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Una sele­zione ragio­nata del­le noti­zie su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere, com­men­ta­te.

  • Quan­to con­ta lo sti­le di un gior­na­le — Nes­su­no, fat­ta ecce­zio­ne per qual­che media nerd, men­tre leg­ge un arti­co­lo si met­te a pen­sa­re “si vede pro­prio che è sta­to scrit­to così e cosà”, però alla lun­ga il lin­guag­gio e lo sti­le si con­so­li­da­no e, alme­no agli occhi del let­to­re abi­tua­le, con­tri­bui­sco­no a costrui­re un brand, un’identità. Come le testa­te, in Ita­lia e all’estero, si costrui­sco­no un’identità, o meno, a par­ti­re dal­la lin­gua, spie­ga­to bene.
  • Caval­li di Tro­ia di Face­book — Face­book annun­cia l’introduzione di una nuo­va fun­zio­ne che, secon­do Mark Zuc­ker­berg, dovreb­be aiu­ta­re a “sal­va­re il gior­na­li­smo”. Ne sia­mo dav­ve­ro sicu­ri? Il con­di­zio­na­le è dav­ve­ro d’obbligo per­ché, a giu­di­ca­re dal­le pre­ce­den­ti ini­zia­ti­ve pre­sen­ta­te sot­to la stes­sa ban­die­ra, vie­ne dif­fi­ci­le cre­de­re che die­tro gli annun­ci pub­bli­ci­ta­ri non si celi una stra­te­gia miran­te a tutt’altro obiet­ti­vo. Quel­lo dei paga­men­ti elet­tro­ni­ci è un mer­ca­to dal­le poten­zia­li­tà incre­di­bi­li non solo per gli enor­mi fat­tu­ra­ti, ma per la pos­si­bi­li­tà di gesti­re e con­trol­la­re i flus­si eco­no­mi­ci e di pene­tra­re i mer­ca­ti. Quel­lo che da anni pro­via­mo a dire qui su Data­Me­dia­Hub spie­ga­to in sin­te­si. Fate vobis…
  • Pic­co­le silen­zio­se rivo­lu­zio­ni — Nell’ultima anco­ra qua­si son­ne­chian­te set­ti­ma­na di Ago­sto, La Stam­pa da qual­che gior­no sta pub­bli­can­do quo­ti­dia­na­men­te onli­ne su Face­book il video nel qua­le al ter­mi­ne del­la riu­nio­ne di reda­zio­ne del mat­ti­no, alla qua­le ho avu­to l’onore e il pia­ce­re di par­te­ci­pa­re per alcu­ni mesi,  il capo­re­dat­to­re cen­tra­le Fla­vio Coraz­za rac­con­ta il gior­na­le che nasce, pre­sen­tan­do il timo­ne del­le 12:30. Bel­la ini­zia­ti­va che infat­ti a giu­di­ca­re da com­men­ti e nume­ro di visua­liz­za­zio­ni sta incon­tran­do il favo­re dell’audience poten­zia­le, del­la fan­ba­se del gior­na­le. Se pos­so for­mu­la­re un mini­mo sug­ge­ri­men­to ai miei ex col­le­ghi, direi di con­ti­nua­re così però sul sito del gior­na­le inve­ce che sul social più popo­lo­so del pia­ne­ta.
  • Bufa­le quo­ti­dia­ne — La Rete, ed i social in par­ti­co­la­re, sono ormai da tem­po sul ban­co degli impu­ta­ti accu­sa­ti di dif­fon­de­re bufa­le, fake news come ormai si suol dire. Una teo­ria che ovvia­men­te vede gior­na­li e gior­na­li­sti di mez­zo mon­do a soste­ner­la pour cau­se nel ten­ta­ti­vo di man­te­ne­re uno sta­tus quo che è sem­pre più fle­bi­le. Ebbe­ne, secon­do quan­to ripor­ta­to, sia­mo di fron­te ad un cla­mo­ro­so caso si bufa­la dif­fu­sa da quel­lo che è con­si­de­ra­to uno dei quo­ti­dia­ni più auto­re­vo­li al mon­do la cui noti­zia è sta­ta ripre­sa pra­ti­ca­men­te da tut­ti i media del pia­ne­ta, com­pre­si quel­li ita­lia­ni natu­ral­men­te. Il caso del­la bim­ba cri­stia­na affi­da­ta ad una fami­glia musul­ma­na, man mano che sono emer­si più det­ta­gli, che han­no for­ni­to un qua­dro più com­ple­to del­la situa­zio­ne e aiu­ta­to a far­si un’idea più chia­ra di tut­to, ci si è accor­ti che l’articolo non era strut­tu­ra­to per ade­ri­re a cri­te­ri gior­na­li­sti­ci ma più per crea­re scal­po­re e quin­di discus­sio­ni e più ven­di­te e traf­fi­co onli­ne. I media svol­go­no un ruo­lo essen­zia­le nel­la for­ma­zio­ne di una sana demo­cra­zia e nel­la pro­mo­zio­ne del­la respon­sa­bi­li­tà, ma allo stes­so tem­po han­no il dove­re di ripor­ta­re le noti­zie in modo equi­li­bra­to e respon­sa­bi­le. Fin­chè con­ti­nue­ran­no ad inse­gui­re l’ultimo click e/o ad esse­re vei­co­lo di odio raz­zia­le sono desti­na­ti al bara­tro, al fal­li­men­to come i dati dimo­stra­no.
  • Il wee­kend sul­la car­ta — Il grup­po edi­to­ria­le GRPCOM, che pub­bli­ca il mag­gior quo­ti­dia­no del­lo sta­to bra­si­lia­no del Para­nà, la Gaze­ta do Povo, ha deci­so che la pub­bli­ca­zio­ne sarà dispo­ni­bi­le sol­tan­to in for­ma­to digi­ta­le duran­te i gior­ni feria­li, men­tre si con­ti­nue­rà a pub­bli­ca­re una edi­zio­ne car­ta­cea nei fine set­ti­ma­na. Nono­stan­te l’edizione stam­pa­ta fos­se anco­ra eco­no­mi­ca­men­te soste­ni­bi­le, il trend indi­ca­va chia­ra­men­te la cre­sci­ta di impor­tan­za del­le edi­zio­ni onli­ne. «Di gior­no si leg­go­no le noti­zie su uno scher­mo, spor­gen­do­si in avan­ti – ha dichia­ra­to Gui­lher­me Cun­ha Perei­ra, pre­si­den­te di GRPCOM – nel fine set­ti­ma­na, quan­do si ha pù tem­po, si leg­ge appog­gian­do­si all’indietro». Tra gli abbo­na­ti al quo­ti­dia­no il cam­bio è sta­to abba­stan­za ben accol­to: solo l’8% infat­ti, quan­do ad Apri­le è sta­to comu­ni­ca­to il cam­bia­men­to, han­no deci­so di non pas­sa­re all’abbonamento digi­ta­le.  Pren­de­re nota, gra­zie.
  • Respon­sa­bi­li­tà socia­le d’impresa — L’Oréal ha pub­bli­ca­to la pro­pria poli­ti­ca sui dirit­ti uma­ni per con­di­vi­de­re con i con­su­ma­to­ri, gli sta­ke­hol­der e la socie­tà civi­le gli impe­gni che si è assun­ta, oltre a spie­ga­re più chia­ra­men­te come ven­ga­no con­cre­tiz­za­ti. L’Oréal rico­no­sce come pro­prio il dove­re di indi­vi­dua­re e gesti­re qua­lun­que impat­to, effet­ti­vo o poten­zia­le, lesi­vo dei dirit­ti uma­ni e ricon­du­ci­bi­le al Grup­po per le atti­vi­tà svol­te e i rap­por­ti com­mer­cia­li instau­ra­ti. Nei pros­si­mi mesi ver­rà isti­tui­to un Comi­ta­to per i Dirit­ti Uma­ni, pre­sie­du­to dal SVP & Chief Ethics Offi­cer di L’Oréal e costi­tui­to dai rap­pre­sen­tan­ti di diver­se aree ope­ra­ti­ve, fun­zio­ni e regio­ni geo­gra­fi­che. In un’ottica di tra­spa­ren­za L’Oréal si impe­gna altre­sì a ren­de­re noti i pro­gres­si otte­nu­ti e le sfi­de intra­pre­se. Ben­ch­mark.
  • Un uovo di Colom­bo ammac­ca­to — Chia­ma­ta in cau­sa sem­pre con più insi­sten­za dai Gover­ni di mez­zo mon­do per­ché con­tra­sti con più deter­mi­na­zio­ne il feno­me­no ormai uni­ver­sal­men­te bat­tez­za­to – non sen­za una cer­ta appros­si­ma­zio­ne – “fake news”, il 28 ago­sto, Face­book ha annun­cia­to un nuo­vo giro di vite con­tro quel­le che, più cor­ret­ta­men­te, defi­ni­sce “fal­se news” o, meglio, con­tro chi le dif­fon­de in manie­ra siste­ma­ti­ca. Sia­mo, anco­ra una vol­ta, davan­ti a una for­ma di pri­va­tiz­za­zio­ne del­la giu­sti­zia: un sog­get­to pri­va­to – per di più in una posi­zio­ne ine­qui­vo­ca­bil­men­te domi­nan­te nel mer­ca­to del­la pub­bli­ci­tà e del­la dif­fu­sio­ne del­le infor­ma­zio­ni – che si ritro­va a adot­ta­re san­zio­ni di carat­te­re com­mer­cia­le con­tro que­sto o quel sog­get­to in manie­ra del tut­to auto­no­ma, in con­se­guen­za sem­pli­ce­men­te di una valu­ta­zio­ne di un’agenzia di fact chec­king – a sua vol­ta un sog­get­to pri­va­to – che è, più o meno, un suo for­ni­to­re di ser­vi­zi e che, in ogni caso, sta sul mer­ca­to ed il cui agi­re è, quin­di, ine­so­ra­bil­men­te con­di­zio­na­bi­le dal­le logi­che del mer­ca­to. Avan­ti così ver­so l’autodistruzione…

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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