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In chiu­su­ra dell’arti­co­lo di ieri è sta­ta fat­ta un’affermazione “pesan­te” rela­ti­va­men­te al fat­to che sia­mo, in gene­ra­le, un popo­lo di igno­ran­ti. Affer­ma­zio­ne che for­se a più di uno può esse­re appar­sa ecces­si­va, fuo­ri luo­go. È per que­sto che, a sup­por­to dell’opinione espres­sa, sia­mo anda­ti a ricer­ca­re i dati a sup­por­to di quan­to scrit­to, come d’abitudine, sem­pre par­ten­do dal mede­si­mo data­ba­se di “Noi Ita­lia. 100 sta­ti­sti­che per capi­re il Pae­se in cui vivia­mo”.

Sono sta­ti pre­si in con­si­de­ra­zio­ne tre para­me­tri met­ten­do a con­fron­to il nostro Pae­se con gli altri sta­ti mem­bri dell’UE28:

  1. La quo­ta di 30–34enni con istru­zio­ne uni­ver­si­ta­ria
  2. La spe­sa pub­bli­ca in istru­zio­ne e for­ma­zio­ne in per­cen­tua­le sul PIL
  3. La quo­ta di adul­ti con istru­zio­ne secon­da­ria infe­rio­re

Vedia­mo­ne il det­ta­glio

In meri­to ai 30–34enni con tito­lo di stu­dio uni­ver­si­ta­rio, dicias­set­te pae­si dell’UE han­no già rag­giun­to il tar­get euro­peo del 40% fis­sa­to nel­la Stra­te­gia Euro­pa 2020, men­tre l’Italia con­ti­nua a rico­pri­re l’ultima posi­zio­ne.

In Ita­lia è sono poco più di un quar­to colo­ro con una lau­rea nel­la fascia d’età pre­sa in con­si­de­ra­zio­ne, con­tro il 38.7% del­la media euro­pea. Riu­scia­mo a far peg­gio per­si­no di Pae­si eco­no­mi­ca­men­te debo­li come Gre­cia e Por­to­gal­lo e, nel caso spe­ci­fi­co, per­si­no peg­gio del­la Roma­nia.

Non va mol­to meglio per quan­to riguar­da la spe­sa pub­bli­ca in istru­zio­ne e for­ma­zio­ne in per­cen­tua­le sul PIL. Infat­ti, anche in que­sto caso, il nostro Pae­se si tro­va al fon­do del­la clas­si­fi­ca, sot­to la media UE28, il 25esima posi­zio­ne.

Infi­ne, ribal­tan­do la pro­spet­ti­va ed ana­liz­zan­do la quo­ta di adul­ti di età com­pre­sa tra 25 e 64 anni con istru­zio­ne secon­da­ria infe­rio­re [quel­la che chia­me­rem­mo comu­ne­men­te licen­za media infe­rio­re], si com­ple­ta il qua­dro d’assieme del­la situa­zio­ne del nostro Pae­se in con­fron­to alle altre nazio­ni del­la UE.

Anche in que­sto caso infat­ti, L’Italia risul­ta quart’ultima nel­la gra­dua­to­ria dei 25–64enni con livel­lo di istru­zio­ne non ele­va­to [con una inci­den­za di adul­ti poco istrui­ti qua­si dop­pia rispet­to all’UE28] e anche in quel­la dei gio­va­ni che han­no abban­do­na­to pre­co­ce­men­te gli stu­di [14.7% con­tro una media UE28 dell’11,0%].

Ovvia­men­te spia­ce ma i dati lo con­fer­ma­no, sia­mo un popo­lo di igno­ran­ti e mi augu­ro dav­ve­ro che alme­no in que­sto caso sia chia­ro che la Rete, Face­book ed i social in gene­ra­le han­no poco, o nul­la, a che fare con il pro­ble­ma. Che la que­stio­ne del­le “fake news” fos­se una “fake news” è cosa che sosten­go da tem­po.

Cre­do dav­ve­ro che i dati ripor­ta­ti, incro­cia­ti con quel­li ripor­ta­ti ieri, ogget­ti­viz­zi­no la que­stio­ne inqua­dran­do­la in quel­lo che è il più ampio e rea­le pro­ble­ma sul qua­le inter­ve­ni­re, come del resto sostie­ne, anche, il Com­mis­sa­rio dell’Autorità per le Garan­zie nel­le Comu­ni­ca­zio­ni che in una recen­te inter­vi­sta ha affer­ma­to come «Ad esem­pio, la fascia dei più gio­va­ni [par­ten­do sin dal­la pri­ma infan­zia] vive uno scar­to tec­no­lo­gi­co for­tis­si­mo tra le diver­se istan­te edu­ca­ti­ve: da una par­te fre­quen­ta­no scuo­le che non han­no, se non raris­si­mi casi, alcu­na dota­zio­ne tec­no­lo­gi­ca, dall’altra pos­so­no con­ta­re su ambien­ti dome­sti­co-fami­lia­ri iper­tec­no­lo­gi­ci. La tec­no­lo­gia se da un lato entra nel quo­ti­dia­no di un mino­re dall’altro non assu­me alcu­na veste peda­go­gi­ca», pro­se­guen­do «Per con­tra­sta­re il dif­fon­de­re di fal­se noti­zie non ci pos­sia­mo limi­ta­re a pre­di­spor­re algo­rit­mi in gra­do di rico­no­sce­re i pro­dut­to­ri di bufa­le; diven­ta inve­ce fon­da­men­ta­re con­ce­pi­re ed avvia­re cam­pa­gne di sen­si­bi­liz­za­zio­ne per un uso con­sa­pe­vo­le del­la rete par­ten­do dal­le scuo­le e dal­la fami­glia».

Argo­men­ti che sarà ovvia­men­te mia cura ripor­ta­re al con­ve­gno “La Comu­ni­ca­zio­ne al tem­po dei Social” il 9 e 10 mag­gio, alla Came­ra dei depu­ta­ti,  con un focus par­ti­co­la­re sul­la cosid­det­ta post veri­tà, sul­le “bufa­le”, al qua­le par­te­ci­pe­rò come rela­to­re.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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