Quanto vendono i quotidiani italiani? Analisi testate locali (gennaio – aprile 2016 vs 2017)

Continuiamo le nostre analisi sui volumi di vendita (copie carta e digitale) dei primi quattro mesi del 2017 sui dati certificati da Ads. Questa volta dopo i “Top 5” e tutte le testate facciamo un focus sulle testate locali.

Come al solito specifichiamo che i volumi complessivi sono ottenuti moltiplicando le copie medie della voce “totale vendita carta + digitale” per il numero di uscite effettive. I dati del 2016 sono riferiti alla certificazione DMC revisionati da Ads ed eventualmente rettificati dagli editori.

Nella scelta di inserire le testate nella categoria “locali” abbiamo dovuto fare delle scelte: ad esempio La Stampa è sicuramente una testata con un forte “anima” locale ma ci è sembrato ovvio considerarla testata nazionale, Il Messaggero quotidiano di riferimento di un area urbana come quella romana è stato inserito tra i giornali locali.

Le testate locali prese in considerazione sono quindi 43 su 59 totali (le testate sono quelle per le quali è possibile fare un confronto con anno precedente, ad esempio non c’è il Tempo perché nel periodo della messa in liquidazione non è stato censito da Ads)

Cosa dicono i numeri? Tra le testate locali solo due hanno superato in questi quattro mesi come volume complessivo i 10 milioni di venduto: Il Messaggero (gruppo Caltagirone, 12,7 milioni di copie) e Il Resto del Carlino (gruppo Poligrafici, 12,1 milioni di copie), le due testate sono anche le uniche che superano le 100 mila copie medie (il calcolo ovviamente è sempre sui primi quattro mesi dell’anno). Se guardiamo ancora le copie medie del periodo vediamo come 39 testate su 43 siano sotto quota 50mila.

Nel confronto con anno passato c’è da segnalare la performance del Corriere Adriatico (gruppo Caltagirone) che in un periodo di crisi vede aumentare i propri volumi del 21,5% (+2518 copie medie rispetto al 2016) ma è l’eccezione che conferma la regola. Il resto è con segno meno (non consideriamo l’edizione del sabato del Quotidiano di Sicilia perché nel complesso la testata perde copie) con il Messaggero a guidare la classifica dei segni meno con 7.648 copie medie in meno rispetto al 2016.

I dati più interessanti però sono quelli complessivi del “pacchetto” dei quotidiani locali italiani. Le 43 testate locali hanno venduto un volume complessivo di quasi 139 milioni di copie rappresentando il 46,1% del volume di venduto complessivo delle 59 testate censite da Ads. La flessione rispetto al 2016 è del 6,8% molto più contenuta del totale complessivo dell’11,2% e ancora più ridotta rispetto a quella delle prime quattro testate nazionali (Corsera, Repubblica, Stampa, Sole24ore) del 17,6%.

Proprio il confronto con i “Top 4” mettono in evidenza come – nel quadro generale – i quotidiani locali reggano decisamente meglio alla flessione delle vendite: le 43 testate locali pur generando, in questo inizio di 2017, un volume complessivo di vendite superiore di oltre il 30% rispetto ai “top4” (138 milioni di copie vendute contro 95 milioni) hanno una flessione rispetto al pari periodo del 2016 di circa la metà: -10,1 milioni dei “locali” contro il -20,3 milioni dei primi quattro quotidiani italiani.

Per dirla in altri termini: i top4 pesano sulla flessione totale delle 59 testate per il 54% mentre le 43 testate locali (che generano un venduto superiore, ricordiamo) pesano sul calo delle vendite per il 27%.

Tenuto presente che la vendita delle copie digitali per testate locali è quasi irrisoria possiamo farci una domanda: che il futuro dell’informazione su carta in Italia sia soprattutto locale?

***

One thought on “Quanto vendono i quotidiani italiani? Analisi testate locali (gennaio – aprile 2016 vs 2017)

  1. La Stampa locale e quella verticale saranno le uniche a sopravvivere. Entrambe hanno un elemento in comune: la comunità; territoriale o orizzontale. La stampa generalista andava bene in epoche stataliste. Pensiamici: perché un colosso come FB sta ponendo sempre più attenzione alle comunità?

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.