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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere, commentate.

  • La Morte di Paolo Villaggio in Real-Time Marketing – Che cosa sia il real-time marketing ormai l’hanno capito tutti, utente-medio compreso. Come e quando vada fatto, non proprio. La morte il 3 luglio dell’attore Paolo Villaggio, icona della comicità italiana e amato interprete del celebre ragioner Fantozzi, è il classico evento che fa da banco di prova in tal senso. Anche se in quanto a buon gusto non esistono parametri di oggettività assoluta, cadere nello sciacallaggio pubblicitario con un lutto attiene certamente alla sfera di cose da non fare, per quanto si tratti di un personaggio che si associa meglio di altri a una certa dose di tragi-comicità. Come sempre, allora, se proprio volete fare un post o un tweet a tema dovete farlo con intelligenza, delicatezza e reale spirito “di omaggio” del defunto. Da evitare, tanto per dirne una, i riferimenti forzati al prodotto, come fece ad esempio Cheerios con la morte di Prince. Dei 4 esempi riportati, per quanto riguarda la morte del comico genovese, infatti, secondo me è da promuovere solamente quello di Ceres.
  • Uso di Internet sul Lavoro: I 3 Pilastri della Policy Aziendale – La presenza di una policy aziendale risponde sostanzialmente a tre esigenze che non devono essere trascurate: anzitutto pone la disciplina dei comportamenti che il lavoratore può tenere nell’utilizzo dei device aziendali [nonché delle condotte vietate]; in secondo luogo determina un effetto deterrente per il lavoratore che, al fine di scongiurare possibili sanzioni disciplinari, sarà ben attento ad evitare condotte anche solo potenzialmente “illegittime”; infine, consente di orientare il convincimento giudiziale sin dalle prime mosse, riducendo il grado di incertezza legato ad un lungo e faticoso contenzioso, come nel caso della sentenza n. 14862 del 15 giugno 2017  della Corte di Cassazione, che ha considerato legittimo il licenziamento di un dipendente che aveva abusato della connessione internet aziendale con 27 connessioni rispondenti a circa 45 ore di traffico internet nell’arco temporale di due mesi. Se non avete una policy aziendale è davvero arrivato il momento di scriverne una. Magari coinvolgendo con idonei strumenti di comunicazione interna i dipendenti e indicando non solo i comportamenti vietati ma anche quelli virtuosi che incoraggiate. Vedi alla voce employees advocacy.
  • La CNN, Trump & la Credibilità dei Media – Da due giorni l’emittente continua a trasmettere il video postato con Donald Trump che finge di aggredire un uomo, durante un incontro di wrestling. Sul viso della persona investita dai pugni il logo della Cnn. La nota ufficiale parla di «comportamento infantile» e accusa «il presidente degli Stati Uniti di fomentare la violenza contro i reporter». Secondo quanto riportato, ieri a Washington i pochi giornalisti americani rimasti a presidiare il territorio erano convinti che Trump ce l’avesse in particolare con Jim Acosta, il capo dei corrispondenti della Cnn alla Casa Bianca. Neanche Acosta ieri è stato raggiungibile. Ma il suo pensiero è su Twitter [329mila follower]. L’account si apre con messaggio fissato: «Noi siamo real news Mr. President». Il video postato su Twitter dal Presidente degli Stati Uniti ha sollevato grande indignazione da parte di molti ma, secondo un sondaggio, condotto su 4.965 americani adulti tra il 29 Giugno ed il 03 Luglio scorsi, il 43% delle persone ha maggior fiducia in Trump che nella CNN. Percentuale che balza addirittura al 89% per coloro che votano il Partito Repubblicano. Silenti i big: sull’account Twitter di Anderson Cooper, che ha quasi 10 milioni di follower, l’ultimo aggiornamento risale a venerdì 30 giugno ed è il promo di uno speciale sulla strage terroristica al club Pulse di Orlando, lo scorso anno.
  • L’ Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria Lancia la Seconda edizione della Digital Chart – L’ iniziativa che si occupa specificatamente e diffusamente delle più diffuse forme di comunicazione commerciale digitale, tornata alla ribalta per quanto riguarda l’ endorsement da parte di influencer e celebrity, ma che riguarda anche la pubblicità native, i social network, i siti di content sharing, l’in app advertising e l’ advergame, delineando le linee guida operative per l’ applicazione del codice di autodisciplina è stata aggiornata. La Digital Chart, che sarà periodicamente aggiornata per rispondere alle evoluzioni tecnologiche e di mercato, fissa per ciascuna tipologia di comunicazione le modalità da adottare per rendere esplicito alle persone il fine promozionale dei contenuti diffusi via Web, dai social media ai siti di content sharing. I criteri della seconda versione mi sembrano assolutamente ragionevoli. Peccato che, da quanto vedo, siano anche assolutamente non rispettati, anche dalle imprese che aderiscono all’UPA che sarebbero “obbligate” a farlo. Così fan tutti…
  • Diffamazione sui Social: Ecco Cosa Prevede la Legge – Gabriele Faggioli, giurista e Adjunct professor MIP, fa il punto su tutto quello che prevede la legge per quanto riguarda la diffamazione sui social. Si evidenzia in particolare quanto è stato affermato dalla recente sentenza dalla Corte di Cassazione [sentenza n. 50/2017], secondo cui «la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca “Facebook” integra un’ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’art. 595 terzo comma del codice penale, poiché trattasi di condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di persone; l’aggravante dell’uso di un mezzo di pubblicità, nel reato di diffamazione, trova, infatti, la sua ratio nell’idoneità del mezzo utilizzato a coinvolgere e raggiungere una vasta platea di soggetti, ampliando – e aggravando – in tal modo la capacità diffusiva del messaggio lesivo della reputazione della persona offesa, come si verifica ordinariamente attraverso le bacheche del social network, destinate per comune esperienza ad essere consultate da un numero potenzialmente indeterminato di persone, secondo la logica e la funzione propria dello strumento di comunicazione e condivisione telematica». Insomma diffamare via social, secondo la legge in vigore, con buona pace di coloro che si appellano ad ulteriori restrizioni e leggi al riguardo, è più grave che a mezzo stampa, o con altri medium. L’azione più semplice di tutte, cioè l’esprimere un proprio pensiero o una propria opinione sui social, racchiude dunque insidie e conseguenze, anche di natura penale, che molto spesso vengono ignorate e che invece il buon senso e la corretta utilizzazione dei social network dovrebbero aiutarci a conoscere.
  • Un Anno di Email Marketing in Italia – MailUp ha presentato in questi giorni l’Osservatorio Statistico 2017, lo studio che analizza nel dettaglio il panorama dell’email marketing, grazie a numeri, trend e  statistiche utili a comprendere il mercato e migliorare le performance degli invii.  Dall’analisi dei volumi di invio lungo tutto il 2016 – 12 miliardi di email riconducibili agli oltre 10.000 clienti MailUp –, si conferma il record di messaggi recapitati correttamente in inbox [99%] registrato nel 2015. Un trend che, se da un lato è frutto del costante lavoro di infrastruttura e deliverability, dall’altro è il risultato della crescente attenzione da parte dei brand alla qualità delle proprie liste. Contigua all’analisi dei tassi di consegna, è quella delle performance di invio: dall’Osservatorio emerge il sensibile incremento delle aperture totali [+35,7%] – riconducibile all’adozione di buone pratiche di profilazione, segmentazione e automazione degli invii – e quello dei clic totali [+36,9%], favorito dalla crescente attenzione a creare messaggi ottimizzati per mobile. Per scaricare la ricerca completa è necessario compilare il form all’indirizzo dedicato.  Nel epoca in cui anche i publisher puntano sempre più sulle newsletter una risorsa preziosa per capire le best practices.
  • Il Guardian Nomina il Chief Customer Officer – La Guardian News & Media ha nominato Anna Bateson “Chief Customer Officer”, ovvero responsabile dei rapporti con la comunità di abbonati e sostenitori a vario titolo del giornale britannico. Il ruolo di Bateson è quello di “supervisionare il marchio Guardian e tutto il marketing del Guardian” oltre ad avere la responsabilità della membership, degli abbonamenti e dei programmi di fidelizzazione. Bateson mantiene inoltre il ruolo di responsabile delle piattaforme e delle partnership per GNM assunto nel dicembre 2016, ed in tale veste è responsabile delle partnership con aziende tecnologiche come Google e Facebook. Il quotidiano inglese, che ha dichiarato di avere 230.000 membri paganti e 185.000 abbonati all’edizione cartacea e digitale, dispone di diversi livelli di abbonamento. Al livello base ci sono i “supporter”, che per cinque sterline al mese possono leggere le news su una app senza pubblicità e possono abbonarsi a mail newsletter dei giornalisti del Guardian. Gli abbonati digitali pagano invece 11,99 sterline al mese per avere su Ipad l’edizione digitale del quotidiano cartaceo ed accedere all’app premium, che non contiene pubblicità. E’ infine possibile, per 30 sterline al trimestre, abbonarsi al Guardian Weekly, settimanale cartaceo con approfondimenti, analisi e commenti sull’ultima settimana di avvenimenti [via]. Intanto in Italia abbiamo giornalisti che fanno i social media editor “a mezzo servizio”, continuando fondamentalmente a fare il lavoro di prima e, inevitabilmente, rischiando di fare male tutti e due. Sigh!

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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