Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere, commentate.

  • Social TV – 5.4 Milioni di utenti attivi ogni mese, senza considerare tutti quelli che sono stati semplicemente esposti a commenti e tweet relativi ai programmi televisivi, 124 milioni di messaggi tracciati nel corso del semestre. Conversazioni che nel 41% dei casi avvengono nei giorni precedenti o successivi rispetto alla messa in onda dei principali programmi. Questi i macronumeri tracciati da Nielsen Social Content Ratings relativamente alla Social TV in Italia nella prima metà del 2017. Gli eventi sportivi live hanno prodotto il 40% dei messaggi, mentre tra gli altri generi i volumi più rilevanti sono stati generati da eventi musicali, talent e reality show. In forte crescita rispetto alla precedente stagione televisiva il volume delle conversazioni relative alle serie televisive e ai talk show. Molto nette le differenze in termini di peso per genere televisivo tra Facebook e Twitter e con forti scostamenti demografici in base al genere televisivo di cui si discute. Il 41% delle conversazioni sui principali programmi è avvenuta in giorni diversi dalla messa in onda dei programmi. Su Facebook arriva al 51% mentre Twitter la percentuale si ferma al 22%. Talent e Reality sono i programmi più commentati lontano dalla messa in onda. È quest’ultimo, a mio avviso, l’aspetto di maggior interesse. I contenuti televisivi permangono in una arco temporale maggiore rispetto alla loro messa in onda. Adesso c’è solo da fare delle piattaforme web degne di questo nome, no?
  • Allupati dalla Telegiornaliste – Ha raccolto molto interesse, e naturalmente reazioni di sdegno, la “breve” contenuta nel Post-it di ieri sulle telegiornaliste sexy. Dai commenti su Facebook si viene a scoprire che, purtroppo, questo tipo di classifiche non sono una novità, anzi. Pare addirittura che esitano da tempo dei forum di feticisti del genere, secondo quanto riportato da Vice. Il fatto grave è che anche un quotidiano come la Stampa, seppur ammantando di presunta scientificità la questione, titoli  «Giornaliste più sexy delle pornostar». Spiace per i tanti colleghi con i quali ho lavorato gomito a gomito, letteralmente, per mesi, ma davvero siamo alla frutta. I giornali sono morti perchè si sono, si stanno suicidando da soli.
  • Il Regno Unito Vieterà le Pubblicità con gli Stereotipi di Genere – L’Advertising Standards Authority , l’organizzazione di autoregolamentazione dell’industria pubblicitaria del Regno Unito, ha deciso di rendere più rigidi i suoi criteri per evitare che vengano prodotte pubblicità che presentano evidenti stereotipi di genere. Le nuove regole verranno scritte nei prossimi mesi sulla base di un rapporto dell’ASA intitolato “Rappresentazione, percezione e danno” sulla presenza di stereotipi di genere nelle pubblicità del Regno Unito. Nelle intenzioni dell’ASA serviranno per evitare nuove pubblicità come quella molto discussa di un marchio di latte in polvere in cui si immaginava che una bambina da grande diventasse una ballerina e un bambino un matematico, o quella della campagna di prodotti per dimagrire di Protein World, in cui si chiedeva alle persone se avessero un «corpo pronto per la spiaggia» insieme all’immagine di una modella molto magra in costume da bagno. Intanto qui – vd sopra – facciamo contest sulle telegiornaliste. Ah signora mia dove andremo a finire…
  • Mentana NON “Blasta” la Gente – L’amico Giovanni Boccia Artieri, tra le altre cose professore ordinario presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo di “Sociologia dei media digitali e Internet Studies” e “Comunicazione pubblicitaria e linguaggi mediali”, critica fortemente la presenza su Facebook di Mentana. In particolare scrive che «L’aggressività linguistica nei confronti dell’altro, la gogna pubblica cui sottoporre chi non si condivide, il dileggio per i propri commentatori sono delle costanti ricorrenti nella gestione dei commenti da parte di Mentana. C’è un salto comunicativo che una figura pubblica di giornalista come la sua opera sul social network, abbandonando i panni istituzionali e adottando la modalità del “blastare” come stile comunicativo nei confronti dell’utente comune. Se da giornalista rispetta il proprio pubblico invisibile all’interno del palinsesto in cui opera, su Facebook la visibilità dell’interlocutore e la visibilità delle sue parole è come se creassero una insanabile frattura fra dimensione professionale e natura del discorso pubblico». Mi dispiace ma non sono d’accordo nemmeno un po’. Mentana fa un sottile utilizzo dell’ironia che è ben diverso dalle dinamiche che vengono descritte e colpisce educando il suo pubblico, in TV e su Facebook.
  • Il Tesoro Sciupato delle Televisioni e Radio Locali – Un’amara considerazione è d’obbligo e riguarda la marginalità passiva cui sono relegati settori importanti della vita sociale. È proprio il caso delle emittenti locali, vere e proprie avanguardie della rottura del monopolio statuale, a seguito della sentenza n.202 del 1976 della Corte costituzionale. Lusingate da cospicua parte del mondo politico fino a che vigevano le preferenze o i collegi uninominali, il «Porcellum» con le liste bloccate le ha relegate a ruoli secondari. Ma la brutta gestione della transizione digitale ha dato il colpo di grazia, disperdendo le stazioni locali nel ginepraio dell’offerta numerica. Chi si salverà dal neo-darwinismo? Tanti anni fa, per soglie minimali [3 persone per le tv e una per le radio] scattò la protesta del «popolo dei fax». Qui non scatta niente?. Secondo me andrebbe separato il discorso tra radio locali, che effettivamente spesso fanno buona “controinformazione”, come si diceva una volta, e le TV locali perlopiù relegate a contenitori di tele-vendite di cianfrusaglie e ricettacolo di politici locali di mezza tacca. Di queste no, mi spiace, non sento l’esigenza di “salvarle” e non sentorò la loro mancanza.
  • Google Rivoluziona le News – Google lancia il guanto di sfida a Facebook & Co. sul suo terreno, quello dei flussi di news ritagliate “su misura”. Il nuovo servizio apparirà sulla app “Google” per dispositivi mobili che girano su Android o iOs e fornirà articoli, video e altri contenuti selezionati in base alle enormi masse di dati provenienti dalla cronologia delle ricerche effettuate e degli argomenti prevalentemente cercati. A differenza del criterio con cui Facebook e gli altri social selezionano news e post – le connessioni con amici e amici di amici – Google farà perno sui profili degli utenti elaborati grazie al search. Il flusso di notizie inizialmente sarà disponibile solo tramite app mobile per poi sbarcare anche su desktop, annuncia Ben Gomes vp Engineering. E con questa hanno finito di ammazzare i giornali definitivamente…
  • Il Risiko dell’Editoria – Torna il Risiko dell’editoria. Dopo la scalata di Cairo al Corsera, Gedi [Repubblica, Stampa e Secolo XIX] e le voci di Caltagirone in manovra sul Sole 24Ore, qualcuno in Borsa sta rastrellando azioni della Poligrafici [Qn, Resto del carlino, Giorno e Nazione].   Ieri si è registrata un’altra seduta brillante per il titolo Poligrafici Editoriale, società che fa capo alla famiglia Monti Riffeser. Nell’intera seduta è passato di mano quasi il 6% del capitale, con un rialzo del 6.7%. Martedì scorso le azioni avevano guadagnato un altro 12%. Controllata da Monrif al 62% [e partecipata al 10% da Adv Media di Diego Della Valle], Poligrafici Editoriale riunirà il Cda sulla semestrale il 26 luglio. Non ci sono conferme su un prossimo riassetto del gruppo editoriale e secondo alcuni operatori si e’ notato un ritorno di interesse da parte dei fondi d’investimento sui titoli del gruppo che pubblica i quotidiani QN, Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione [e di recente Il Telegrafo di Livorno]. Solo movimenti e riasseti borsisitici o davvero si muove qualcosa?

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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