­si, spes­so impo­ve­ri­sce ogni gene­re di discus­sio­ne, che si con­fi­gu­ra sem­pre più come un con­fron­to di trin­cea.

Abbia­mo quin­di deci­so di anda­re anzi­tut­to a deli­nea­re un qua­dro gene­ri­co dell’evento, visua­liz­zan­do nei gra­fi­ci che seguo­no il clu­ster del­le con­ver­sa­zio­ni su Twit­ter, che ci aiu­ta­no a com­pren­de­re quan­to inve­ce il dibat­ti­to onli­ne pos­sa esse­re più vario e den­so di nume­ro­se sfu­ma­tu­re.

Seb­be­ne i con­te­nu­ti pos­sa­no risul­ta­re vaga­men­te con­fu­sio­na­ri, è abba­stan­za faci­le nota­re come ci sia comun­que una pre­sen­za di diver­si cam­pi seman­ti­ci. La discus­sio­ne rim­bal­za dai sog­get­ti del­lo spot: aste­roi­di, bam­bi­na etc, fino a com­pa­ra­zio­ni con altre pub­bli­ci­tà e altri sog­get­ti: “dino­sau­ro”, “muli­no”, fino a espres­sio­ni di dis­sen­so più o meno pale­si.

Com­ples­si­va­men­te, al momen­to del­la reda­zio­ne di que­sto arti­co­lo, le men­tion sui social per #Buon­di­Mot­ta sono sta­te 18.232. Il pic­co mas­si­mo è sta­to tra le 15 e le 16 del 02 Set­tem­bre scor­so men­tre ora, come mostra il gra­fi­co di sin­te­si sot­to­stan­te, l’interesse e ela par­te­ci­pa­zio­ne stan­no via via sce­man­do.

Que­sto gra­fi­co rap­pre­sen­ta un inte­res­san­te intro­du­zio­ne all’analisi qua­li­ta­ti­va che sia­mo anda­ti a con­dur­re su Face­book, per­ché intro­du­ce dei temi che, for­se ina­spet­ta­ta­men­te, sem­bra­no rac­co­glie­re una buo­na quo­ta di ade­sio­ni.

Alcu­ni si evin­co­no già dai top post per enga­ge­ment di , che vedo­no nell’ordine:

Le Fra­si di Osho, con un video iro­ni­co che ha come pro­ta­go­ni­sta la bam­bi­na, con un epi­lo­go diver­so

 

 

Il docen­te Maria­no Dot­to, che esten­de lo sguar­do cri­ti­co oltre lo spot, inve­sten­do l’altra par­te di tv su cui le con­si­de­ra­zio­ni, inve­ce, sem­bra­no esse­re deci­sa­men­te meno di inte­res­se pub­bli­co.

 

 

Fran­ce­sco Giam­blan­co, che apre un fron­te che vedre­mo ripre­so su Face­book

 

 

Sia­mo quin­di pas­sa­ti ad effet­tua­re una demo di ana­li­si qua­li­ta­ti­va su Face­book, andan­do a pro­ces­sa­re con algo­rit­mi lin­gui­sti­ci i con­te­nu­ti del­le con­ver­sa­zio­ni tenu­te­si sul­la pagi­na uffi­cia­le di Mot­ta.

Come anti­ci­pa­to, abbia­mo scel­to di tener­ci a debi­ta distan­za dal­le pola­riz­za­zio­ni di sor­ta, andan­do quin­di ad evi­ta­re un’analisi di sen­ti­ment, ma abbia­mo pre­fe­ri­to entra­re nel meri­to dei con­te­nu­ti. A par­ti­re da 5.500 com­men­ti abbia­mo scel­to di indi­vi­dua­re i 4 main topic, che potreb­be­ro esse­re ulte­rior­men­te appro­fon­di­ti nel­le loro sfu­ma­tu­re.

I risul­ta­ti van­no sin­go­lar­men­te inter­pre­ta­ti:

Topic 1:
Rile­van­za: 64,31%
Tito­lo: Pub­bli­ci­tà / iro­nia

In que­sto topic si discu­te ampia­men­te del­la pub­bli­ci­tà in gene­ra­le. Si trat­ta del topic che aggre­ga prin­ci­pal­men­te le con­ver­sa­zio­ni intor­no ai sog­get­ti coin­vol­ti: la bam­bi­na, la madre e suc­ces­si­va­men­te il padre. Sicu­ra­men­te in que­sto topic si divi­do­no le posi­zio­ni pro-con­tro ma, a dire il vero, sono più i com­pli­men­ti e l’invito [agli altri] ad accet­ta­re l’ironia, che altro.

Topic 2:
Rile­van­za 19,21%
Col­pi­re la bam­bi­na

Il Topic 2, seb­be­ne il tito­lo pos­sa desta­re inquie­tu­di­ne, è in un cer­to sen­so in con­ti­nui­tà con il tweet pro­po­sto da “Le Fra­si di Osho”. I com­men­ta­to­ri met­to­no in evi­den­za il com­por­ta­men­to, a quan­to pare, fasti­dio­so del­la bam­bi­na, pro­du­cen­do una serie di com­men­ti (non tec­ni­ca­men­te) foto­co­pia per la serie “pote­va col­pi­re la bam­bi­na l’asteroide!”.

A onor del vero, que­sto tipo di com­men­to, è spes­so rife­ri­to ai com­men­ta­to­ri con­tra­ri, e invo­ca­to come meto­do per “far­li rosi­ca­re”. Si, non si trat­ta esat­ta­men­te di con­ver­sa­zio­ni dall’alto spes­so­re mora­le o dal­la matu­ri­tà spin­ta, eh!

Topic 3:
Rile­van­za: 9,58%
Tito­lo: Con­sue­tu­di­ne del­la vio­len­za in tv

Que­sto è a mio avvi­so il clu­ster più inte­res­san­te, il ché non vuol dire che sia con­di­vi­si­bi­le. Una buo­na quo­ta di com­men­ta­to­ri pone l’accento sui pre­ce­den­ti sto­ri­ci, se così pos­sia­mo defi­nir­li. In par­ti­co­lar modo si fa rife­ri­men­to a diver­si pro­dot­ti deci­sa­men­te in voga, dal più recen­te Game of Thro­nes ai sem­pre ver­di Tom&Jerry e Wil­ly il Coyo­te.

Si trat­ta ine­vi­ta­bil­men­te di un modo per por­re in evi­den­za come la tv abbia dei pre­ce­den­ti, quo­ta­ti e di suc­ces­so, di for­mat deli­be­ra­ta­men­te vio­len­ti che non susci­ta­no esat­ta­men­te lo stes­so tipo di rea­zio­ni indi­gna­te. In par­ti­co­lar modo, nel caso di Tom&Jerry e Wil­ly il Coyo­te, par­lia­mo di car­to­ni ani­ma­ti e quin­di, a dif­fe­ren­za di Game of Thro­nes, rivol­ti a un pub­bli­co non adul­to.

Toi­pc 4:
Rile­van­za: 6,89%
Tito­lo: Muli­no Bian­co [“sie­te abi­tua­ti a…”]

Anche in que­sto caso, il topic è anti­ci­pa­to dal tweet di cui sopra [e non si esclu­de la dina­mi­ca dell’influenza].
Una quo­ta non tra­scu­ra­bi­le di com­men­ta­to­ri pone in evi­den­za come il for­mat del­la fami­glia feli­ce, radi­ca­to e con­so­li­da­to nel­la pub­bli­ci­tà ita­lia­na con l’esempio del­la muli­no bian­co a fare da esem­pio emble­ma­ti­co, pos­sa aver stan­ca­to. Si trat­ta anche in que­sto caso di un clu­ster tema­ti­co che ten­de a por­si a dife­sa del­la scel­ta di Saat­chi & Saat­chi nel­la sce­neg­gia­tu­ra del­lo spot per Mot­ta.

Que­sta ana­li­si rap­pre­sen­ta chia­ra­men­te una demo, basa­ta su un cam­pio­ne di com­men­ti inte­res­san­te ma non suf­fi­cien­te ad anda­re a fon­do in un’esplorazione più capil­la­re, che ci con­sen­ti­reb­be di capi­re meglio le sfu­ma­tu­re, anzi­tut­to, di cia­scun topic, ma anche in sen­so più ampio, come sia­mo soli­ti fare quan­do ce le com­mis­sio­na­no i nostri clien­ti [se vuoi appro­fon­di­re con­tat­ta­ci]

Non è asso­lu­ta­men­te da esclu­de­re, anzi è da pre­ven­ti­va­re, un ulti­mo epi­so­dio del­la saga che pon­ga fine alla nar­ra­zio­ne che ha desta­to ine­vi­ta­bil­men­te mol­to inte­res­se. Nell’eventualità che i volu­mi di con­ver­sa­zio­ne si faces­se­ro più inte­res­san­ti, non esclu­dia­mo di pro­ce­de­re a ulte­rio­ri appro­fon­di­men­ti.

Pierluigi Vitale

Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
Pierluigi Vitale
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Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.

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