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20 Anni di Vendite dei Quotidiani in Italia

Oltre all’idea, sbagliata, che sia la gratuità di Internet ad aver compromesso il buon andamento dell’ex industria dell’informazione, è radicata altrettanto la credenza che più in generale sia la Rete la causa di fondo di tutti i mali della carta stampata.

Per verificare la fondatezza, o meno, dell’ipotesi di lavoro, abbiamo pazientemente ricostruito l’andamento delle vendite annuali dei quotidiani dal 1998 a giorni nostri.

L’anno di massimo picco di vendite di giornali nel nostro Paese, nazione che come noto non ha mai avuto una popolazione con lettori forti di quotidiani [e neppure di libri, ahimè], è stato il 1990, anno dal quale in poi le vendite hanno cominciato a calare – tranne qualche minimo “rimbalzo” – costantemente come documenta il Rapporto Annuale sull’industria italiana dei quotidiani del 1996 [si veda in particolare pagina 15].

Dato che la dice lunga sulla questione se consideriamo che secondo i dati Istat – slide 14 – nel 2001 solamente circa un quarto delle famiglie aveva accesso ad Internet, utilizzava la Rete.  Anno in cui Repubblica annunciava trionfalmente che «la crisi dei quotidiani italiani è ormai alle spalle».

Sino al 2008, anno della grande crisi che continua ancora oggi, rispetto al 1998, anno già in calo come detto rispetto al picco del ’90, complice forse il mondiale di calcio nel nostro Paese,  il calo di vendite nel decennio era già del 19.6%.

Certo non vi è dubbio che dal 2009 in poi vi sia stata una forte accellerazione del calo di vendite dei quotidiani, con una perdita di 25.7 milioni di copie da allora al 2016, ma i segnali di una debacle erano già evidenti da tempo, come [di]mostrano i dati semplicemente si è scelto di ignorarli o di “medicarli”, per così dire, grazie alle vendite di collaterali [finche è durata anche quella ovviamente], ad esempio.

Insomma, per dirla in una battuta, mutuando quella celeberrima del recentemente scomparso Paolo Villaggio, che la crisi dei giornali sia colpa di Internet è come la corazzata Potëmkin. Ci siamo capiti.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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