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Quanto vendono i mensili italiani

Dopo analisi dei quotidiani e dei settimanali passiamo a guardare i numeri relativi alle vendite delle copie (carta+digitale) delle testate mensili. I dati, ovviamente, sono quelli relativi alla certificazione Ads dei primi quattro mesi dell’anno che abbiamo confrontato con quelli del pari periodo del 2016.

Come sono andate le vendite dei mensili italiani? Nel complesso il volume di vendita è calato del 19,5%, non poco quindi, pari a 3,28 milioni di copie in meno rispetto al 2016 (oltre 800 mila copie medie). C’è anche da dire che il numero delle testate è calato: nel 2017 sono 57 mentre nel 2017 erano 64 con alcune “defezioni” importanti, ad esempio Il Messaggero di Sant’Antonio (che nei primi quattro mesi dello scorso anno con le sue 1,5 milioni di copie vendute risultava il primo mensile per vendite) e Rolling Stone Italia (108mila copie nel pari periodo del 2016) che non compaiono più nella lista delle testate censite da Ads (la scelta di farsi censire da Ads è, ovviamente, volontaria e a discrezione dell’editore).

C’è anche da dire che alcune testate importanti come Capital o Amica in alcuni rilievi mensili vengono riportati (anche nelle certificazioni DMS quelle verificate ed eventualmente rettificate dagli editori) vendite pari a zero. Una maggiore accuratezza è auspicabile anche per i mensili, anche perché comunque Ads è l’unica che certifica il numero di copie vendute in Italia.

Il mensile più venduto secondo i dati di Ads nel 2017 è “Al Volante” (Unimedia Srl) con 1,13 milioni di copie in questi primi quattro mesi (284.151 copie medie) seguito da “Cose di Casa” (World Servizi Editoriali Srl) e “Focus” (Mondadori) rispettivamente a 825mila  e 781mila copie (206.336 e 195.366 copie medie nel periodo).

Nel complesso solo sette testate superano un volume di vendita di 500mila copie. Tra le testate con volumi di vendita significativi c’è da sottolineare la buona performance di Bell’Italia con circa 9mila copie in più vendute rispetto anno scorso (+5,2%). Performance negative invece per Class e Capital che perdono nelle rilevazioni Ads il 37% e il 56%.

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Lelio Simi

giornalista, content curator at DataMediaHub
Si è formato nella carta stampata [Mattina Toscana - l'Unità] dove è diventato giornalista professionista. Dal 2001 inizia a occuparsi di informazione sul web in una delle prime digital media italiane [Wayin]. Da diversi anni svolge l'attività di freelance occupandosi prevalentemente (sia nella stampa tradizionale che in quella online) dei temi legati all'innovazione, all'economia al sociale e alle nuove tecnologie. Di strategie e marketing editoriale scrive su pagina99. Come consulente da anni si occupa di progettare e gestire strumenti e contenuti per la comunicazione corporate. Ha tenuto per quattro anni un blog personale "Senzamegafono".
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