L’informazione Locale in Italia

I cittadini italiani cercano spesso informazioni mirate, circoscritte al territorio e alle specifiche realtà locali in cui vivono. Un’appostita analisi su un ampio campione di individui [oltre 14 mila] rappresentativo della popolazione italiana  – con almeno 14 anni di età -, intesa ad approfondire le caratteristiche e le dinamiche della domanda di contenuti e servizi di informazione locale in Italia, attraverso la misurazione della fruizione dei vari mezzi di comunicazione utilizzati per informarsi.  Dati, infografiche e commento.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni [AGCOM] ha pubblicato il rapporto “L’informazione locale in Italia: il ruolo del servizio pubblico” che analizza il ruolo dell’operatore di servizio pubblico nel sistema dell’informazione locale attraverso un’analisi qualitativa e quantitativa che traccia un quadro delle principali tendenze in atto, in Italia e nelle singole Regioni, della domanda e dell’offerta di informazione locale di servizio pubblico. Dal report abbiamo estrapolato i dati relativi a l’informazione locale nelle regioni italiane.

I dati riportati  sono le risultanze di una rilevazione commissionata dall’Autorità e condotta dal Gruppo GfK. La rilevazione è stata eseguita nel mese di dicembre 2016 su un campione di 14.465 individui di età almeno pari a 14 anni, rappresentativo della popolazione italiana a livello regionale. Le elaborazioni che seguono sono frutto delle informazioni derivate dalla somministrazione delle domande seguenti:

  •  Lei, per avere informazioni locali, si serve di Canali TV?
  • Lei, per avere informazioni locali, si serve di Emittenti radio?
  • Lei, per avere informazioni locali, si serve di Internet [social network, siti, app, motori di ricerca, ecc.]?
  • Lei, per avere informazioni locali, si serve di Quotidiani?

I cittadini italiani cercano spesso informazioni mirate, circoscritte al territorio e alle specifiche realtà locali in cui vivono. Più dell’80% degli italiani, infatti, dichiara di servirsi di canali televisivi, emittenti radio, quotidiani o Internet – ad esempio, social network, siti, app, motori di ricerca- per avere informazioni locali, ossia notizie riguardanti avvenimenti e news – siano esse di cronaca, politica, economia, sport, tempo libero ecc. – della regione, provincia o comune in cui risiede.

In particolare, dall’analisi per regione emerge che più di tre quarti dei cittadini italiani [l’86%] è alla ricerca di informazioni a carattere locale, indipendentemente dal mezzo utilizzato per informarsi, con valori che raggiungono in alcuni casi la quasi totalità della popolazione [ad esempio in Valle d’Aosta si arriva al 98%] e comunque risultano pari ad almeno il 90% nella metà delle regioni italiane.

Declinando nel dettaglio i diversi mezzi utilizzati per avere informazioni a carattere locale, si osserva che in tutte le regioni, ad eccezione del Lazio, il primo posto tra le fonti utilizzate dai cittadini è sempre occupato dai media tradizionali, quotidiano o mezzo televisivo.

In particolare, il quotidiano occupa il primo posto nella maggior parte delle regioni del Nord Italia, dove è presente un’antica tradizione di gruppi editoriali, quali il Piemonte [42%], la Lombardia [38%], il Veneto [49%], il Friuli-Venezia Giulia [60%], il Trentino-Alto Adige [69%], l’Emilia-Romagna [42%] e l’Abruzzo [50%]. È pur vero che la regione non è sempre l’ambito territoriale di analisi più rappresentativo per i quotidiani in quanto in alcuni casi la loro offerta informativa è articolata a livello sub regionale e copre realtà locali molto più circoscritte, provinciali o comunali.

Il mezzo televisivo, attraverso la Rai o le emittenti locali, risulta la fonte prevalente nella maggior parte delle regioni italiane. Il servizio pubblico, con l’insieme delle sue trasmissioni soprattutto televisive ma anche radiofoniche e multimediali, si colloca al primo posto in Valle d’Aosta [75%], nelle Marche [43%], in Umbria [54%], in Campania [40%] e in Basilicata [58%].

Le Tv locali nel loro complesso rappresentano la fonte informativa prevalente in Toscana [59%], , così come nelle regioni del sud del Paese: Molise [76%], Puglia [60%], Calabria [44%]. Anche la Liguria [55%], la Sicilia [46%] e la Sardegna [68%] si collocano in questo gruppo, il che si spiega se si considera la presenza in queste regioni di editori radiotelevisivi locali di rilievo.

Alcune considerazioni a parte richiede il Lazio che rappresenta un caso particolare e distinto rispetto a quanto si osserva nel resto d’Italia. È, infatti, l’unica regione in cui risaltano i nuovi strumenti di informazione legati ad Internet: i motori di ricerca e gli aggregatori di notizie e portali si posizionano al primo posto [35%], i siti web o le app di editori tradizionali sono al quarto posto con il 30% della popolazione regionale e al quinto, con il 27%, sono i social network. Questo risultato è probabilmente dovuto alla circostanza che la presenza della Capitale rende il Lazio una regione in cui la distinzione tra l’informazione a carattere locale e quella nazionale è meno netta.

Più in generale Internet, mediante social network , motori di ricerca/aggregatori di notizie e portali o siti web/app di editori tradizionali, appare, anche per l’informazione locale41, tra le prime cinque fonti informative in tutte le regioni, con percentuali di popolazione che vanno dal 19% del Piemonte al 41% nel Trentino-Alto Adige.

Si osserva, infine, che la testata regionale della Rai raggiunge valori molto elevati in termini di preferenze individuali nelle regioni in cui la programmazione è offerta anche in altre lingue, oltre all’italiano. In Valle d’Aosta, ad esempio, dove è presente una redazione in lingua francese, la percentuale di individui che hanno dichiarato di informarsi su notizie riguardanti avvenimenti a carattere locale tramite il TGR è pari al 71%; anche in Trentino-Alto Adige, dove è presente una redazione in tedesco e ladino, il 58% degli individui sceglie il TG Regionale. In queste regioni, l’informazione locale di servizio pubblico si colloca al primo posto per il carattere distintivo della sua programmazione, destinata alle minoranze linguistiche.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio per ciascuna regione di quali sono le prime 5 fonti informative utilizzate dalle persone per avere informazione locale.

Social

Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
Social

Latest posts by Pier Luca Santoro (see all)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.