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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere, commentate.

  • Privacy da Azzeccagarbugli - A volte ritornano. Il documento programmato sulla sicurezza era stato abolito nel 2012 perché catalogato tra gli adempimenti inutili. Ora si ripresenta tra gli adempimenti cui sono tenute tutte le imprese italiane. Anzi, gli obblighi sono addirittura raddoppiati perché, oltre a un documento di valutazione dei rischi, gli imprenditori dovranno preoccuparsi anche di un documento di valutazione di impatto privacy. Non è un caso se il mercato della consulenza professionale in questa materia è in piena effervescenza e si sta preparando a un 2017/2018 con i fuochi d’artificio. Gli adempimenti legati alla tutela della privacy  - di cui si fa molta fatica a comprendere l’utilità - sono numerosi: per esempio tutte le pubbliche amministrazioni e tutte le imprese private che trattano dati sensibili o che fanno azione di monitoraggio dovranno nominare il responsabile protezione dati [in mancanza sono previste sanzioni fino a 10 milioni o pari al 2% del fatturato]. In caso di furto di dati diventerà obbligatoria la notifica al garante della privacy e a tutti i diretti interessati, adempimento che oggi è richiesto solo nei casi più gravi. La gestione della privacy non è più uno scherzo. Dall'altro lato invece il diritto alla riservatezza della maggior parte delle persone è completamente azzerato quando si tratta di dati bancari, ormai tutti trasmessi in automatico all’anagrafe tributaria, ma consultabili da un numero sempre maggiore di pubbliche amministrazioni. Per non parlare poi dei dati personali disponibili su internet [magari messi inconsapevolmente dagli stessi interessati], sui quali si è sviluppato un mercato enorme a fini pubblicitari [con risultati che finiscono spesso per avvicinarsi allo stalking]. Di fronte a queste violazioni continue, plateali, istituzionali della privacy, gli adempimenti inutili caricati sulle spalle delle aziende, anche di minori dimensioni, danno l’impressione di assomigliare alla classica foglia di fico. Inutile e urticante. Ecco!
  • I conti Hearst Italia - Migliorano i conti del gruppo Hearst in Italia. Non tanto per merito della società principale, Hearst magazines Italia, che edita la gran parte delle riviste presenti sul mercato tricolore, e che ha ancora un risultato operativo 2016 negativo per un milione di euro. Quanto per effetto delle società partecipate: Hearst advertising worldwide [al 100%] che chiude l’ esercizio con 2 milioni di utile; m-Dis [10%] con 4,8 milioni di utile; Hearst Marie Claire Italia [49%] con 987 mila euro di utili. L’ unica partecipata in perdita nel 2016 è la Hearst Digital sa [la ex Hearst magazines Switzerland] con un rosso vicino ai 380 mila euro. I proventi da partecipazioni consentono quindi a Hearst Italia di presentare all’ azionista americano un esercizio 2016 con un fatturato complessivo in leggero calo rispetto ai 90 milioni di euro del 2015, ma con 1.93 milioni di euro di utili, in confronto ai 915 mila euro di perdite 2015. La crisi dell’ editoria sembra aggredire Hearst Italia meno di altri. Nel 2016 i ricavi diffusionali di Hearst magazines Italia  - Gioia, Gente, Elle, Cosmopolitan, esclusi quelli del sistema Marie Claire - sono pari a 19.4 milioni di euro [-8,5% sul 2015], quelli da pubblicità su carta però tengono [36.3 milioni, in linea col 2015], così come quelli da pubblicità digitale [4.7 mln, rispetto ai 4.6 mln del 2015]. Nel frattempo il personale del gruppo è calato a 336 unità nel 2016, con un numero di dirigenti rimasto inalterato [28], quattro giornalisti in meno [121] e impiegati e quadri a quota 187 unità [erano 193 nel 2015].
  • Solo il Pensiero Critico ci Salverà dalle Trappole del Virtuale - Qualcuno dice che la sovranità prepotente della tecnica, della tecnologia, della pratica digitale, la sovrabbondanza dei mezzi e la scarsità dei fini, la prevalenza del particolare e la trascuratezza della visione complessiva, stiano producendo, o abbiano già prodotto, un’atrofia del pensiero critico, della capacità di analisi e di discernimento, del confronto concreto e della integrazione delle idee, della riflessione e della consapevolezza nelle decisioni e nelle scelte. Qualcuno dice che si sta con gli occhi aperti ma che ci sta dormendo il cuore, che si guarda e non si vede, che si sente e non si ascolta. Potrebbe essere falso e potrebbe essere vero. Certo, una verità assoluta non esiste, per questo come per quasi tutto il resto. Spesso dipende da quello che ciascuno intende fare per gli altri e per se stesso. Non sono posizioni nuove, in fondo. Anzi, sono antiche. Quello che si pensa dipende esclusivamente da noi. Certo, si rivela sempre più necessario opporre resistenza, tentare di sottrarsi all’assedio della banalità, della superficialità, del chiacchiericcio, alle manipolazioni della realtà, agli inquinamenti della comunicazione, alle proposte di distorte visioni. Certo, occorre vigilare costantemente perché non diventi psicologicamente strutturale la confusione fra reale e virtuale, perché la dimensione della socialità non subisca ulteriori alterazioni trasformandoci in fantasmi che si agitano nei gruppi virtuali, perché la concretezza dell’esperienza non sia annullata dalla simulazione. Però si può fare. Le trasformazioni culturali si portano sempre dietro e dentro delle trappole che bisogna imparare a scansare. Soltanto analizzando, prevedendo, ragionando, confrontando, riflettendo, si può imparare a scansare le trappole. A volte si ha l’impressione che le trappole si siano moltiplicate, che siano diventate più ingegnose. A volte si ha l’impressione che le voci delle sirene dal falso canto ammaliante diventino sempre più forti, che i loro richiami si facciano più insistenti, più seducenti, che diventi sempre meno facile ignorarli. Probabilmente è vero. Ma è a questo punto, dentro questa situazione che il pensiero critico diventa ancora più necessario, indispensabile.
  • Instagram ha 15 Milioni di Profili Business - Se complessivamente gli account attivi mensilmente di Instagram hanno raggiunto i 700 milioni e le stories, copiate da Snapchat, lanciate esattamente un anno fa, hanno superato la "camera company" e raggiunto i 250 di utenti attivi quotidianamente, contro i 166 di Snapchat, è di questi giorni l'annuncio da parte della piattaforma social di foto [e naturalmente sempre più anche video] di aver raggiunto i 15 milioni di profili business. Sono invece 1 milione gli investitori pubblicitari, gli inserzionisti di Instagram; un quinto di quelli di Facebook allo stato attuale. La galassia di Facebook è sempre più totalizzante.
  • Contenuti Educativi su YouTube: Una Lezione per i Brand - Se pensate che i video sui gatti siano quelli più gettonati su YouTube, vi sbagliate. I video di istruzione e apprendimento registrano tempi di visualizzazione 4 volte superiori su questa piattaforma rispetto a quelli che hanno per protagonisti gli animali.1 In occasione della giornata nazionale dedicata agli insegnanti, Malik Ducard, Director of Family and Learning di YouTube, celebra l'ascesa dei cosiddetti "EduTuber", creatori di contenuti educativi, e parla degli spunti che possono trarne i brand. L'apprendimento non è solo un trend: è un tratto distintivo di YouTube. Ogni giorno su YouTube si registrano 500 milioni di visualizzazioni di contenuti relativi all'apprendimento. Gli utenti non si limitano però a guardare, si fanno anche coinvolgere: si registrano infatti 1000 condivisioni di video al giorno. Gli spettatori attingono a una raccolta di testi più ricca della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America. Quella di YouTube è però una struttura a livello globale: oltre il 50% dei video educativi vengono caricati al di fuori degli Stati Uniti.  Che cosa comportano questi dati per i brand e gli inserzionisti? Una volta individuato il modo in cui gli utenti acquisiscono informazioni su YouTube, i brand possono coinvolgere maggiormente gli spettatori proponendo contenuti e annunci educativi. Ecco tre insegnamenti che i brand possono trarre dai contenuti educativi su YouTube: 1. Partire dal divertimento, o "edu-tainment", intrattenimento educativo; 2. Entrare nello specifico con contenuti mirati a rafforzare una specializzazione; 3. Trovare il formato giusto: insegnare e imparare insieme, animazioni e altro ancora. Da tenere presente sia per il B2C che per il B2B.
  • Dai Big Data Nasce Airbnbmag - Non l’hanno scritto dei giornalisti robot ma tutti gli articoli di Airbnbmag sono stati suggeriti da un computer. Quello di Brian Chesky, cofondatore e a.d. della piattaforma online di case in affitto per brevi periodi. Il suo computer ha monitorato infatti su quali contenuti hanno cliccato maggiormente gli utenti di www.airbnb.com. Ne è nato un flusso di big data che ha guidato anche la strategia pubblicitaria, indirizzandosi verso istituti di credito e compagnie aeree, verso marchi della cosmesi o dell’ occhialeria. Ha debuttato così il primo numero di Airbnbmag, con una foliazione di 146 pagine e una tiratura complessiva di 350 mila copie [tra 50 mila in vendita in aeroporti ed edicole Usa, 200 mila distribuite gratuitamente agli iscritti più fedeli del portale e le restanti 100 mila inviate agli utenti che sono anche abbonati alle riviste americane di Hearst, casa editrice che cura l’ editing di Airbnbmag].  Per insegnare agli editori uso e valore dei big data ci è voluto, al solito, un "nemico", un OTT. Vediamo se stavolta imparano.
  • Investimenti Pubblicitari 1° Semestre - Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il primo semestre in lieve calo: -0,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento registra una contrazione del 3%, pari a circa cento milioni di euro in meno rispetto al periodo gennaio–giugno dell’anno scorso. Il singolo mese di giugno si attesta a -4.7% [-8.6% senza search e social].  Relativamente ai singoli mezzi, la tv chiude il semestre in calo dell’1,9%, condizionato da un mese di giugno particolarmente negativo [-10.9%]. L’andamento della stampa continua a essere negativo: nel singolo mese, i quotidiani e i magazine calano rispettivamente del 12.8% e dell’11.7%, portando il periodo cumulato rispettivamente a -10.8% e -7%. Prosegue invece il buon andamento della radio che chiude il primo semestre con una crescita del 5%, trainata da una performance molto positiva nel mese di giugno [+89%]. Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising chiude in positivo, a +6.8% [-1.7%, se si escludono il search e il social]. Buono l’andamento della GoTV [+7.6%] e del transit [+1.2%], mentre continua il trend negativo dell’outdoor [-17.2%]. L’ottimo mese di giugno consente a cinema e direct mail di colmare in parte il gap negativo registrato nei mesi scorsi [rispettivamente -9.1% e -2.7%]. Insomma tra i mezzi "classici" l'unico ad avere un buon andamento è la radio, che è complementare con la Rete, ed anche Internet, se si escludono search a pagamento e social adv, segna il passo con P&G che afferma di aver tagliato 100 milioni di dollari di investimenti in adv online e di non  aver subito alcuna conseguenza, segno che erano inutili. Dice Alberto Dal Sasso, Managing Director di Nielsen, che «Dovremmo cominciare a vedere una risalita già nei prossimi mesi, se non da luglio, sicuramente da settembre». Se ne è convinto lui...

 

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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