I contenuti ai professionisti o agli influencer? I risultati di una ricerca

L’86% dei marketers utilizza l’influencer marketing nelle proprie strategie di contenuto e l’88,5% di questi trova, più in generale, che sia una componente fondamentale nella pianificazione di marketing in senso ampio. Questo uno dei primi dati estratti da una ricerca condotta da Linqia.


In particolar modo tra le ragioni più gettonate rispetto all’implementazione di strategie di  influencer marketing nel merito della produzione dei contenuti, si evidenziano “Relevance to my audience” e “Trusted Voice”. Tutto ciò sta a rappresentare un orientamento al lettore (o più in generale al fruitore) sicuramente interessante, che prevede quindi una selezione assennata degli influencer coinvolti, che parrebbe basata su criteri di pertinenza e autorevolezza.

Una quota del 60% persiste alla voce “Drive engagement”, che raccoglie un po’ l’interesse generale, talvolta stimolo di approcci distorti, per la raccolta di interazioni.


Un tema molto interessante approfondito da questa ricerca è quello relativo l’approccio e gli investimenti sulla qualità e sull’influenza.

Nei grafici che seguono è possibile vedere quanto i marketer sono disposti a spendere per contenuti  professionali e quanto per contenuti di influenza. Il 28% dei post professionalmente prodotti non sono retribuiti.

Al netto di questa quota sicuramente degna di nota, si riscontrano percentuali tra il 14% e il 20% che vedono compensi oscillare tra i 500 e i 5000$ per contenuto.

Per quanto riguarda i post prodotti dagli  influencer, quasi la metà (il 42%) dichiara di integrarli in un più ampio programma di influencer marketing. Tuttavia la seconda quota più alta (17%) si registra nella fascia che va dai 100 ai 500$.

Ben più bassa la quota di chi è disposto a spendere fino a 5000€ (5%) a dispetto dei post professionali (17%). Queste stesse rilevazioni sono state effettuate per foto e video e sono reperibili sul report integrale.


Detto degli investimenti, vediamo quali sono i risultati comparati tra i contenuti professionali e i contenuti di influenza.

Il 43% dichiara che i contenuti prodotti dagli influencer “sorpassano” i contenuti prodotti dai professionisti, mentre solo il 15% asserisce il contrario. Addirittura un 14% sentenzia che la contesa tra influencer e professionisti è di gran lunga a vantaggio dei primi, mentre solo il 4% dice il contrario.

A questo punto, bisognerebbe capire su quali logiche i marketer intervistati in questa ricerca fondano le loro valutazioni di merito, ritornando all’importante rilevanza vista precedentemente, che vede l’engagement ancora tra i valori di maggior interesse e che quindi può prestarsi facilmente a errori di valutazione.

Inevitabilmente la soluzione migliore, o comunque preferibile, è una sola: trovare persone che siano professionali, autorevoli e anche influenti.

Pierluigi Vitale

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