Facebook è Brutto, Sporco e Cattivo, Ma…

Pub­bli­ca­ti ieri i dati di Face­book rela­ti­vi al secon­do tri­me­stre 2017. Il social più popo­lo­so del pia­ne­ta con­ti­nua a cre­sce­re oltre le aspet­ta­ti­ve, per­si­no oltre le atte­se del mana­ge­ment stes­so che ave­va ammo­ni­to gli azio­ni­sti di un pos­si­bi­le pla­fo­na­men­to per i rica­vi pub­bli­ci­ta­ri pena l’eccessivo affol­la­men­to.

Il tota­le dei rica­vi cre­sce del 45% rispet­to al tri­me­stre cor­ri­spon­den­te del 2016 e le reve­nues da adver­ti­sing aumen­ta­no del 47%. I rica­vi da mobi­le cre­sco­no del 53% e rap­pre­sen­ta­no ora l’87% del tota­le dei rica­vi pub­bli­ci­ta­ri.

Gli uten­ti uni­ci gior­na­lie­ri arri­va­no ad esse­re 1.32 milar­di [+17% anno su anno] e gli uten­ti uni­ci men­si­li sfon­da­no la bar­rie­ra dei due miliar­di rag­giun­gen­do quo­ta 2.1 miliar­di di per­so­ne con un incre­men­to anche in que­sto caso del 17% anno su anno.

Dal­le dichia­ra­zio­ni di She­ryl Sand­berg, la pros­si­ma bat­ta­glia è sui video con­tro You­Tu­be, in pri­mis, ma anche con­tro le tele­vi­sio­ni, i broa­d­ca­ster, per cer­ca­re di sot­trar­re bud­get pub­bli­ci­ta­ri anche a loro. La chief ope­ra­ting offi­cer di Face­book ha infat­ti dichia­ra­to che «Video is an impor­tant part of our mobi­le stra­te­gy. More video is being shared and wat­ched on Face­book than ever befo­re, and it’s increa­sin­gly hel­ping peo­ple and busi­nes­ses con­nect. That’s becau­se video on Face­book is per­so­nal — built around con­nec­tions, con­ver­sa­tions, and com­mu­ni­ties. This is why it crea­tes oppor­tu­ni­ties for busi­nes­ses to reach peo­ple in new and crea­ti­ve ways».

Face­book, come ben sap­pia­mo, è da tem­po nell’occhio del ciclo­ne. Dal­le accu­se di “ruba­re i dati” agli iscrit­ti [anche fuo­ri da Face­book] a quel­le di man­te­ne­re i pro­pri uten­ti all’interno del­la loro fil­ter bub­ble, pas­san­do per il rap­por­to amo­ro-odio con i publi­sher e l’idea che sia tra i prin­ci­pa­li respon­sa­bi­li del dif­fon­der­si di “fake news” non è cer­to un perio­do faci­le per Face­book che infat­ti oltre a pro­get­ti qua­li il Face­book Jour­na­li­sm Pro­ject affian­ca una soli­da poli­ti­ca di lob­by­ing.

Cer­ta­men­te Face­book si è rive­la­to esse­re ben lon­ta­no da quell’idea, for­se un po’ roman­ti­ca, che ave­va­mo noi tut­to — com­pre­so il sot­to­scrit­to — sino a poco fa che potes­se esse­re un cana­le di liber­tà di espres­sio­ne, di demo­cra­zia par­te­ci­pa­ta e ben-esse­re gene­ra­le.

Face­book, al di là di tut­te le con­si­de­ra­zio­ni già fat­te, e che sareb­be pos­si­bi­le fare, è uno dei prin­ci­pa­li nuo­vi inter­me­dia­ri. Chiu­sa l’idea del­la disin­ter­me­dia­zio­ne ci ritro­via­mo con nuo­vi inter­me­dia­ri qua­li il social net­work in que­stio­ne dai qua­li dipen­do­no le sor­ti di gover­ni ed impre­se come in caso di Zyn­ga, in caso di dub­bi, evi­den­zia.

Dun­que oggi Face­book è, per dir­la in una bat­tu­ta, “brut­to, spor­co e cat­ti­vo”, ma c’è una sli­de dei risul­ta­ti pre­sen­ta­ti che mi ha col­pi­to in par­ti­co­la­re. Si trat­ta di quel­la rela­ti­va all’incidenza del­le varie aree di costo. Da que­sta emer­ge come Face­book inve­sta oltre un quin­to dei pro­pri rica­vi in ricer­ca e svi­lup­po. Inve­sti­men­ti ai qua­li si aggiun­ge un altro 10% abbon­dan­te di inve­sti­men­ti in mar­ke­ting. Com­ples­si­va­men­te dun­que oltre un ter­zo dei rica­vi vie­ne inve­sti­to in svi­lup­po di medio ter­mi­ne.

Anda­te a spul­cia­re tra i bilan­ci dei publi­sher ita­lia­ni, ma anche di mol­te nostre impre­se, e tro­ve­re­te livel­li di inve­sti­men­to che pre­va­len­te­men­te non sono nep­pu­re una fra­zio­ne di quel 33% che il gigan­te di Men­lo Park allo­ca con costan­za.

Sen­za una stra­te­gia pre­ci­sa, e un’organizzazione del lavo­ro e com­pe­ten­ze fun­zio­na­li all’obiettivo non si va da nes­su­na par­te. Il navi­ga­re a vista e la con­cen­tra­zio­ne sui tagli inve­ce che sugli inve­sti­men­ti per la cre­sci­ta sono oggi uno dei pro­ble­mi pri­ma­ri degli edi­to­ri di quo­ti­dia­ni del nostro Pae­se [e non solo]. Face­book ne è attual­men­te la dimo­stra­zio­ne più evi­den­te. Inu­ti­le lamen­tra­si di con­cor­ren­za slea­le e quant’altro quan­do la cau­sa pri­ma­ria del flli­men­to risie­de all’interno dei publi­sher non tra i com­pe­ti­tor, Face­book inclu­so.

 

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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