Netflix e YouTube, il Futuro della TV è Sempre più Digitale

Il recente lancio della YouTube TV ha richiamato l’attenzione dei media internazionali su un segmento di mercato che sta rivoluzionando il modo di fruire dei contenuti televisivi. Ma, a differenza della televisione tradizionale, al momento non esiste uno strumento capace di raccogliere e stimare i volumi di traffico che ruotano attorno al settore on demand. L’unica analisi capace di offrire una panoramica, seppur parziale, dell’andamento delle visualizzazioni è quella effettuata da comScore, società statunitense che dal 1999 monitora la rete.

La ricerca illustra i volumi di traffico che transitano sulle Smart TV attraverso le connessioni delle abitazioni e mette in relazione i maggiori protagonisti del comparto. Il leader della Streaming TV si conferma Netflix grazie ai suoi 50 milioni di utenti: negli Stati Uniti la guardano fino al 40% dei possessori di una connessione a internet dedicandogli poco più di 25 ore al mese. Seguono YouTube e AmazonVideo che hanno sia una penetrazione domestica inferiore sia una media più bassa di ore guardate per mese. Hulu, al contrario, si dimostra un’eccezione: alla bassa percentuale di utilizzo risponde con un’alta attenzione dedicatagli dagli utenti, superiore alle 25 ore al mese.

 

Quello che manca in questa analisi, però, sono i dati legati all’utilizzo dei dispositivi mobili, probabilmente la porzione più importante di un settore che vede nei millennials gli utenti più numerosi.

Secondo un’altra analisi targata comScore, i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 34 anni guardano sempre meno la televisione tradizionale affidandosi maggiormente ai contenuti digitali. Questa tendenza è meno sbilanciata nelle persone tra i 35 e i 54 anni dove regna un sostanziale pareggio tra i due strumenti mentre la maggior parte degli over 55 preferisce ancora affidarsi al piccolo schermo.

In questo contesto resta da capire se la YouTube TV, con il suo servizio live e on demand composto da 40 canali [fra i quali USA, FX, Freeform, ESPN, Fox Sports e NBC Sports], sarà in grado di conquistare nuove fette di mercato per contrastare la leadership di Netflix e quale sarà il ruolo di Facebook che nel breve punta sul monetizzare i video con l’advertising ma sicuramente nel medio lungo punta ad accaparrarsi una fetta consistente di quello che tuttora resta il medium con la maggior raccolta pubblicitaria.

Una cosa è certa, L’esperienza televisiva si evolve rapidamente a causa del moltiplicarsi dei device e delle piattaforme, nonché del consolidarsi di nuove abitudini di consumo mediale. Tra queste abitudini, negli ultimi mesi, è emersa la fruizione non lineare dei contenuti. A eccezione dei grandi eventi live [sport, musica o top show] il consumo dei contenuti televisivi avviene sempre più spesso dal device e nel momento preferiti dallo spettatore, anziché dalla classica TV in salotto all’orario definito dall’emittente.

In questo scenario, anche i metodi di scoperta dei contenuti televisivi evolvono e, anche se passaparola e annunci televisivi restano i due canali prevalenti, il digitale avanza ancora una volta con search e social che incalzano anche in questo caso.

Siamo solo all’inizio della partita ma una cosa è chiara: per i broadcaster tradizionali, così come è avvenuto per i quotidiani, per la carta stampata, saranno ben presto dolori.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.