Chi Condivide le News e Non la Fonte Genera Fiducia nell’Informazione

Il passaparola, non c’è ricerca che non lo confermi, è il mezzo più potente, più autorevole per le persone. La comunicazione da pari a pari funziona meglio di qualunque altro mezzo, il passaparola è il veicolo più efficace e le persone “da sempre” hanno maggior fiducia in quello che le altre persone come loro dicono.

In quest’ottica le condivisioni su social network e social media sono fondamentali. Le condivisioni sui social network sono elemento di sempre maggiore rilevanza nell’attuale ecosistema dell’informazione. Le condivisioni creano notorietà di marca, e costruiscono fiducia, grazie al passaparola online degli utenti sul valore di un brand o di un giornale per quanto riguarda più direttamente il comparto editoriale.

Aspetti segnalati in  questi spazi a più riprese che la ricerca dell’America Press Institute consente di qualificare ulteriormente. L’indagine “Who shared it?”, condotta a fine 2016, analizza in profondità il tema della condivisione di notizie sui social e fiducia nelle fonti. Tema di grande attualità in questi mesi in cui parrebbe che il principale problema del giornalismo, e addirittura della democrazia occidentale, sia la diffusione sulle piattaforme social di “fake news”.

Dall’indagine emerge con chiarezza come sia di maggior rilevanza la fiducia riposta in  chi condivide l’informazione rispetto alla fonte informativa. Infatti, come mostra l’infografica sottostante, in tutti i casi presi in considerazione la fiducia in chi condivide informazione, anche se derivante da fonte sconosciuta, è sempre superiore alla fiducia riposta nelle informazioni di una fonte conosciuta/affidabile ma condivisa da una persona che non si conosce, nella quale non si ha fiducia.

Inoltre, dall’analisi sul coinvolgimento delle persone rispetto alle notizie ed ai newsbrand emerge come la fiducia nel soggetto che condivide l’informazione ha una maggior rilevanza rispetto al newsbrand, alla fonte informativa stessa. Una fiducia che determina un engagement superiore per tutti gli item presi in esame, come mostra l’infografica sotto riportata.

Le implicazioni di fondo dei risultati emergenti dalla ricerca sono, almeno, quattro:

  • I Lettori, i follower/fan, non sono solamente consumatori da monetizzare ma possono essere “brand ambassador” di grande rilevanza, se coinvolti correttamente, nel giusto modo. Se vi interessasse sapere come potete scoprirlo in questo webinar on demand;
  • Le news sono sempre più unbranded, come era già emerso con chiarezza dai risultati dell’indagine annuale del Reuters Institute for Journalism, e dunque di minor valore/ancor più difficilmente monetizzabili. È questo il risultato di anni di un utilizzo dei social come discarica di link [in Italia su Facebook siamo ormai ad un post ogni 15/20 minuti] da parte dei newsbrand;
  • I social non sono piattaforme di distribuzione, nell’accezione classica di marketing, poiché, al di là di ogni altra considerazione possibile, non veicolano il brand. Si tratta certamente di un elemento di negoziazione con Facebook e le altre piattaforme social ma anche di un aspetto sul quale intervenire prontamente al di là di eventuali risultati positivi emergenti da una trattativa sulla questione.
  • La “deriva” verso l’intrattenimento all’inseguimento di Snapchat, classico del modus operandi di Facebook crea sul social più popoloso del pianeta un contesto ancor meno adatto ai newsbrand. Infatti da un’ altra indagine condotta ad inizio 2016 emerge chiaramente come tra i social sia proprio Snapchat quello che a parità di condizione genera la minor fiducia nei contenuti informativi al suo interno. È un  ulteriore elemento da tenere in considerazione nella definizione della strategia di presenza sui social.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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