Gestione e performance dei social in azienda

Il CRIET, Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio, ha recentemente pubblicato un’analisi relativa al ruolo e alle performance dei social media nella gestione aziendale.

L’analisi è stata effettuata mediante delle survey online, tra novembre 2015 e febbraio 2016, e investe 4 paesi: Italia, Francia Spagna e Germania.

I destinatari che hanno completato i questionari sono 290 e sono esponenti di aziende attive sui social e rappresentano il 95% degli investimenti pubblicitari nei paesi di riferimento. Il campione è così ripartito tra i paesi: 39% Italia, 15% Francia, 25% Spagna e 21% Germania. Il primo focus è relativo alle attività svolte sui social media, in cui primeggia sicuramente la diffusione delle informazioni, che in un certo senso recita ancora un approccio puramente votato alla distribuzione dei contenuti.

Si fa interessante come secondo valore l’interesse a “interagire con gli utenti”, sintomo di un approccio gradualmente più consapevole, rispetto solo a qualche anno fa. Poco rilievo viene dato al Crisis management, sebbene nell’ultimo anno le piattaforme social siano state teatro di diversi casi studio di assoluto interesse.

Il grafico che segue invece posiziona la rilevanza delle varie risposte con criterio territoriale. Si può notare ad esempio che le attività innovazione e sviluppo di nuovi prodotti assumono rilevanza in Germania molto più che altrove.

L’Italia invece si posiziona con discreto margine nel merito dell’interazione con gli utenti, così come accade per la Francia con le attività di customer service.


Successivamente si entra nel merito degli obiettivi per cui si è deciso di adottare questi strumenti, con la ricerca che sottolinea come la riduzione dei costi non sia una priorità.


Un interessante focus è quello relativo ai rischi: sicuramente il maggior rischio percepito è quello di danneggiare l’immagine aziendale, seguito dalla possibilità di “diminuire la customer satisfaction”. Quest’ultima risposta richiederebbe sicuramente un approfondimento…

Nel grafico che segue si palesa l’impatto dei social sulle performance, recepito dall’83% degli intervistati da leggermente positivo a positivo.

Tornando a dati di carattere macro, relativi ai paesi in esame, si nota come l’Italia sia il paese con il maggior numero di social utilizzati, che non necessariamente recita un approccio multicanale.

Non è sufficiente aprire più spazi per poter dire di essere in grado di valorizzarne l’utilità. In italia in media si hanno 5 profili social, a dispetto dei 4 degli altri paesi osservati


L’Italia si posiziona sopra la media per complementarietà delle strategie con i media tradizionali ed è decisamente sotto la media per strategie di “sostituzione”.

Dati da non leggersi come negativi, ma da contestualizzare a realtà diverse, sottolineando come, in effetti, nel contesto mediatico italiano forse non siamo ancora al punto di pensare a un cambio netto. Questi alcuni dati salienti della ricerca che è possibile approfondire più nel dettaglio.

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Pierluigi Vitale

Social media Analyst at Social Listening
Social media analyst e information designer. Ph.D Fellow presso il Laboratorio "Digital Humanities + Information Design" dell'Università degli studi di Salerno. Svolge attività di ricerca nel campo dell'analisi e della visualizzazione dei dati. Mai diventato giornalista, fa di reperimento, analisi, elaborazione e rappresentazione dei dati la sua vocazione. Ha lavorato da Vice-Responsabile Marketing del Corriere del Mezzogiorno e tiene corsi di formazione per soggetti pubblici e privati.
Pierluigi Vitale

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