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Se fino qualche mese fa le trasformazioni nel settore televisivo sembravano ancora in fase embrionale, il nuovo scenario impone ai vecchi medium una riflessione per capire come declinare i contenuti prodotti quotidianamente sulle nuove piattaforme restando protagonisti e allargando il pubblico di riferimento.

Sul tema arrivano i dati di una ricerca condotta da Accenture in 26 nazioni, Italia compresa, su un campione rappresentativo della popolazione di età compresa tra i 14 e 55 anni.

Emerge come negli ultimi 4 anni vi sia stato un crollo nel consumo di contenuti video attraverso la televisione. Dal 2013 ad oggi si è passati infatti da oltre il 60% all’attuale 23% di persone che preferiscono vedere gli show televisivi sul TV set tradizionale.

Un calo che si è accentuato in maniera straordinaria nell’ultimo anno al quale corrisponde il sorpasso del PC sull’apparecchio televisivo come device preferito con, naturalmente, il mobile che raddoppia e gli smartphone che arrivano ad essere nel 41% dei casi il device preferito per guardare video clips.

Una tendenza confermata anche dai dati sull’andamento delle vendite di televisori che nel 2016 hanno registrato un modesto +1.6%, grazie in particolare ai “Paesi emergenti”, in quello che si avvia a diventare un mercato maturo.

C’era una volta la televisione. Forse la TV sarà un gigantesco iPad appeso alla parete e connesso alla Rete che guarderemo solo quando ci interesserà, come ha previsto Massimo Russo, direttore generale della divisione digitale del Gruppo Espresso [aka GEDI], per il Festival della TV e dei nuovi media conclusosi ieri.

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