Che fine ha fatto L’Unità?

Il 2017, non era iniziato bene per l’Unità, con la scomparsa dell’archivio, pour cause, che da allora è possibile visualizzare esclusivamente utilizzando Tor [che potete scaricarvi da qui]

L’ultima copia di quello che era il giornale di Gramsci – che a occhio e croce, secondo me, si starà rivoltando nella tomba, anche per il triste destino del quotidiano da lui fondato – porta la data del 03/06/2017. Dopo quel giorno  lo storico quotidiano del Partito Democratico [a oggi ancora nel capitale, seppur con una partecipazione simbolica e con rapporti non proprio idilliaci con la nuova proprietà, diciamo] ha proseguito per un certo periodo nella sola edizione online per poi cessare completamente le pubblicazioni nel silenzio generale il 31 Luglio scorso complice la “pausa estiva”.

Da allora digitando i domini unita.it e/o unita.tv, dominio quest’ultimo che curiosamente, diciamo, faceva capo al PD ma utilizzava il marchio dei Pessina-Stefanelli, attraverso un redirect automatico [provare per credere] si viene, appunto, reindirizzati a democratica.info brand lanciato durante gli ultimi giorni della crisi de l’Unità. PDF di nove pagine che è fermo anche in questo caso al 28 Luglio scorso mentre sul sito vi è apposta una nota che recita «La redazione di Democratica è al lavoro, anche ad Agosto, per il nuovo sito di informazione e discussione che nasce sulla base della bella esperienza di Unita.tv. Da Lunedì 4 settembre troverete qui uno spazio più bello e inclusivo dove partecipare ogni giorno all’attività politica del PD, leggere Democratica, seguire la rassegna stampa di OreNove e gli approfondimenti di TerrazzaPD. Nel frattempo vi chiediamo di farci avere le vostre idee e i vostri suggerimenti, per rendere questa casa ancora più solida e trasparente. È un lavoro comune, che stiamo realizzando insieme a voi. Grazie e a presto. Democratica».

La rassegna stampa di OreNove e gli “approfondimenti” di TerrazzaPD, sono entrambi fermi anche in questo caso al 28/07 scorso, a conferma di quanto confusa sia la strategia di comunicazione, per così dire, del PD, mentre la generica richiesta di far avere le idee e suggerimenti trova come canale di comunicazione il BOT di Facebook Messenger o un numero telefonico a cui comunicare tramite WhatsApp.  Insomma, il vuoto pneumatico, per dirla in una battuta.

 

Secondo quanto riportato pare che dal 1° luglio scorso i circa 30 giornalisti de l’Unità, per 24 mesi siano stati messi in cassa integrazione e che vi sia un piano di rilancio  che non comprende la carta stampata ma solo l’online rilanciando  il dominio unita.it, sotto la direzione di Sergio Staino con il contributo di solamente 4-5 giornalisti [più un vicedirettore e una segretaria di redazione].

Persino gli ex Unità, vicini a Bersani e D’ Alema, stanno per lanciare la loro testata con Pietro Spataro [ex vicedirettore del giornale]: “Striscia Rossa” [sempre online per tenere i costi bassi]. E, siccome la vita dell’ Unità non è mai semplice, gli attuali editori giocano al rilancio anche se in parallelo hanno ricevuto offerte per cedere la testata. Offerte al momento non andate in porto. In aggiunta, per il prossimo mese, c’ è da pagare l’ ultima tranche di circa 3.5 milioni di euro per l’ acquisto della testata dal -precedente – fallimento. Altrimenti, per Pessina-Stefanelli, scatterà la fideiussione bancaria.

Dall’inizio del secolo, dal 2000, ad oggi il quotidiano ha ricevuto circa 80 milioni di contributi diretti [79.7 per l’esattezza] con il picco massimo nel 2003, anno nel quale furono stanziati ben 6.8 milioni di euro in favore del giornale. Finanziamenti che pur calando progressivamente dal 2010 in poi per arrivare a 1.9 milioni del 2014, anno nel quale, lo ricordiamo, il 31 luglio il giornale cessò le pubblicazioni [e dunque l’importo va considerato in riferimento ai soli 7 mesi dell’anno] sino al suo rilancio, o supposto tale, dal 30 giugno del 2015, per poi chiudere nuovamente questo Luglio a meno di 24 mesi di distanza.

La confusione è totale, la situazione dunque NON è eccellente, contrariamente a quanto diceva in una sua celebre frase il “timoniere” cinese. Sigh!

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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