Perché i Social Sono Come gli Altri Mass Media

Circa un anno fa Giacomo Fusina aveva prodotto, e pubblicato in questi spazi, una tabella che facendo un parallelo, una comparazione tra merchant di beni e servizi versus gli editori di quotidiani [di]mostrava il limite di questi ultimi in termini di approccio complessivo al mercato.

Ho pensato potesse avere un senso, almeno come stimolo di riflessione, realizzare una tabella comparativa tra community media e mass media.

Mentre cercavo, appunto, di riflettere su comunanze e differenze, sugli aspetti che caratterizzano community media e mass media, ho razionalizzato il fatto che mentre l’avvento dei social, un  decennio fa circa, è stato vissuto da molti, me compreso, come canale di libertà di espressione e di aggregazione delle comunità d’interesse, in realtà le diverse piattaforme social sono diventate a tutti gli effetti dei mass media. Non solo perché sono medium che hanno un’audience con numeri da capogiro, a cominciare ovviamente da Facebook il cui numero di utenti attivi mensili è pari circa a due terzi di tutta la popolazione mondiale che utilizza la Rete, ma per le caratteristiche e gli obiettivi che di fatto condividono con gli altri mezzi di massa, come mostra la tabella sottostante.

L’idea tutta italiana, per quanto riguarda i newsbrand, che i social siano piattaforme di distribuzione vista da questa prospettiva appare, se possibile, ancor più infondata. I social sono competitor degli altri mass media sia delle testate d’informazione che sempre più dei broadcaster. Meglio farsene una ragione e regolarsi di conseguenza prima che il cappio di velluto attorno al collo diventi definitivamente una stretta mortale.

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