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Una sele­zione ragio­nata del­le noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere, com­men­ta­te.

  • Chi ha Pau­ra di Vir­gi­nia Woolf? — Nicla Vas­sal­lo, filo­so­fa ita­lia­na, stu­dio­sa di fama inter­na­zio­na­le e attual­men­te pro­fes­so­re ordi­na­rio di filo­so­fia teo­re­ti­ca pres­so l’Università di Geno­va, scri­ve del­la cat­ti­va influen­za degli “influen­cer”. Secon­do la filo­so­fa del lin­guag­gio «Mol­ti dico­no che sia­no i sol­di ad aver cor­rot­to la buo­na infor­ma­zio­ne e que­sto è pro­ba­bi­le; tut­ta­via ciò che con­fe­ri­sce pote­re a que­sti influen­cer sen­za arte né par­te è l’ignoranza di una gran­de fet­ta degli inter­net­nau­ti e spet­ta­to­ri tele­vi­si­vi. È un discor­so snob ed eli­ta­rio? Non lo so; dipen­de da come lo si inter­pre­ta. Vir­gi­nia Woolf era snob quan­do affron­ta­va cer­ti temi? È una sem­pli­ce doman­da, non voglio fare impro­pri e stuc­che­vo­li para­go­ni. Ma non rim­pro­ve­ra­te gli esper­ti dei set­to­ri se con­ti­nue­ran­no a lavo­ra­re in luo­ghi di nic­chia e a rin­chiu­der­si entro quel­le mura, ove i pro­fes­so­ri fan­no i pro­fes­so­ri, ovve­ro scri­vo­no, ricer­ca­no e inse­gna­no,: Socra­te non era un mar­ket­ta­ro, stu­dia­va, pen­sa­va, inse­gna­va, e per i suoi prin­ci­pi ha scel­to la mor­te. Non va più di moda un tal com­por­ta­men­to meta­fi­si­co, epi­ste­mi­co, eti­co. Ma tra gli osan­nan­ti moda­io­li igno­ran­ti e i seri appas­sio­na­ti del loro set­to­re non mi pare sia mai cor­so buon san­gue».  La gene­ra­liz­za­zio­ne è spes­so il virus pole­mi­co di chi pro­vo­ca e resta dun­que ste­ri­le, inu­ti­le se non  dan­no­sa. È que­sto sen­za dub­bio l’errore in cui cade la Vas­sal­lo, ma comun­que sia “la pro­vo­ca­zio­ne” è da rac­co­glie­re con­te­stua­liz­zan­do­la. Il dibat­ti­to è aper­to.
  • Face­book e Goo­gle vs Edi­to­ri: il Dia­vo­lo e l’Acqua San­ta — Zuc­kem­berg offre una mela avve­le­na­ta agli edi­to­ri: dam­mi i tuoi con­te­nu­ti, tan­to ci con­sen­to di ven­der­ci la tua pub­bli­ci­tà, lascian­do­ti una % del­le reve­nue otte­nu­te con le impres­sions pub­bli­ci­ta­rie dei miei uten­ti. Bell’affare direi io! Mi rubi il clien­te, e poi mi dici che mi lascia più del 50% del­le reve­nues, in modo che io pos­sa ripa­ga­re il lavo­ro dei gior­na­li­sti che scri­vo­no sif­fat­ti contenuti…Da una par­te abbia­mo un dia­vo­lo ten­ta­to­re e dall’altra un inge­nuo devo­to credente…al gio­co del­le tre car­te. Vor­rei vede­re in fac­cia il diret­to­re mar­ke­ting del­la con­ces­sio­na­ria quan­do ha pre­so la bel­la deci­sio­ne di rega­la­re clien­ti a Facebook….Se aves­se­ro let­to la bib­bia dell’economia digi­ta­le dell’informazione, il libro di Varian e Sha­pi­ro, Infor­ma­tion Rules, scrit­to nel 1997 e let­to nell’alba del­la new eco­no­my ita­lia­na, for­se avreb­be­ro evi­ta­to i fal­li­men­ti in cui sono inciam­pa­ti nel cor­so di un ven­ten­nio.  Que­ste le dure paro­le di Ales­san­dro Sisti, ex Chief Ope­ra­ting Offi­cer del­la Divi­sio­ne Mul­ti­me­dia del­la con­ces­sio­na­ria di pub­bli­ci­tà Sport­net­work [Grup­po Cor­rie­re del­lo Sport ], sul duo­po­lio Facebook/Google. Dif­fi­ci­le dar­gli tor­to.
  • Fake News — Il nume­ro del set­ti­ma­na­le Pano­ra­ma usci­to il 13 apri­le 2017 dedi­ca l’articolo di coper­ti­na al com­men­to del pro­gram­ma del Movi­men­to 5 Stel­le nel caso fos­se dav­ve­ro mes­so in pra­ti­ca ed appli­ca­to al Pae­se. Per l’articolo, a fir­ma Car­lo Puca, sono sta­te inter­pel­la­ti esper­ti, e sedi­cen­ti tali, sul­le voci dei sin­go­li set­to­ri del pro­gram­ma. Nel box dedi­ca­to alla comu­ni­ca­zio­ne, con tan­to di foto, ven­go segna­la­to come “esper­to del «digi­ta­le», che non si capi­sce sia che signi­fi­chi che per­chè sia vir­go­let­ta­to, e, soprat­tut­to, sono indi­ca­to come can­di­da­to per il M5s, cosa che non risul­tan­do al sot­to­scrit­to non si capi­sce come pos­sa esse­re nota al gior­na­li­sta, che inter­pel­la­to pri­va­ta­men­te al riguar­do dal sot­to­scrit­to si scher­mi­sce dicen­do che «Io non ho scrit­to che lei si can­di­de­rà ma che i 5 stel­le pun­ta­no su di lei come mini­stro» [cosa che sareb­be dav­ve­ro una noti­zia se fos­se vera], per poi scher­mir­si die­tro «ai col­le­ghi che si sono occu­pa­ti dell’impaginazione». La cosa diver­ten­te del­la vicen­da, dicia­mo,  è che nel box il Pre­si­den­te del­la Fieg, Mau­ri­zio Costa, par­la pro­prio di “fake news”.  Appun­to!
  • NO Adv, Gra­zie! — Secon­do quan­to ripor­ta­to,  l’AD di De Ago­sti­ni, Loren­zo Pel­li­cio­li, ha rispo­sto a chi lo ha inter­pel­la­to sull’idea di un pos­si­bi­le inve­sti­men­to nell’aumento di capi­ta­le del Sole 24 Ore in que­sto modo: «Non mi vie­ne in testa di inve­sti­re in qua­lun­que media espo­sto alla pub­bli­ci­tà».  Medi­ta­te gen­te, medi­ta­te…
  • Social Media [IN]Ability — Gui­do Di Fra­ia, diret­to­re ese­cu­ti­vo del master Iulm in social media mar­ke­ting, ha illu­stra­to i risul­ta­ti dell’indagine con­dot­ta sul gra­do di social­me­dia­bi­li­ty di un panel di impre­se di diver­si set­to­ri, tra i qua­li il lar­go con­su­mo, le cui atti­vi­tà digi­ta­li sono sta­te osser­va­te nei mesi di gen­na­io e feb­bra­io di quest’anno. Ovvia­men­te Face­book, You­Tu­be e Twit­ter sono i cana­li più uti­liz­za­ti, ma l’8% del panel del­le azien­de e il 13% di quel­le del lar­go con­su­mo non è sta­ta atti­va su Face­book nei mesi di osser­va­zio­ne, per­cen­tua­le che cre­sce al 14% e al 19% su Twit­ter. E quan­do lo sono — in manie­ra non stra­te­gi­ca, con­ti­nua­ti­va e coor­di­na­ta — adot­ta­no un atteg­gia­men­to auto­re­fe­ren­zia­le, più incli­ne a par­la­re di sé [66%] e a pro­muo­ve­re il pro­dot­to [48%] che a invi­ta­re a fare qual­co­sa [27%] e a gene­ra­re enga­ge­ment [18%]. Il tut­to con un lin­guag­gio più pub­bli­co e socia­le, tipi­co del­la pub­bli­ci­tà clas­si­ca sui mez­zi tra­di­zio­na­li, che inti­mo e per­so­na­le, adat­to alle con­ver­sa­zio­ni sui social. AD 2017, sigh!
  • L’Intelligenza Cul­tu­ra­le [CQ] nel­le Azien­de — L’Intelligenza Razio­na­le [IQ] è sta­ta tenu­ta in alta con­si­de­ra­zio­ne fino a 30 anni fa; l’Intelligenza Emo­ti­va [EQ] lo è sta­ta negli ulti­mi 30 anni. Oggi biso­gna esse­re anche cul­tu­ral­men­te intel­li­gen­ti: si par­la di Intel­li­gen­za – o Quo­zien­te – Cul­tu­ra­le [CQ]. Una del­le voci più auto­re­vo­li a livel­lo euro­peo sul tema dell’intelligenza cul­tu­ra­le è Fro­de Hva­ring, ex  Diret­to­re Risor­se Uma­ne in varie azien­de inter­na­zio­na­li, come Cre­dit Suis­se, Cater­pil­lar ed Euro­vi­sion, dove ha con­tri­bui­to ad appor­ta­re cam­bia­men­ti cul­tu­ra­li signi­fi­ca­ti­vi. Inter­vi­sta­to su l’intelligenza cul­tu­ra­le e per­ché sta diven­tan­do un fat­to­re cri­ti­co di suc­ces­so per le azien­de ha affer­ma­to che «La CQ è un fat­to­re com­pe­ti­ti­vo. Si imma­gi­ni due ven­di­to­ri che le pro­pon­go­no dei pro­dot­ti o ser­vi­zi simi­li: uno sa come fun­zio­na la sua azien­da, di cosa ha biso­gno, qual è la sua stra­te­gia, come può com­ple­ta­re la sua vita, e l’altro no. Lei vor­reb­be di cer­to lavo­ra­re con il ven­di­to­re più pre­pa­ra­to! Nel­le rela­zio­ni inter­cul­tu­ra­li è lo stes­so: che si trat­ti di rice­ve­re o di visi­ta­re altre nazio­ni o cul­tu­re, l’ignoranza inter­cul­tu­ra­le è inef­fi­ca­ce, anzi è un han­di­cap. Ed oggi, nel 2017, l’ignoranza è imper­do­na­bi­le!». Pren­de­re nota.
  • Evvi­va i Super­mer­ca­ti Aper­ti la Dome­ni­ca — Era il 1971 quan­do Giglio­la Cin­quet­ti can­ta­va “La dome­ni­ca andan­do alla mes­sa” e a vede­re il dibat­ti­to degli ulti­mi gior­ni sui nego­zi aper­ti nei gior­ni festi­vi sem­bra di esse­re ritor­na­ti ad allo­ra. Era sem­pre meglio “pri­ma”. Dai super­mer­ca­ti chiu­si la dome­ni­ca all’Europa pri­ma dell’Unione, pas­san­do per il las­si­smo sui vac­ci­ni, si idea­liz­za il pas­sa­to, ma che sen­so ha? I super­mer­ca­ti chiu­si la dome­ni­ca non sono, banal­men­te, un model­lo soste­ni­bi­le in un mon­do in cui le don­ne sono par­te inte­gran­te del mon­do del lavo­ro e in cui [scan­da­lo!] può anche capi­ta­re che esi­sta­no fami­glie com­po­ste da geni­to­ri sin­gle, cui, per ovvie ragio­ni, il saba­to da solo non basta per fare tut­te le com­mis­sio­ni. Tene­re aper­ti i super­mer­ca­ti la dome­ni­ca non sfa­scia le fami­glie, per­met­te alle fami­glie non tra­di­zio­na­li, dove per “non tra­di­zio­na­li” s’intende non-fer­me al model­lo degli anni ’50, di esi­ste­re. Con tut­ti i pro­ble­mi che la moder­ni­tà da sem­pre si por­ta appres­so, ma che a una socie­tà matu­ra toc­ca risol­ve­re, non affos­sa­re con lo sguar­do rivol­to peren­ne­men­te all’indietro.  Per riflet­te­re.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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