Quanto hanno venduto i quotidiani italiani nei primi 6 mesi dell’anno?

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Con la pubblicazione dei dati di giugno da parte di Ads torniamo a fare un analisi sui volumi di vendita dei quotidiani italiani, questa volta con una massa critica ancora più interessante visto che analizzeremo le tendenze della prima metà dell'anno. Come al solito prendiamo in considerazione i dati relativi al venduto (carta + digitale).

Volumi complessivi di vendita
Se prendiamo in considerazione il volume totale di tutte le testate censite da Ads e lo confrontiamo con quello dei primi sei mesi dello scorso anno dobbiamo registrare una flessione complessiva di 47,4 milioni di copie pari a un -9,4%. In media il volume del venduto dei quotidiani è calato di quasi 8 milioni di copie al mese. C'è da dire che questa flessione si registra anche se le testate censite da Ads nel 2017 sono 61 mentre nel 2016 erano 59 ed inoltre da maggio di quest'anno Ads è tornata a conteggiare, alla voce “totale vendita (carta+digitale)”, le copie digitali vendute in abbinamento (ma solo quelle a un costo superiore al 30% del prezzo di copertina).

Chi guadagna...
La testata economica Italia Oggi è quella che, secondo i dati Ads, guadagna più copie vendute 477.430 (+12%) rispetto ai primi sei mesi del 2016 seguita da un giornale locale come il Corriere Adriatico con una cifra del tutto simile: 475.248 (+23%). Al terzo posto di questa classifica Il Fatto Quotidiano che guadagna 361.295 copie sul 2016 (+5,4%).

Complessivamente sono solo 6 su 59 le testate con segno positivo rispetto al 2016 se si comprendono nel conteggio anche l'edizione del lunedì della Gazzetta dello Sport e l'edizione del sabato del Quotidiano della Sicilia.

… e chi perde copie vendute
Come volume totale il Corsera è quello che registra la flessione maggiore 10,5 milioni di copie nei sei mesi (-17,8%) seguito da Repubblica 9 milioni di copie (-18,4%) e il Sole 24 ore 6,1 milioni di copie (-19%). C'è da dire che come tendenza rispetto ai dati dei primi quattro mesi il Corsera rallenta la decrescita (il valore complessivo gennaio-aprile era a -19,1%) Repubblica resta invariata e il Sole peggiora il 17,3% dei primi quattro mesi dell'anno.

Libero, Il Giornale e la Verità
A livello percentuale la flessione più evidente è quella di Libero -40,8% (ma il bilancio dei primi quattro mesi era ancora peggiore -43,7%) per un totale di 3,1 milioni di copie vendute in meno nei sei mesi. Guardando a testate con linea editoriale simile anche il Giornale perde parecchio -17,9% (ovvero 2,4 milioni copie).

C'è da dire che queste flessioni così pronunciate sono con ogni probabilità dovute a una testata come La Verità lanciata quest'anno che guarda a una audience del tutto simile agli altri due quotidiani. Se però confrontiamo i dati dei primi sei mesi del 2016 del Giornale e di Libero vediamo che la loro somma sul venduto complessivo è di 21 milioni.

Se guardiamo al 2017 e aggreghiamo sia Libero che il Giornale ma anche i primi sei mesi della Verità (3,6 milioni di copie 23.615 copie medie nel periodo) la somma del venduto è di 19,1 milioni di copie: in pratica le tre testate assieme registrano una flessione di 1,9 milioni di copie (-9,1%) rispetto al dato di pari periodo dei soli Libero e Giornale nell'anno precedente. Da questi numeri quindi sembra che la nuova iniziativa editoriale di Belpietro non abbia trovato nuovi lettori ma semmai abbia pescato dentro un'audience definita (e in flessione di circa il 9/10% annui).

L'insostenibile pesantezza dei "top 4"
È un dato che abbiamo già messo in evidenza ma ha assolutamente valore farlo anche qui perché a nostro giudizio particolarmente significativo: la flessione complessiva del venduto dei primi quattro quotidiani italiani (Corsera, Repubblica, Sole e Stampa) pesa sul totale per il 54% nonostante il loro peso sul venduto complessivo sia “solo” del 34%.

Di contro, ovviamente, il resto delle altre 55 testate con le quali è possibile fare un raffronto con 2016, pur avendo un peso sul venduto doppio rispetto ai "top 4" il loro peso sulla decrescita è nettamente inferiore (46%).

Per il download del set dati cliccare qui (Google Drive)

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Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".
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