Facebook e Instagram: miliardi di interazioni e differenze sostanziali

Jan Rezab, fondatore di Socialbakers, ha recentemente presentato alcuni dati relativi alle interazioni delle principali piattaforme social.

Nel caso specifico, vedremo quali correlazioni o semplicemente quali differenze intercorrono tra le attività su Facebook e InstagramIl computo complessivo delle interazioni di entrambe le piattaforme è di circa 144 miliardi con fenomeni diversi a muoverne le oscillazioni.

Facebook: più second screen che influencer e brand

Le interazioni con i media (intesi in senso ampio) sono il doppio di quante se ne registrano nelle community, con celebrities e pagine di entertainment a seguire.

Si configura quindi un quadro meno polarizzato intorno agli influencer, diversamente da quanto spesso si racconta, ma più votato paradossalmente a un approccio al dialogo o semplicemente all’interazione coi media stessi, quasi a manifestare come la possibilità di poter (ormai da 10 anni) interagire con l’interlocutore che per anni è stato irraggiungibile (tv, radio, etc) sia ancora uno dei cuori pulsanti della partecipazione. Pratiche e desideri consolidati che, a quanto pare, sono ancora maggioritari rispetto alle nuove tendenze, pur dirompenti.

Il risultato ancor più interessante è relativo alle pagine brand che raccolgono risultati di 10/12 volte inferiori rispetto ai media. Nell’immagine che segue si tende a definire Facebook come una “news platform”. Posto che è inevitabilmente vero che le news circolino in modo maggioritario sulla piattaforma, va comunque precisato che nella categoria Media confluiscono numerose pagine anche di diversa tipologia.

Instagram: tutto intorno alle celebrities

Il dato è quasi interamente sovvertito, con la piattaforma di foto e video sharing a polarizzare le interazioni per larga parte sugli influencer, o più precisamente sulle celebrities, tema su cui il dibattito è sempre più che aperto. La quota è di 3,8 volte superiore alle interazioni catalizzate dai media. Sia chiaro, niente di nuovo sotto il sole in questo caso.


I brand ottengono interazioni 4 volte in più di quanto fanno su Facebook, ma qui si apre un altro discorso sull’effettiva utilità di questo buzz, oltre che sui fenomeni di automazione che spesso e (mal)volentieri falsano ogni rilevazione su social così “meccanici”.

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Pierluigi Vitale

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